Il salone europeo dell’auto d’epoca

Come descrivere questa esperienza in una parola? Impossibile.

Impossibile riuscire a racchiudere tutto in una parola. Impossibile descrivere l’emozione che si prova a trovarsi di fronte a vetture come quelle che hanno corso a LeMans negli anni 90 e non solo, con ancora i loro segni addosso. Impossibile come la lista dei desideri delle auto che volevi vedere nella tua vita, riesca ad arrivare quasi a quota zero, in un giorno. Impossibile.

Eppure a Retromobile succede.

Ed ecco che a distanza di poco più di un mese da questo evento, ancora se ne parla e ancora sento le emozioni provate dopo aver varcato la soglia della fiera parigina.

Siamo alla 44°edizione e come ogni anno, tra il 5 e il 9 febbraio, Parigi si trasforma. Per le strade vengono catturate dagli occhi e dai cellulari dei passanti auto d’epoca di ogni genere. ogni angolo diventa fruibile per un possibile avvistamento inaspettato. La città viene investita da odore di benzina, clacson, colori e costumi decisamente vintage. In biglietteria si presentano collezionisti, appassionati e curiosi di ogni età che vengono da tutto il mondo per incontrare le auto che sin da piccoli hanno sempre voluto vedere o possedere.

La fiera sin dal primo padiglione ti coinvolge e ti stravolge. Più cammini e più ti innamori. All’orecchio giungono lingue diverse.  La mente fantastica su tutte le cose che gli occhi vedono, mentre registrano come una macchina da presa forme e colori mai visti prima. Come ogni fiera che si rispetti troviamo molti ricambisti, ma a Retromobile era diverso; ce n’erano di meno, rispetto alle fiere a cui sono abituato in Italia.

Gli stand rispecchiano uno stile di vita tipico degli appassionati di auto.

Vestiti di ogni genere, dalle tute da meccanico a quelle da pista con le patch dei vari sponsor alle coppole molto british style. Accessori che variavano dagli anelli a bracciali, collane… e  davvero moltissimi espositori di modellini di auto e aerei, oltre che venditori di insegne, targhe, manuali di uso e manutenzione.

Ma ciò che in assoluto mi ha colpito di più sono stati gli stand con le opere d’arte; dalle fotografie ai dipinti ad olio raffiguranti di auto da corsa a componenti di auto che diventano facilmente complementi di arredo. Ogni banco è gremito di persone che spulciano e cercano qualcosa da portare a casa, come ricordo o come ricambio per la propria bella che li aspetta nel garage o dal carrozziere.

Lo spazio dedicato alle auto é moltissimo. In questa edizione in vendita ed esposizione troviamo quasi mille auto, ognuna con la propria storia, ognuna non uguale all’altra.  Nel secondo e terzo padiglione, oltre agli espositori di oggettistica, c’erano delle aree dedicate alle auto di Artcurial, casa d’aste francese, e alle giovani youngtimer, con una selezione di alcune auto da poter comprare ad un prezzo inferiore ai 25.000€. 

L’esposizione poi continuava nel corridoio di collegamento tra il secondo e il primo padiglione, con alcuni modelli di una casa automobilistica quasi dimenticata: la Tatra, storica marca proveniente dalla Repubblica Ceca, nata nel 1850 con la produzione di carrozze, terminò poi la produzione di auto nel 1999, mantenendo attiva negli anni successivi la produzione di vetture per la Dakar.

Ma il bello deve ancora venire

Nel primo padiglione troviamo ad esporre case automobilistiche come Peugeut, che ci strabilia con il suo distaccamento DsTechnology e DsHeritage, limbo di esemplari tra passato e futuro davvero particolari. La neonata FCA Heritage, che dopo il successo dell’esposizione a Torino, si presenta a Parigi portandoci tre Panda decisamente particolari, per ricordare i 40 anni dalla presentazione di questo modello che sta diventando sempre più icona. E come preannunciato dalla stampa, era presente anche lo stand de “Lamborghini Polo Storico”, con la scocca nuda di una Miura e il neoprogetto di restauro ultimato dalla carrozzeria Cremonini di una fantastica Lamborghini Jota argento.

Gli espositori arrivano da tutta Europa e durante questa esposizione, essendo in Francia, hanno trovato spazio collezioni private e auto legate ad una delle gare più dure e importanti a livello motoristico: la 24h di LeMans.

PeterAuto ci ha deliziato con la sua BMW 1M, livrea bavarese. RichardMille, possessore dell’omonima casa orologistica, nonché pilota d’auto da corsa, ha portato Il suo personalissimo e godutissimo tributo alla McLaren esponendone alcuni esemplari. Girando mi imbatto anche nell’Artcar Porsche 993 GT2 del 1998, realizzata dall’ex fumettista di Charlie Hebdo Georges Wolinski, assassinato nel 2015 durante l’attentato alla testata giornalistica.

Bugatti, dopo aver presentato qualche mese fa a PebbleBeach la neonata Centodieci, sbalordisce i visitatori parigini esponendo gli unici due esemplari al mondo di EB110, costruiti per le gare, orgogliosamente accompagnati dai video dell’italiano Davide.

Tra i numerosi espositori troviamo anche la casa svizzera Lukas Huni AG, che con l’aiuto dei suoi collezionisti è riuscita a portare un degno tributo per i 110 anni della casa del Biscione, portando in esposizione auto da sogno. Parliamo di ben quattro varianti di AlfaRomeo Giulia disegnate da Zagato, addirittura anche uno dei due esemplari al mondo di AlfaRomeo 16C Bimotore del 1934, con doppio motore, anteriore e posteriore. Cose da matti.

Proveniente dall’altra parte dell’oceano Atlantico troviamo esposta anche la collezione Stuar Parr, appassionato e collezionista newyorkese, che ci delizia con un restauro di una Iso Grifo 5.4, portata a decapottabile, una Jaguar E-Type roadster rossa interni chiari, una moto Magni e altre vetture italiane decisamente particolari.

Come dicevo prima, la parola più appropriata a questo evento è impossibile.

Vi spiego anche il perché: nella vita, quante possibilità ci sono di riuscire a vedere alcune tra le auto che hanno fatto veramente la storia di persone e case automobilistiche? Direi decisamente basse, ma… MA… a Retromobile tutto è possibile.

Uno degli espositori più di alto livello mi ha riportato a quando ancora ero in fasce… Girardo&Co ci catapulta nel 95 con la prima monoposto guidata da Schumacher. “Marlboro” ovunque. Logo Fiat in blu in contrasto accanto al poggiatesta. Alettone importante. Carrozzeria rosso Ferrari. Bilancia che si ferma a 595kg. Motore 3.0 V12 a 75°… Pazzesco.

Fiskens Cars, officina e rivenditore british, porta in esposizione due bellissime avversarie; Ford Gt40 e un’affascinante Ferrari 275GTB. Entrambe gialle. Entrambe con la loro personale storia alle spalle. Semplicemente fantastiche. KidstonCars ci porta dal fiorista con una delle 19 al mondo, Aston Martin DB4 GT carrozzata Zagato. Come da copione, è ovviamente in ottima compagnia; le troviamo vicino una Ferrari 275GTS, Ferrari 275 GTB/4, Lancia Aurelia B24 Spider America, Lancia Flaminia super Sport Zagato.

A Parigi di cavallini rampanti all’interno dell’esposizione ne sono stati avvistati tanti, ma tra tutti, il cavallo che ha catturato di più la mia attenzione, è stato quello esposto allo stand Tradex: la Ferrari 330 P4 Lorenzo Bandini, chassis 0858. La seconda di tre esemplari al mondo, che nel 1967 sfilarono sul tracciato di Daytona, California, dopo aver vinto in primis contro la Ford e in secondo piano, la 24h di Daytona. Vettura simbolica che ha riportato in auge la casa di Maranello, dopo la sconfitta avvenuta a LeMans, l’anno prima.

Retromobile è un evento magico, a cui spero vivamente di ripartecipare nei prossimi anni e che consiglio a chiunque abbia con sè un briciolo di curiosità e passione per il mondo delle auto d’epoca. Retromobile, il salone dell’impossibile e delle meraviglie.

Foto e testi: Angelo Cattorini

Smells of Wheels