Nel ventunesimo secolo è difficile restare al passo con i ritmi frenetici degli agglomerati urbani. Le grandi metropoli sono in continua evoluzione: sempre più tecnologiche, sempre più eco-sostenibili, ma al tempo stesso sempre più trafficate, e sempre più “affaticate”.

Milano è la città italiana che meglio rappresenta questa situazione. Una metropoli internazionale dove si lavora senza sosta, una città che pensa al futuro cercando di migliorare giorno dopo giorno ma che fatica a fermarsi un attimo per apprezzare fin dove è arrivata.

Milano è il magico palcoscenico dove le nostre storie vanno in atto. Talvolta è protagonista, certe volte solo comparsa, ma ha sempre una grande influenza su quello che accade tra le sue mura.

Le strade piene di cantieri e i grattacieli sempre più alti: Milano è rumorosa, impaziente, sempre in corsa ma al tempo stesso appassionata e romantica. Basta distogliere lo sguardo dalle interminabili code della circonvallazione e alzare gli occhi al cielo scoprendo terrazze, statue e tetti di case ricche di storia e cultura. Milano è afosa d’estate e gelida d’inverno, allegra con il sole e malinconica con la pioggia. Senza foschia si riescono a vedere le vicine montagne ma quando arriva la nebbia è tutta un’altra storia.

Milano è un ossimoro, è moderna e antica al tempo stesso: grattacieli di cristallo, “boschi verticali”, aeroporti, stazioni ferroviarie e strade che la collegano al resto del mondo da un lato, pavé, rotaie, musei, chiese e palazzi signorili dall’altro.

Gli anni passano e la sua popolazione continua a crescere: c’è che vi si stabilisce e dà vita a una nuova famiglia, chi arriva a Milano con una valigia piena di sogni da realizzare e un grande spirito di ambizione, chi arriva per studiare 5 anni e finisce col non andarsene più.

Ed ecco che superata l’Area B e varcata l’Area C ci si trova al centro di una piccola ma grande metropoli, al centro della capitale della moda e del design, al centro della città che ha ospitato l’Expo nel 2015 e che si prepara a essere protagonista, assieme a Cortina, dei Giochi Olimpici Invernali del 2026.

Benvenuti a Milano


Il Duomo e la sua Madonnina, la Galleria Vittorio Emanuele II e il Quadrilatero della Moda, Palazzo Reale e le sue mostre temporanee, il Castello Sforzesco e i Giardini Pubblici Indro Montanelli, la Pinacoteca e l’Orto Botanico di Brera, Santa Maria delle Grazie e il Cenacolo Vinciano, Piazza Affari con il Dito (medio) di Cattelan e la sede della Borsa Italiana, la Scala e il Blue Note, Chinatown e i Navigli, ristoranti stellati e storiche osterie, i fenicotteri rosa di Villa Invernizzi e il labirinto sotterraneo di Pomodoro, e ancora chiese, basiliche, musei, stadi, biblioteche, teatri, terme, risotti, cotolette e panettoni… non manca niente, ce n’è per tutti i gusti.

È strano che Woody Allen non abbia mai ambientato un film in questa città dai mille volti. Lontano dai riflettori mainstream, Milano riesce a essere romantica e sognatrice, spensierata e leggera. Il bello di Milano è che ha qualcosa in serbo per tutti…

A Milano è bello perdersi per le vie e farsi sorprendere dagli scorci più insoliti e inaspettati che si possano immaginare. Si può passeggiare sotto la pioggia come a Parigi, scoprire quartieri nascosti, restare affascinati dalla storia come a Roma e fra qualche anno si potrà anche correre dietro a un taxi all’ombra dei tanti grattacieli che stanno nascendo.

Stiamo parlando di una città che non riesce a rallentare. Dobbiamo essere noi a fermarci e assistere alla magia di questa Milano velata che può regalare vere emozioni, e mostrarsi per quello che è realmente.

Questa è una piccola parte di Milano, la nostra città.

“Milan l’è on gran Milan”

Ma torniamo alla realtà…

Facendo cadere questa cortina di romanticismo e nostalgia, ecco che si mostra la città che in realtà tutti vedono. Stiamo parlando della Milano che lavora senza sosta giorno e notte, che si rinnova giorno dopo giorno, un’arena di persone che non guardano mai indietro e continuano ad andare avanti a ritmi frenetici, senza mai fermarsi, un luogo in cui non si può essere indecisi o incerti.

È la Milano che in testa ha solo il piano di sviluppo 2030, la Milano che ha già stabilito con quali categorie di veicoli si potrà entrare in città fra 10 anni. La Milano arrogante e scorbutica che, a seconda della settimana dell’anno, cambia continuamente identità, che si tratti di design, fashion, libri o anche moto (durante EICMA).

La città che lavora incessantemente ma che ha ancora tanto da imparare, la Milano che non deve mai dimenticare la sua storia.

È qui che abbiamo provato lo scooter elettrico ME 6.0

Un motorino elettrico italiano, perfetto per muoversi tra le vie di Milano.

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