Quando nasci e diventi adolescente a Modena, nella terra dei motori e dei maiali, non puoi stupirti troppo di certi innamoramenti istantanei e istintivi. Perché certo, poi nel tempo sarai anche finita inda city, ti sarai smaliziata e avrai imparato ad amare le idee sottili e i dettagli sofisticati. Ma il colpo di fulmine per il ruvido, la materia grezza e l’ingranaggio semplice è qualcosa di primordiale. Ed è sempre dietro l’angolo. Insomma, eccomi qui, cotta a puntino per un veicolo a due ruote basato su un concetto quanto mai semplice: la trazione integrale salverà il mondo superando qualunque ostacolo, anche se lentamente.

La mia crush di dicembre si chiama Rokon, è una motocicletta americana moooolto essenziale, ma tremendamente sexy, ha due ruote motrici ed è, in pratica, la versione 2.0 di un mezzo di sessant’anni fa.

Non è certo la prima volta che questo venticello yankee arriva in Italia. Della Rokon qui da noi si era già parlato circa una decina d’anni fa a seguito di un tentato lancio in terra nostrana. Poi, però, di questo trattore a due ruote motrici sostanzialmente inutile, lento, esteticamente goffo e sproporzionato (e per questo assolutamente irresistibile ai miei occhi) non s’è più discusso. È finito nel cestino dei tentativi dall’esito incerto, insieme a tutta una serie di proposte 2WD che si sono susseguite negli ultimi decenni.

SWM negli Anni 80, Fantic nel ‘92, Yama con una versione 2-TRAC System del TT600 nel ‘99, ma anche Fantic, Suzu, Honda e persino Ducati, che tentò l’esperimento sulla 998. E ci sono state anche la KTM 990 Adventure di Project DT-A e, ancora oggi, la statunitense Christini, che realizza kit di trasformazione AWD per molte moto da fuoristrada, KTM e Honda in primis.

Il punto, però, è che questa è una storia di Natale. E nelle storie di Natale chiunque merita una seconda possibilità. Quindi, vale anche per la Trail-Breaker e le sue sorelle, ecco. A maggior ragione quando c’è di mezzo la California…

Passo indietro: il papà delle Rokon si chiama Charles Fehn. È, appunto, californiano di San Bernardino, e adora non farsi fermare da niente. Siamo negli Anni 50 e il nostro Charlie concepisce, progetta e crea un prototipo di una due ruote (un mototrattore, appunto) in grado di affrontare con nonchalance qualunque tipo di ostacolo o terreno accidentato e impervio, anche molto molto impegnativo.

È così che nel ’59 vede la luce la Trailmaker, la prima moto a trazione integrale con due pneumatici dopati niente male, una propensione marcata ai viaggi lenti e la cocciutaggine tipica di chi abbassa il muso e procede, qualunque cosa si trovi davanti. Tipo Caterpillar, per intenderci.

Questa bestiolina a tre marce made in New Hampshire, oggi è equipaggiata con un quattro cilindri Kohler 208 cc da 7 CV. Segni particolari: anche se il sound è un po’ da tosaerba, si accende OGNI VOLTA e, pare, sia l’affidabilità fatta a moto. Vanta una certa capacità di carico (di certo superiore a un’enduro, ça va sans dire) e ha dimensioni ridotte rispetto a un quad. Insomma, dove le 4 ruote si devono fermare, lei invece va.

Piano, ma va. 35 km/h la velocità massima. Ma tanto ditemi che per superare tronchi e guadi (senza essere manici) ne serve di più… Piccola curiosità: i cerchi in alluminio sono cavi e possono contenere quasi 10 litri di benza (o acqua) ciascuno. Si, fa un po’ Mad Max, ma perché privarsi di quell’aura un po’ postapocalittica…

Con una Rokon, scegliendo una delle sei versioni attualmente commercializzate QUI, puoi lavorare o semplicemente andare a zonzo fuoristrada, per boschi e acquitrini o su qualunque terreno ti venga l’estro di voler affrontare con questo inarrestabile cinghialetto da 100 chili.

Il catalogo di accessori e special parts a disposizione è praticamente infinito (ci sono anche le catene da neve); quindi, è possibile personalizzare il mezzo a seconda delle proprie esigenze d’uso e trasporto materiali. Se è utile, mi chiedete? Probabilmente no, ma lo sapete benissimo, non mentite: l’amore non ha niente a che fare con l’utile. Preferisce il dilettevole.

PS. Per dovere di cronaca, vi segnalo anche l’esistenza della Taurus, una due ruote con una filosofia analoga, prodotta dalla russa Motorcycle 2×2. Pesa circa 90 chili, è smontabile, può galleggiare, salire le scale e andare dappertutto. Sul design non mi sbilancio. De gustibus non disputandum est.