Oggi non è un qualunque mercoledì di marzo. La sveglia fa il suo dovere e io mi alzo salutando mentalmente il sole. Poi guardo mestamente il mondo dalla finestra e… piove, tanto per cambiare. Olè. Fa pure discretamente freddo e là fuori strade e terreni sono resi quasi impraticabili dalle settimane d’acqua, praticamente incessante. Il tempo ideale per rimanere sotto le coperte, insomma. E invece no. Il malumore metereopatico viene improvvisamente annientato.

Doccia, massiccia dose di caffè e si parte, direzione BMW GS Academy. Sì, amici miei: è mercoledì, non un mercoledì qualunque, e a Momelliano (PC) c’è la nuova famiglia F di BMW Motorrad che ci aspetta. Dolci colline, morbide curve, sterratoni che si perdono a vista d’occhio. E anche un’ottima cucina. Insomma, un gran bel parco giochi.

Ma torniamo alle moto, perché quest’anno la Casa di Monaco ha ben pensato di deliziarci con tre gustosissime novità (oltre, ovviamente, alla maestosa R 1300 GS, ma di quella vi abbiamo già parlato QUI su Wheelz). BMW ha calato un tris d’assi rinnovando completamente la gamma delle medie adventourer. E allora eccole, signore e signori, diamo un caloroso benvenuto alle nuove BMW F800 GS, F 900 GS Adventure ed F 900 GS.

Una piattaforma, tre moto per gusti e ambizioni differenti. Le ho provate per bene e ora ve le racconto.

BMW F 800 GS. LA PICCOLA TUTTOFARE

La piccola della famiglia GS strizza l’occhio ai neofiti e a chi cerca una moto poco impegnativa, tutta sostanza e praticità. La guardi e ti viene voglia di curvare. È maneggevole, facile, con la sella bassa, ideale per il commuting quotidiano, per le gite fuoriporta e, con qualche dotazione del catalogo BMW, permette anche qualche bel viaggio. Insomma, una vera tuttofare.

Forte di un progetto collaudato (e soprattutto azzeccato) come la 750, BMW sulla entry level F 800 GS ha lavorato di fino, puntando sulla semplicità d’utilizzo e sull’affidabilità. Il già ottimo motore è stato ulteriormente migliorato, lavorando soprattutto sulla fruibilità, con una potenza aumentata di 9 cv (da 853 cc passa a 895 cc, per un totale di 87 cv) e, soprattutto, una coppia massima raggiungibile 1000 giri prima della precedente versione, a tutto vantaggio del piacere di guida.

La moto scende in curva da sola e mantiene fedele la traiettoria impostata. Il motore non mette mai in difficoltà, è sempre fluido e corposo, ma ha quel brio che serve per una guida vivace e divertente, senza pensieri. Il comparto sospensioni garantisce un buon supporto senza rinunciare al comfort delle sorelle più grandi (la versione che abbiamo avuto in prova è dotata dell’optional Dynamic Esa, Electronic Suspension Adjustment). E, con un po’ di malizia, permette di destreggiarsi anche su sterrati facili, aiutati dalla ridotta altezza da terra e da un peso tutto sommato contenuto. Ah, è l’unica della triade con l’anteriore da 19”.

Come in ogni GS che si rispetti, la dotazione di serie è ricchissima: anche sulla 800 arrivano lo schermo TFT da 6,5 pollici con connectivity system (prima su questo modello era analogico), gruppo ottico a led, manopole riscaldate, portapacchi Vario e leva del cambio in alluminio regolabile.

Due i pacchetti offerti: il Pacchetto Dynamic da € 900 (che comprende Modalità di Guida Pro, Shift Assistant Pro e Dynamic Esa) e il Pacchetto Comfort da € 850 (con Controllo Velocità, predisposizione Navigatore, Keyless Ride, Portapacchi e Catena M Endurance).

Ovviamente, la lista degli accessori è lunga e permette di cucirsi la moto addosso: fra questi vi segnalo l’RDC, per avere sempre sott’occhio la pressione pneumatici, il cavalletto centrale, l’E Call, la possibilità di scegliere tra 2 selle oltre a quella di serie (alta da 830 mm ovvero 15 in più, oppure Extra Bassa da 780 mm, 35 in meno rispetto quella di primo equipaggiamento), oltre alle immancabili valigie Vario.

La F 800 GS è disponibile anche in versione depotenziata A2.

Tre le livree disponibili: Base in Lightwhite, con sella nero/blu e logo GS nero. Con 250 euro in più si può avere la Sport in Racing Blue, con sella nera/rossa e logo GS, fianchetti bianchi e serbatoio argento, o la Triple Black, che gioca tutto sull’abbinamento nero/grigio, molto elegante e grintosa.

Ah, dimenticavo, il gioiellino ve lo portate a casa con € 11.400 chiavi in mano.

BMW F 900 GS ADVENTURE. LA GLOBETROTTER

La F 900 GS Adventure entra di diritto nell’Olimpo delle viaggiatrici della famiglia GS. Che sia un passo di montagna, un’autostrada o una polverosa strada di campagna, l’Adventure sarà sempre la compagna ideale. Ed è comoda anche in due (se avete passeggeri, la apprezzeranno). Non vi nascondo che con quel serbatoio muscoloso e quel faretto asimmetrico mi ha fatto subito pensare alla “vecchia” GS 1250.

Anche qui BMW ha potuto lavorare su un’ottima base di partenza e la nuova Adventure è la naturale evoluzione della precedente 850. Sfrutta, infatti, lo stesso telaio, ma con sovrastrutture rinnovate (in particolare i fianchetti) e, soprattutto, con il nuovo motore, portato a 895 cc.

Grazie all’ottimizzazione della curva di potenza le prestazioni della nuova 900 salgono di ben 10 cavalli (da 95/8250 giri a ben 105 cv/8500 giri), ma allo stesso tempo vanta una coppia ancora più fruibile ai bassi regimi, raggiunta già a 6.750 giri. Il nuovo motore spinge che è una bellezza, sempre progressivo, corposo, con un bel sound. Permette di spalancare in uscita di curva (aiutato anche da un’ottima elettronica) e di fiondarsi alla svolta successiva in un attimo, senza incertezze, buttando dentro una marcia dopo l’altra grazie allo Shift Assistant Pro. Ovviamente, come su ogni GS, c’è la possibilità di modificare facilmente le impostazioni della moto e le modalità di guida tramite l’intuitivo schermo TFT.

Il passaggio dalla 800 alla 900 ci fa percepire immediatamente la differenza nelle dimensioni e nel peso: il serbatoio da 23 litri è dominante e garantisce un’autonomia da viaggi interspaziali. Basta qualche secondo per resettare i parametri e si va. Inutile dire che, una volta innestata la marcia e macinato i primi chilometri, la godibilità della moto diventa totale.

Si fa guidare in modo rotondo, lasciandosi trasportare completamente dall’ottima ciclistica. È una perfetta globetrotter e il comfort in sella la rende ideale per i viaggi a lunga percorrenza, senza stancare minimamente. Il cupolino è regolabile in altezza e protegge bene. Se poi siete alti più di 1.85 potreste sbucare leggermente con la fronte: accertatevi di avere un casco all’altezza.

Qui il pacchetto disponibile è solo il Ride Pro, ma ha praticamente tutto quello che serve per renderla una vera viaggiatrice: Cruise Control, Keyless Ride, Catena M Endurance, Dynamic ESA, Shift Assistant Pro, faretti supplementari a led e supporti valigie.

Anche qui, c’è la possibilità di crearsi un giocattolo tailor made, grazie all’ampio catalogo di optional, fra i quali la sella extra bassa, l’RDC, l’assetto ribassato (ma non in combinazione con il pacchetto Ride Pro) e lo scarico Akrapovič.

Due le colorazioni disponibili: la Blackstorm Met, in nero/grigio da € 2.100 e la più classica White-Aluminium Metallic Matt, con i classici colori GS sul serbatorio bianco/grigio, da € 2.300.

Prezzo chiavi in mano € 15.400.

F 900 GS. LA RALLYSTA

Sento odore di terra e voglia di adrenalina. È la prima cosa che ho pensato quando ho visto la nuova BMW F900 GS, mentre nella mia mente iniziavano e farsi strada torbidi pensieri…

Stavolta mamma BMW ha deciso di mostrare i denti e confezionarci una moto che, laddove finisce l’asfalto, ci va e ci va di brutto. Un po’ come per la 1300 GS, infatti, i tecnici di Monaco hanno deciso di sparigliare il mazzo e dare un taglio netto al passato. E il risultato ha lasciato tutti di stucco. Le prime foto e il teaser ci avevano già fatto alzare il pelo e il video di Toprak (sì quello della Superbike) che strapazza una GS 900 tra penne, derapate e salti ci ha fatto urlare al miracolo.

La nuova F 900 GS sembra nata per liberare i peggiori istinti lontani dal bitume. È snella (a vederla da dietro sembra una mono da enduro), alta, ha sovrastrutture ridotte al minimo e quella torretta single light che fa tanto Desert Rally (e che a noi con la febbre del tassello piace tanto).

Condivide il motore e il telaio centrale con le sorelle, ma le somiglianze finiscono qui. La moto è praticamente tutta nuova, pensate che rispetto al precedente modello è cambiata per l’80%! Fa segnare 219 kg in ordine di marcia sulla bilancia (perdendo 14 kg) e aumenta di 10 cv al banco prova.

Lei è la sorella ribelle, quella che ti fa chiudere la vena.

Complice anche il percorso studiato dai ragazzacci dell’Academy, ho potuto veramente apprezzare il lavoro svolto dai tecnici di Monaco. La moto è facile, ha un baricentro molto basso nonostante l’escursione delle sospensioni di 230 mm all’anteriore e 215 al posteriore, quote da vera offroader. Gira in un fazzoletto. Mi sono spinto un po’ lungo un paio di volte, attaccato ai freni, ma la F 900 GS non si è scomposta, aiutandomi a chiudere la curva senza difficoltà.

In sella la moto è snella, merito del nuovo design del serbatoio in plastica. La posizione di guida è ottimale, soprattutto in piedi: pedane ribassate e riser da 24 mm al manubrio (nel pacchetto Enduro Pro) permettono un ottimo controllo e una posizione naturale, per niente affaticante anche per chi, come me, supera il metro e 80 di altezza.

La sella stretta permette di spostarsi agevolmente avanti e indietro e ha un ottimo sostegno anche sulle lunghe percorrenze. Io mi sono goduto la Rallye, con sella alta da 890 mm da terra (+20 mm rispetto all’originale) che per me è l’ideale, ma si può scegliere anche quella extra bassa (835 mm, -35 mm rispetto allo standard).

Ottime le pedane, larghe e ben seghettate e gli amanti del fuoristrada apprezzeranno sicuramente le leve cambio e freno posteriore regolabili, per utilizzarle al meglio con gli stivali da cross/enduro.

Tutto è comodo e a portata di mano: i comandi al manubrio sono accessibili e il TFT non crea problemi di lettura nemmeno sotto la luce diretta. Anche qui, come nelle altre versioni, abbiamo varie modalità di guida: Rain, Road, Dynamic, Enduro ed Enduro Pro. Particolarmente goduriosa l’Enduro Pro in offroad, che esclude l’abs al posteriore e rende l’erogazione bella piena già alla prima apertura del gas. Utilissimo se, ad esempio, bisogna affrontare un ostacolo improvviso. Oltretutto, questa modalità permette anche una certa libertà d’azione e vi divertirete a far spazzolare il posteriore a ogni curva, dettaglio che fa sempre bene all’ego.

Ovviamente tramite un comodo tasto si possono escludere completamente tutti gli “aiutini”, ma a meno che non siate dei pro, consiglierei di lasciarli: fanno il loro dovere senza essere invadenti. La “piccola” ha pur sempre 105 cv e, per domarli tutti senza controlli, ci vuole un discreto manico. Il motore sorprende, proprio come sull’Adventure: è sempre facile e progressivo, non mette mai in difficoltà, ma quando serve sfodera una grinta notevole e un sound bello carico (ah, quanto è bello l’Akrapovič).

La ciclistica è di prim’ordine, soprattutto con il pacchetto Enduro Pro che porta in dote forcelle Showa da 45 mm completamente regolabili (si riconoscono per il colore dorato) e ammortizzatore posteriore ZF, anche questo regolabile e con una comodissima manettina situata sotto la fiancatina sinistra, raggiungibile anche mentre si è in sella. La moto supera qualsiasi ostacolo e affronta ogni terreno con disinvoltura: le sospensioni divorano tutto e offrono sempre un grande supporto, con una leggera e rassicurante cedevolezza iniziale. L’F 900 GS è stabilissima anche ad alta velocità grazie all’ammortizzatore di sterzo posto giusto sotto al cupolino.

Menzione a parte per gli strepitosi pneumatici Metzeler Karoo 4 montati sui cerchi da 21” all’anteriore e 17” al posteriore. Fango, sasso smosso, asfalto bagnato. Le abbiamo messe alla frusta e si sono comportate benissimo.

Anche qui, come per la 800 e l’Adventure, sono disponibili 2 pacchetti opzionali, il Dynamic da € 500 (che comprende Modalità di Guida Pro e Shift Assistant Pro) e l’irrinunciabile Enduro Pro da € 1.500 (che comprende sospensioni Sport, manubrio nero con riser + 24mm e Catena M Endurance).

Tre le colorazioni disponibili: la super glam Base in Blackstorm Met (tutta nera, John Wick secondo me ci farebbe un pensierino…), la stupenda Giallo Sào Paulo a € 250 (ricorda molto quello della vecchia 1150, qui con telaietto e finiture in rosso) e la classica Trophy a € 500 con i colori tipici GS, bianco-blu-rosso, oltre a cerchi dorati, cupolino brunito, piastra paramotore e paramani Enduro con staffe in alluminio. C’è poi la solita lista accessori, che ricalca quella della Adventure. Prezzo € 14.600 chiavi in mano.

La nuova gamma GS 2024 è già in Concessionaria, resta solo da capire quale scegliere. Personalmente vi consiglio la 800 per divertirvi tra le curve e andare al lavoro, la 900 Adventure per i grandi viaggi e la 900 per sfogarvi dove finisce l’asfalto e inizia il divertimento.

Ah, ve le ho consigliate tutte e tre? Mi piace vincere facile.

EQUIPMENT

Visto che Tlaloc, noto dio azteco della pioggia, ha ben pensato di regalarci freddo, rovesci, fango, grandine, cavallette & Co. ho pensato ad un setup che mi permettesse di rimanere caldo e asciutto, ma allo stesso tempo non mi intralciasse nei movimenti e non mi facesse sembrare un palombaro.

Il casco

Partiamo dalla testa: il casco Airoh Aviator Ace 2 è leggerissimo grazie al Composite Carbon e lo puoi indossare tranquillamente otto ore al giorno senza batter ciglio. Tra l’altro è super aerodinamico e anche alle alte velocità non dà mai l’impressione che “ti si stia staccando la testa dal collo”. Approved.

lo trovi qui

La giacca

Ushuaia Hydroscud di T.ur, grazie alla presenza dei 2 strati interni (la membrana Hydroscud impermeabile e l’imbottitura termica staccabile) e dei pannelli apribili Airflow può essere usata tutto l’anno. Vestibilità completamente personalizzabile tramite zip e fettucce su braccio, avambraccio e fianchi. Completano l’opera protezioni Easyflex di livello 2 su spalle e gomiti, ovviamente ECE 17092:2020 (disponibile anche il paraschiena a richiesta). Concepita per le avventure allroad, è comodissima anche in offroad e, senza nemmeno usare lo strato termico, mi ha protetto dalle intemperie, lasciandomi massima libertà di movimento.

la trovi qui

I pantaloni

Si chiamano Gibraltar Hydroscud di T.ur i pantaloni da touring/adventouring a 2 strati in Polistrong 600D con protezioni Easyflex di livello 2, pannelli apribili Airflow e membrana impermeabile Hydroscud. Sono pantaloni over-the-boot, ma io li ho indossati dentro gli stivali e senza la membrana. Ampiamente regolabili grazie ai velcri in vita, mi ci sono trovato benissimo, sia da seduto che nella guida in piedi in fuoristrada.

li trovi qui

Gli stivali

Eleveit X Privilege WP Enduro è uno stivale da touring, ma con le caratteristiche e il sostegno di uno stivale da offroad fatto e finito, con una suola un po’ più scolpita rispetto alle versioni più estreme (che benedirete quando c’è da spingere la moto o zampettare su qualche mulattiera impestata) e una membrana WP utilissima nelle giornate fredde e umide come quella della prova. Mi è piaciuto perché ha un’ottima vestibilità: nella guida in piedi mi sembrava di indossare i miei amati e storici stivali da cross... I puristi dei grandi viaggi lamenterebbero una eccessiva rigidezza nella camminata, ma mica ci dovete andare a fare trekking, no?

li trovi qui