Nomen omen, che in italiano significa “il nome è un presagio” o anche “il nome è un augurio”, è una locuzione latina che mi è sempre stata alquanto simpatica. Deriva dalla credenza degli antichi romani che, nel nome delle persone, fosse in qualche modo già scritto il loro destino. Ecco. Nel caso di Explorer, anche gli antenati della Città Eterna si sarebbero trovati d’accordo con me. Perché nel nome c’è davvero tutta l’essenza del nuovo Suv compatto full electric di casa Ford.

Vi conosco, adorati lettori. So già che la maggior parte di voi si è frizzata al full electric. Ed è per questo che, prima di parlarvi della mia explorazione-con-Explorer nelle terre del Vesuvio, vi lascio due info al volo.
La prima: il nuovo Explorer full electric ha già fatto un giro del mondo attraversando 6 continenti, 27 paesi e percorrendo oltre 30.000 chilometri utilizzando esclusivamente energia elettrica. L’ha fatto guidato da Lexie Alford (su Instagram la trovate come @LexieLimitless) e il racconto della sua avventura diventerà presto un documentario Netflix.
La seconda: il nuovo Explorer ha 602 km di autonomia e la ricarica rapida porta la batteria dal 10 all’80% in 26 minuti (con caricatori DC fino a 185 kW).

Ora, chi di voi ha negli occhi i mastodontici Explorer americani Anni 90 sa bene che tipo di eredità c’è in ballo: con un nome del genere, non si scherza. E infatti Ford non lo fa e il nuovo Explorer non delude, a patto che non vi ficchiate nel tunnel cieco della nostalgia e ammettiate che il tempo passa e il mercato evolve.
L’Explorer di oggi è un Suv compatto che dell’antenato mantiene l’aria solida, piazzata e robusta di famiglia, aggiungendo però all’identikit doti abbastanza insospettabili: agilità impressionante per le dimensioni, fluidità di guida e sospensioni particolarmente performanti.

Come lo so? Perché l’ho messa alla prova per due giorni in una gran varietà di scenari. In autostrada, innanzitutto, perché è un’auto nata anche e soprattutto per viaggiare e volevo farmi un’idea dei consumi (tra i 15 e i 16 kWh per 100 km, dunque in linea con quelli dichiarati) e delle prestazioni dei due motori elettrici a trazione integrale da 250 kW (tradotto, 340 cavalli) di potenza complessiva con batteria da 79 kWh in dotazione alla versione in uso (c’è anche quella da 125 kW con batteria da 52 kWh, oltre a due versioni Extended Range da 150 o 210 kW).
L’ho guidata sul misto stretto, tra le curve e i tornanti che portano nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio per capire se i suoi 4,47 metri di lunghezza per 1,95 di larghezza possono rappresentare uno svantaggio quando i percorsi si fanno stretti e tortuosi.
Poi ci siamo avventurate nel nulla, verso l’Oasi Naturale dei Laghi Nabi percorrendo strade alquanto dissestate per mettere sotto torchio il sistema di sospensione. Infine, ha detto la sua anche su percorsi cittadini, accompagnandomi alla scoperta delle prelibatezze uniche del territorio campano verso la Taverna Estia, con un occhio puntato sul comfort e l’altro sulla tecnologia. Ci arriviamo…
Fondamentalmente, il nuovo Ford Explorer mantiene tutte le caratteristiche di un Suv a livello di efficacia, spazi interni e comodità, ma parlando di agilità e maneggevolezza sembra una city car. E questo impressiona. Altrettanto sorprendenti le prestazioni: il 340 CV raggiunge i 100 km/h in 5,3 secondi (praticamente è più performante di una Focus ST…). Tanto in autostrada quanto sulle curve, le dinamiche di guida non fanno rimpiangere vetture pari segmento più dichiaratamente sportive.

A bordo gli spazi sono ampi e gestiti in modo intelligente: c’è anche uno scomparto “segreto” nascosto dietro lo schermo per tenere documenti, borsa e oggetti personali al sicuro e lontani da occhi indiscreti, qualora si fosse in viaggio. Alzando lo sguardo colpisce subito il tetto panoramico in vetro a tutta lunghezza che regala un effetto daylight davvero appagante.
Nota di merito ai sedili: sportivi, con poggiatesta integrati, riscaldati quelli anteriori e massaggiante quello del guidatore. I rivestimenti sono realizzati da Mario Levi Group, prestigiosa realtà manifatturiera, in Sensico®, materiale su base sintetica con certificazione vegana del tutto paragonabile alla pelle per quanto riguarda resistenza, morbidezza, stile e piacere al tatto.

La tecnologia non manca e si fa notare. Explorer può contare su oltre 15 sistemi di assistenza alla guida di serie, tra cui l’Intelligent Adaptive Cruise Control con Stop and Go e il Clear Exit Warning, progettato per aiutare a prevenire incidenti con i ciclisti. A dominare la scena però è l’infotainment connesso SYNC Move con un grande schermo touch da 14,6 pollici regolabile in altezza e inclinazione per lasciar decidere a chi guida quale sia la posizione ottimale (e più sicura). In questo modo chiunque può scegliere la propria configurazione ideale e più funzionale per sfruttare al meglio e più comodamente il sistema touch.
Volante riscaldato e ricarica wireless per lo smartphone sono di serie. Bellissima, a mio parere, la soundbar asimmetrica che dà movimento alla console e permette di ascoltare egregiamente musica in wireless tramite Android Auto e Apple CarPlay.
Insomma, Explorer di certo non è più quello di una volta: è piuttosto la miglior versione contemporanea di se stesso in un mondo che ha bisogno di cambiare rotta e, mi permetto di aggiungere, di far pace con molti pregiudizi.
DA NON PERDERE IN ZONA…
Se vi trovate a passare nei pressi di Napoli, oltre a una visita approfondita della città e a un trekking sulle pendici del Vesuvio, segnatevi questi due indirizzi da veri Exploratori.

LAGHI NABI - Oasi Naturale del Benessere
Laghi Nabi è un luxury glamping isolato dal mondo e immerso nella natura nella zona a sud-est di Castel Volturno. L’oasi naturale che accoglie il glamping è un susseguirsi di scenari suggestivi e laghi sulle cui sponde, a debita distanza l’una dall’altra, sono posizionate tende (anche se è riduttivo definirle tali) e lodge dotati di tutti i comfort offerti da un hotel. E c’è persino una casa galleggiante! Curatissima la Water Spa, con piscina, area relax, healthy bar oltre ai classici percorsi spa, massaggi e trattamenti tra i quali scegliere. E non c’è solo il relax. La struttura offre attività come yoga, meditazione, kajak, pedalò o barche a vela, passeggiate a cavallo o in bicicletta, tennis e un circuito di wakeboard. Annoiarsi, qui, è davvero difficile… Tre le proposte food: i ristoranti Res e La Serra oppure il Lobby Bar per una pausa dolce o salata da mattina a sera.
Da scegliere se: il campeggio ti fa avventura, ma non ci vivresti…
TAVERNA ESTIA
La prima cosa che accade entrando nel giardino-dehor della Taverna Estia è essere avvolti dal profumo di gelsomino e piante aromatiche che crescono (a centimetri zero…) nell’orto. La seconda, è che si viene accolti in questo eccezionale due stelle Michelin come se si fosse a casa. La grande cucina a vista sulla sala è gioia per gli occhi e orgoglio di Mario e Francesco Sposito, il primo in sala, il secondo in cucina. Il ristorante, ereditato dai genitori, unisce nei propri menu degustazione influenze campane e sperimentazione nelle giuste dosi, proponendo piatti curatissimi, costruiti per soddisfare curiosità, occhio e palato. Eccezionali i panificati, frutto di anni d’esperienza e ricerca. Da provare e non scordare più. Più di mille le etichette in cantina. È a Brusciano, a nord-est di Napoli.
Da scegliere se: hai un debole per i sapori della tradizione, ma ti annoi facilmente…










