Sono al party di presentazione alla stampa del nuovo team insieme a Moto2 e MotoE, con cui condividiamo livree e il title sponsor KLINT. Sono in posa accanto alla moto mentre ci fotografano. E ancora non ci credo. L’avventura in pista continua anche quest’anno… e in grande stile!

Passo indietro, così vi racconto. La nuova sfida si chiama KLINT Forward NDM Race e credetemi: è più di quanto abbia mai avuto il coraggio di sognare. Il Team Forward del Motomondiale e un team manager belga, decidono di collaborare per correre nel Moto Guzzi Fast Endurance e darci tutto il supporto possibile.

Quindi, facciamo suonare Baba O’riley degli Who, immaginiamo un fermo immagine sulla mia faccia in posa e una voce fuori campo dire: “Yup, that’s me. You’re probably wondering how I ended up in this situation”.

Stacco cinematografico e facciamo un ulteriore, doveroso, passo indietro

Non dico di immaginarmi attaccato alla bottiglia, ma dopo aver appreso la notizia che Alberto e io non avremmo più corso insieme (vi ricordate le nostre peripezie della scorsa stagione raccontate qui su Wheelz?), ecco… diciamo che moralmente non me la passavo granché bene.

Correre ha canalizzato tante risorse negli ultimi anni, sia in funzione delle gare che nella loro preparazione. Ritrovarmi di colpo senza questo obiettivo non era decisamente quello che avevo in programma. Soprattutto dopo l’appena concluso 2023 in cui avevamo gettato le basi per guardare al futuro. Quindi capelli incolti, barba lunga e vestaglia tartan di flanella marrone a ciondolare per casa.

Mollo tutto e mi alleno con la Bucci” era l’unica strada che vedevo, rassegnato a prendere la paga da bimbetti prodigio del CIV Junior e magari anche qualche insulto dai genitori inferociti per aver rovinato l’hot lap del figlio. Insomma, molto diverso dallo spirito delle due stagioni trascorse…

La telefonata che… boh!

La livrea di moto e tute del 2023 sono state curate da Indivisual Creative, agenzia di comunicazione di Luca Vizzini, presenza fissa nei paddock che contano. Un giorno suona il telefono ed è lui. Dopo la gara conclusiva di Misano ci siamo incrociati a Eicma e ho potuto conoscerlo meglio. Iniziamo a parlare distrattamente quando tre parole richiamano la mia attenzione e mi fanno rendere conto che non stavo ascoltando. “Team… 2024… sponsor”. Come iniziò, la telefonata finì. E io non ci avevo capito niente.

Ma nel dubbio, poche aspettative. Questo è stato il mantra dei giorni successivi. Ero consapevole di non aver portato a casa proprio tutto il discorso, perciò decisi che tenere un basso profilo e continuare ad autocommiserarmi, fosse la soluzione più confortevole.

Nei giorni successivi riuscii a poco a poco a mettere insieme le tessere del puzzle: a Luca è piaciuto il trofeo (e del resto come dargli torto?), è interessato a correre l’anno prossimo e per farlo avrebbe l’appoggio di un team manager belga che ha un trascorso nei trofei Malossi.

Finalmente trovo l’occasione giusta per chiedere perché me ne stesse parlando. “Io cosa c’entro in tutto questo?”. Luca sardonico mi risponde: “Il trofeo non si corre in due? Un pilota sono io, l’altro sei tu. Anzi già che ci siamo, vieni su a Milano che ti faccio conoscere Nicolas”.

Zero aspettative, anche sul Freccia di ritorno

Pochi giorni dopo la telefonata conosco Nicolas Di Lorenzo. Scopro che ha alle spalle 20 anni di trofei Malossi quando gli scooter erano al loro apice e le case investivano forte perché i successi in pista si trasformavano direttamente in vendite. I team erano vere e proprie squadre corse (in questi anni Sanchini che commenta con Meda la MotoGP vinse un campionato), con personale e piloti internazionali. Fighissimo.

Ho ancora davanti agli occhi le bande di noi ragazzini sui 50ini elaborati, sfrecciare in gruppo in pellegrinaggio verso l’officina che li preparava. Ricordo la rivista Scooter Magazine che aspettavo per un mese e leggevo in 2 ore. Il catalogo Malossi e la sezione MHR. Anni bellissimi, in cui ero inseparabile dal mio Gilera Runner grigio antracite e arancio fluo. Ovviamente “è tutto omologato Maresciallo”.

Mentre ripenso a queste cose, sono già sul Freccia di ritorno. Ripercorro la chiacchierata di prima cercando di fare ordine in quello che ci siamo detti. Riassumendo, il tema dell’incontro è stato: facciamo un team, cerchiamo gli sponsor e corriamo nel Fast Endurance 2024.

Nicolas sarà il team manager, Luca si occuperà del concept grafico, della comunicazione e guiderà e io… guiderò la moto. Chiaro no? Chiarissimo! Ma mi sembra tutto troppo bello per essere vero. Anche perché il ruolo di pilota in un’organizzazione così mi sembra impegnativo. Decido quindi di tornare in modalità zero aspettative giusto in tempo per scendere a Reggio AV e tornare alla vita di sempre.

Per qualche giorno l’atteggiamento funziona, poi le telefonate di pianificazione con Luca si intensificano e la cosa prende forma. Ho tra le mani la presentazione del team con cui andremo a proporre il nostro progetto ai potenziali sponsor, quando realizzo che lui e io non siamo più semplici reel buddies. Il progetto ha un nome, un organigramma e una mission che può attrarre sul serio l’interesse degli sponsor. Abbiamo lavorato molto per confezionare qualcosa che possa davvero dare un ritorno a chi crede nel progetto. Infatti le cose si muovono velocemente.

Investitori misteriosi e training autogeno

Oramai le telefonate di aggiornamento con Luca sono una routine, non sembra ma c’è un lavoro enorme dietro. Una di queste viene richiesta con urgenza e la prima cosa che sento è: “tieniti forte perché abbiamo uno sponsor, ed è… grosso!”. Luca mi riferisce di aver parlato del progetto al titolare del Team Forward, che proporrà la nostra avventura al suo nuovo sponsor per il motomondiale. Però bisogna essere cauti perché l’investitore in questione non può essere nominato: verrà svelato da contratto durante la presentazione ufficiale del team Forward.

Mi siedo, regolo il respiro e ascolto i battiti. Un team che fa il mondiale ha espresso interesse per la nostra avventura e proporrà al suo nuovo e segretissimo sponsor di supportarci. Forward, non un team qualsiasi. Forward che fa il mondiale di Moto2 e MotoE. Con il suo sponsor nuovo.

Rielaborare la situazione non aiuta, anzi mi fa rendere conto che non sono attrezzato per processare tutto questo. Mi sembra impossibile. Sono cose così lontane, come fanno ad essere qui che quasi le posso toccare? In piu’ per non farci mancare nulla c’è anche del mistero e mi sento già all’interno di una spy story. Nei film americani questo sarebbe il momento per far entrare in scena il sacchetto e cominciare a respirarci dentro. In ogni modo, qualunque sia la direzione in cui si svilupperà questa storia, quali sono le reali probabilità che accettino? Nulle, dai! Non scherziamo.

No Sleep Till Brooklyn

E invece il progetto allo sponsor è piaciuto. E anche tanto. Al punto da volere diventare title sponsor anche del nostro team! Diventiamo a tutti gli effetti un ramo delle competizioni seguite da Forward, accanto a Moto2 e MotoE. Siamo il KLINT Forward NDM Team e entriamo in organigramma accanto ai ragazzi impegnati nel mondiale.

A proposito, in meno di un mese bisogna presentare la moto alla stampa insieme a quelle del mondiale, momento in cui dove verrà rivelato lo sponsor e tutta l’idea alla base della stagione 2024. Dobbiamo fare la livrea della moto, le tute e finalizzare con gli sponsor con cui nel frattempo siamo entrati in contatto. Non è roba da poco: non abbiamo un minuto da perdere.

Le quattro settimane successive sono state belle toste, un grazie doveroso va ai nostri sponsor che ci hanno premiato della loro fiducia: hanno saputo vedere oltre il marasma del momento e soppesare le reali potenzialità del progetto su cui il team si basa. Ecco quindi che al title KLINT si affiancano sponsor, partner tecnici e media partner. Sono onorato che Wheelz abbia deciso di seguirci in questa nuova avventura, per noi si prospetta una bellissima esperienza e abbiamo tutta l’intenzione di viverla a modo nostro: l’ashtag #StayRad accompagna già le nostre attività social e noi non mancheremo di farlo.

Nuovo format e tanto entusiasmo

Qualcos’altro in questa stagione? Nuovo team, nuovo equipaggio in coppia con Luca e nuovo formato di gara! Sì, perché la novità 2024 è che anche il Moto Guzzi Fast Endurance evolve nella direzione delle competizioni mondiali: introducendo una gara sprint.

Sarà la tappa di Varano de’ Melegari il teatro dell’attesa formula in cui ogni pilota correrà una vera e propria gara. Partenza dalla griglia con semaforo e nessun cambio a rimescolare le carte, ma un unico stint tiratissimo: a decretare l’equipaggio vincitore sarà la somma dei tempi dei due piloti.

La sera della presentazione

E dopo tutte queste corse, eccoci qui, al 55 Milano per presentazione ufficiale. Le moto di Moto2, MotoE e Fast Endurance sono coperte da un telo che ne cela livree e sponsor. È Giovanni Cuzari team principal di Forward a dare il via all’unveiling durante la presentazione.

La nostra moto nella livrea KLINT pensata da Indivisual è bellissima. Le è stato riservato un palco tutto per lei ed è un magnete di attenzioni e sguardi. I nostri sponsor sono presenti e sentiamo di aver iniziato con il piede giusto. Ora non resta che dare gas e fare del nostro meglio.

Al mio fianco avrò Luca un gentleman navigato da cui potrò apprendere tanto e Nicolas, un team manager che con la sua esperienza saprà metterci nelle condizioni di tirare fuori il nostro meglio. Stay tuned!