LA 33^ EDIZIONE DELLA MONFERRAGLIA SI È TENUTA A OULX, NEL CUORE DELLA VAL DI SUSA. LA PRIMA “MONFA” ACCOLTA DA QUESTO TERRITORIO SUGGESTIVO CHE HA CONCESSO UN PERCORSO MOZZAFIATO, CON I MOPED A SFIORARE QUOTA 3.000

Attesa, anzi, attesissima la prima Monferraglia di questo tormentato 2020: il popolo della più nota serie di manifestazioni dedicate ai moped ha risposto all’appello proclamato a gran voce e dall’alto delle Alpi che tracciano il confine tra Italia e Francia. Ad accoglierli, per la prima volta, il territorio di Oulx, comune incastonato nella splendida Val di Susa e adagiato sul fiume Dora, campo base d’eccellenza e non solo per gli splendidi scenari e percorsi in alta quota che lo incorniciano: i paddock, lungo l’argine della Dora e in Piazza, in pieno centro, dove per l’occasione sorgeva inoltre un “village” popolato, tra l’altro, da una selezione di attività locali.

E ancora, Oulx addobbato per accogliere il “carrozzone” firmato Monferraglia: tantissimi gli iscritti che lo scorso 26 luglio hanno tentato l’impresa di raggiungere il punto più alto del percorso, ossia Punta Jafferau, portando i moped a sfiorare 3.000 metri di altitudine; di fatto, uno dei pochi percorsi carrabili europei a raggiungere tali altitudini. Beh, come ogni Monferraglia che si rispetti, il termine ‘impresa’ non viene utilizzato a casaccio: a guadagnare la vetta della Punta Jafferau ci sono riusciti in pochi (per loro l’ambitissimo adesivo dello Stambecco Monferraglio 2020), anche se per tutti gli altri sono state le suggestioni del percorso a rendere così speciale questa prima Monferraglia dell’anno.

Passaggi epici, come quello che attraversava la Galleria dei Saraceni; boschi e alpeggi, con un fondo da prova speciale di enduro in alcuni tratti; la vegetazione che salendo si faceva via via più rada, e  l’aria più rarefatta con il passare dei chilometri; l’ebbrezza della discesa, tutta d’un fiato, e il piacere delle soste, di una foto scattata in controluce, per riprendere fiato, di una regolata al carburatore volante che “già che vi siete fermati ci beviamo una birra”, di quel senso di compagnia e fratellanza che c’è anche se alla partenza ti presenti in solitaria. Alla Sammer Peak 3.0 c’è chi ha impiegato qualcosa come 8 ore per completare l’anello di circa 70 km, un percorso tracciato ad hoc dal patron della Monferraglia Alessandro “Hans” Ansaldi in collaborazione con Cala Meccanica (IG @calameccanica) e con l’assessore del Comune di Oulx, Alain Allemand (endurista consumato lui; noto crossista del passato il padre Antonio Allemand).

Monferraglia a Oulx: buona la prima, non c’è dubbio, e che sia un arrivederci, così ci auguriamo. Nell’attesa della prossima tappa firmata Monferraglia, gustatevi le immagini realizzate in collaborazione con gli amici di SOS TV Motori, autori della diretta social alla Sammer Peak 3.0.

NON SAI COS’È LA MONFERRAGLIA?

La Monferraglia è dedicata ai vecchi ciclomotori monomarcia a pedali (e da essi derivati, tra modifiche ed elaborazioni). Piaggio, Peugeot, Garelli, Rizzato, Atala, solo per citarne alcuni. Ci sono le Classiche che seguono le stagioni (all’incirca) e ci sono le Agonistiche: nel primo caso, parliamo di “motocavalcate” in fuoristrada non competitive ma spesso parecchio epiche. Chilometri di off road in sella a un moped tra gioie e dolori, polvere e fango, guasti,  riparazioni volanti e tanto spirito di gruppo. Per quanto riguarda invece le Agonistiche, si tratta di gare vere e proprie, le stesse che danno vita al Campionato Nazionale Moped ACSI. Per saperne di più, visitate la pagina www.monferraglia.it 

IL TROFEO “MONFERRAGLIA SAMMER”

Eccolo il vincitore del simbolico premio assegnato d’ufficio per l’epica impresa che Andrea Loi ha compiuto su “Covidio”, attempato ma indomito cinquantino. Andrea ha concluso la Sammer Peak di Oulx alle 20.18

PHOTO CREDIT: SOS TV MOTORI