Riprendendo il claim di BMW, le rinnovate F 900 R e XR vengono proposte, tra le altre colorazioni, nell’elegante e fascinoso Triple Black. Un colore che in sé racchiude stili di vita e pensiero talvolta differenti, proprio come le anime di R e XR: due modi distinti e riusciti di interpretare la classe media nel ceto sociale del motociclismo, pur partendo da una base comune.
Il nero è molto più di un colore. È un concetto, un linguaggio, un simbolo di potenza e mistero. Il lato oscuro attrae, seduce, impone rispetto. È la tinta dell’eleganza assoluta, della raffinatezza senza tempo, del carattere deciso che non ha bisogno di eccessi per farsi notare. Nel mondo della moda è un simbolo di stile. Un abito nero può evocare sia rigore ed eleganza, sia fascino oscuro, seduzione, lussuria… lasciando spazio all’immaginazione. E ancora, dalla moda punk-gotica il nero evoca le personalità di coloro che vogliono andare controcorrente. È il colore delle rockstar e di coloro che vogliono rompere gli schemi.
Ma non è solo ribellione e fascino: il black è anche sinonimo di finezza, essenzialità e purezza delle forme. Nell’architettura contemporanea enfatizza la geometria degli spazi donando ad essi ordine, rigore formale, trasmettendo un’idea di prestigio e modernità. Nel mondo dell’automotive, e ancor più in quello delle due ruote, il nero esalta le forme, offre la percezione della velocità, dell’esclusività e dell’eleganza. Non maschera i contenuti, li mostra per la loro purezza.

Le nuove BMW F 900 R e F 900 XR 2025 abbracciano questa filosofia vestendosi, tra le altre cromie disponibili, della livrea Triple Black. Si tratta di una palette dominata dal nero lucido, al quale sono sapientemente abbinate differenti tonalità che sfociano al grigio per i fianchetti, sino al metallo spazzolato per la cover del radiatore.
Non solo Euro5+
Gli aggiornamenti al model year 2025 per le due bicilindriche novecento non si limitano però all’estetica, ma tangono differenti aspetti, molti dei quali comuni alle due moto. R e XR, rispettivamente la naked e la crossover, condividono la piattaforma tecnica, con motore bicilindrico parallelo come elemento portante racchiuso all’interno di un telaio in acciaio. Vengono confermati la cilindrata di 895 cc e i 105 CV di potenza massima, ma ora il twin parallelo guadagna l’omologazione Euro5+. Nessuna differenza rispetto al passato nella struttura del telaio e del forcellone bibraccio in alluminio, mentre è nuova la forcella con steli rovesciati di 43 mm di diametro regolabile nell’idraulica e nel precarico. L’escursione concessa alla nuda è di 135 mm, 170 mm invece alla crossover.

Entrambe ricevono anche nuovi cerchi, più leggeri di 1,8 kg e una batteria che contribuisce a ridurre le masse di un altro kg. Invariato e comune alle due l’impianto frenante: doppio disco da 320 mm all’avantreno con pinze Brembo radiali, disco singolo al retrotreno con pinza flottante.
Novità anche sotto l’aspetto elettronico, dove vengono ora offerti di serie funzionalità come il traction control e l’ABS con funzione cornering, oltre al controllo della coppia motrice e al Dynamic Brake Control. Quest’ultima evita che nelle frenate di emergenza il comando dell’acceleratore possa erroneamente restare “aperto”, inibendo così la decelerazione.

F 900 XR: turistica sportiva
Partiamo con la XR, la cui carenatura è stata modificata per implementarne la protezione aerodinamica, adottando anche un nuovo cupolino che rispetto al precedente permette, nella sua posizione più alta, di proteggere efficacemente busto e casco dalla pressione dell’aria. Il gruppo ottico anteriore vanta cornering lights di serie, mentre quello posteriore è stato integrato negli indicatori di direzione, rendendo il codino più snello. Sovrastrutture e serbatoio sono in plastica, ma gli accoppiamenti sono perfetti e la cura costruttiva è tangibile anche dai comandi a bordo, quali blochetti al maubrio, leve di freno e frizione e dal display (lo stesso della R): un TFT a colori di 6,5”, ampio e perfettamente leggibile.
Trattandosi di una crossover, che seppur sportiveggiante nell’indole si rivolge anche al mototurista, avremmo preferito una seduta di serie maggiormente confortevole, disponibile invece come optional. Piace il posizionamento del manubrio, alto e largo, mentre la snellezza nella zona di contatto sella-serbatoio permette di toccare terra senza problemi anche a chi non supera i 180 cm di statura. Tuttavia, i meno lunghi di gamba potrebbero non sentirsi pienamente a proprio agio: per questo BMW offre nel catalogo accessori assetto e sella ribassati, che accorciano la distanza seduta-terreno a 77,5 cm.
Nonostante quote ciclistiche piuttosto aperte, la XR in movimento risulta ben maneggevole. Non è un fulmine nei cambi di direzione e per raggiungere angoli di piega significativi è necessario guidarla con il busto più di quel che verrebbe naturale fare, ma nel veloce risulta stabile, precisa e molto ben bilanciata, mantenendo un ottimo rigore direzionale.
La nuova forcella lavora a dovere: permette la regolazione dei registri idraulici senza attrezzi, filtra bene le sollecitazioni trasmesse rendendo al contempo pressoché nulli i trasferimenti di carico in frenata, quest’ultima potente e ben modulabile all’anteriore, mentre il posteriore soffre di una corsa a vuoto del comando eccessiva. Convince la risposta della sospensione posteriore con ESA, optional nel pacchetto Dynamic di cui la “nostra” XR era dotata, permettendo con un click la regolazione idraulica del monoammortizzatore su due impostazioni: Road e Dynamic.
Il motore si apprezza per la sua elasticità: sa riprendere fin dai 2.000 giri/min. senza troppi sussulti, è lineare e allunga fin oltre i 9.000, con vibrazioni quasi nulle ad andature autostradali, ma avvertibili su manubrio e sella superati i 6.000. La mappa che più ci ha convinti con lei è la Road, che pur gestendo in maniera più dolce la curva di erogazione, risulta tutt’altro che pigra. In Dynamic la risposta al comando del gas è molto diretta, mai nervosa sia chiaro, ma a nostro giudizio potrebbe risultare fin troppo reattiva per la tipologia di moto. Tuttavia si tratta di aspetti molto soggettivi, che dipendono dal proprio stile di guida. In fin dei conti, è una crossover che chiama sportività no?
F 900 R: ora è più sportiva
Ma se di sportività vogliamo parlare, allora è bene spostare il focus sulla R. Basta osservarla per dimenticare in fretta i più turistici orizzonti visti con la XR, ed è sufficiente salire in sella per switchare di mood. Manubrio, sella e pedane disegnano una triangolazione caricata sull’avantreno, con il busto proteso in avanti e le braccia larghe ad afferrare il manubrio, la cui curvatura risulta più aperta che in precedenza.
Anche qui, nessun problema per chi è corto di gamba: BMW offre la seduta “di serie” a 81,5 cm da terra, ma con assetto e sella ribassati si può ridurre tale distanza ad appena 76 cm. Al contrario, la sella confort porta l’altezza a 84 cm. Esteticamente non ci sono state grosse modifiche alle sovrastrutture, ad eccezione del gruppo ottico posteriore che come sulla XR è stato alloggiato negli indicatori di direzione, mentre per display, comandi e finiture vale quanto detto con la crossover.

Se nella precedente versione era esagerato definirla una naked sportiva, ora invece l’aggettivo le calza decisamente meglio. Gli inserimenti in curva risultano svelti, naturali, così come è maggiore il feeling trasmesso dall’avantreno anche laddove l’asfalto non è perfetto. Merito senz’altro della nuova forcella, ma a nostro avviso anche della posizione in sella. Inoltre, gli 8 kg in meno rispetto alla sorella XR la rendono ancor più rapida nel salire di giri, dando l’impressione di una rapportatura differente rispetto alla crossover.
E proprio con lei possiamo apprezzare le migliori doti sportive del motore, capace di una bella schiena ai medi senza sacrificare nulla o quasi in alto, range nel quale ci si ritrova spesso a cambiare marcia, sfruttando il quickshifter bidirezionale.
Disponibile come optional, ha innesti non particolarmente morbidi e un filo contrastati sulla R a regimi medio bassi, divenendo più fluido invece agli alti. Sulla XR invece il pedale gode di una maggior corsa, richiedendo una minor forza nell’azionamento. Presenti anche in questo caso le vibrazioni superati i 6.000 giri/min., mentre possiamo confermare l’ottima impressione dell’ESA avuta con la XR.
Disponibilità e prezzi
Dulcis in fundo parliamo di vil denaro: le nuove R e XR sono già disponibili nelle concessionarie. Nella configurazione standard sono proposte a 9.650 euro e 12.250 euro chiavi in mano (comprensivo di IVA e di “messa in strada” da parte del concessionario). Prezzi interessanti se pensiamo a BMW, ma in questo caso prive di diverse funzionalità come la sospensione posteriore con ESA, il cambio elettronico, il sistema Keyless e altri optional “obbligatori”. Gli esemplari del nostro test, praticamente full optional, costano 11.820 euro la F 900 R e 13.970 euro la F 900 XR. A richiesta, possono essere acquistate in versione 95 CV, quindi depotenziabili per la patente A2.

Style Corner
Per la prova delle BMW F 900 R ed F 900 XR, Ricky ha indossato:
- Giacca REV’IT CONTROL H20
- Jeans REV’IT CARLIN SK
- Guanto REV’IT HYDRA 2 H20
- Casco AGV K6 PETROLIO MATT
- Scarpe ELEVEIT STRATOS WP



















