Nella sospensione dell’ozio, della calura e della luce abbacinante, non c’è mese migliore di agosto per ingannare il tempo e lo spazio scegliendo una dimensione altra. I libri hanno questo potere, di portare lontano. Ancora più efficacemente di qualsiasi ordigno a ruote. E quanto a questo, se è vero che c’è più gente che scrive di quella che legge, i titoli a motore non mancano. C’è sempre qualcuno che sa tirare fuori una storia che non ha bisogno della scheda tecnica, per attraversare un’infinita giornata di sole eclissando i maledetti vicini di ombrellone.

Cominciamo a viaggiare su due ruote: la casa editrice indipendente Mala Suerte Ediciones ha ripescato dal passato “Sola, in moto” di Elspeath Beard, architetta e tostissima overlander inglese che nel 1982, a 23 anni, girò il mondo con l’unica compagnia di una BMW R60/6 del 1974, una tenda e pochi mezzi di fortuna. Tornò a Londra due anni e 50mila chilometri dopo “avendo perso molto peso, ma più saggia“.

Invece, si respira l’aria plumbea della guerra fredda nella traduzione italiana del classico “Il prezzo della velocità” del giornalista britannico Mat Oxley. Una vera storia di spionaggio nel Circus dei Gran Premi, che rimanda alle atmosfere dei romanzi di John Le Carré. È la vicenda di Ernst Degner, pilota e motorista della MZ che decise di fuggire dalla Germania Orientale portando con sé i segreti dei motori a due tempi delle velocissime GP di Zschopau. Una fuga rocambolesca per un finale misterioso – e non anticipiamo altro.

Gli affezionati delle vacanze in Liguria non dovrebbero perdersi “Il circuito motociclistico del Tigullio. Storia di un circuito dimenticato 1922-1992” di Paolo Capozio, se non altro per rendersi conto che tra le strade fra Santa Margherita e Rapallo si sono dati battaglia satanassi del calibro di Nuvolari, Aldrighetti e i fratelli Ghersi. Altro che la moto sul lungomare per l’aperitivo…

Non recente (data 2021), ma avvincente per chi sogna il deserto africano e si deve accontentare della sabbia di Cesenatico è “Obiettivo Dakar”. Nicolò Bertaccini e Gianluca Ferrini ricostruiscono l’epica del raid più famoso al mondo attraverso i ricordi e le parole dei protagonisti delle edizioni pre 2010. In alternativa, ci sono le decine di diari di viaggio pubblicati dai motoviaggiatori italiani sparsi fra i cinque continenti.

Fra le auto, il cosiddetto imbarazzo della scelta è tale da potersi orientare fra diversi macrotemi. Una biografia interessante è quella scritta da Tonino Lamborghini sul padre. Il titolo stronca ogni sfumatura: “Ferruccio Lamborghini – il mito”. Una storia di superuomini da boom economico e di passione sconfinata per i mutòr, ricca di episodi noti (la famosa frizione con Ferrari) e meno noti, con una ricchissima dotazione iconografica proveniente dagli archivi di famiglia.

Riannodandosi a Elspeath Beard, altri giovani giramondo londinesi sono i tre che nel 1969 partono su una Land Rover serie IIA del 1964 per attraversare 40 Paesi fra l’Europa, l’Asia e l’Africa, al volante di un’indistruttibile Land Rover Serie IIA del 1964. “Three Men in a Land Rover” è una versione attualizzata dell’umoristico “Tre uomini in barca” di J.K. Jerome. Il racconto (illustrato) in lingua inglese riporta a un mondo appena uscito dalla dimensione coloniale e di viaggi ormai insostenibili nell’attuale situazione geopolitica.

La Formula 1 è una miniera inesauribile di vicende parimenti irriproducibili. Volete andare sul leggero e sul sicuro? “Vite di corsa” di Pino Allievi, sottotitolo “Incontri in pista con piloti, manager, astronauti, cantanti, gente strana”, è una divertente parata di 27 storie inedite ambientate nel Circus della F1. C’è davvero di tutto, con la garanzia di una storica firma italiana del Motorsport.

Da poco è uscito “Ronnie Peterson – Quell’ultimo rettilineo” di Diego Alverà, dedicata al veloce e amatissimo “Superswede”, vittima di un tragico incidente a Monza. Una biografia con l’allure da romanzo, contestualizzata nell’affresco della Formula 1 degli anni 70, un’overdose di nostalgia da spararsi senza remore.

Sempre in quel periodo storico è ambientato “Le Ragazze del Muretto”, nel quale l’esperto Luca Del Monte (l’autore di “Ferrari Rex”, altra pietrona miliare da vacanza) rievoca la vitaccia delle “donne in bilico”. Ovvero, le mogli e le fidanzate che – cronometro alla mano e paura che attanagliava lo stomaco – attendevano il passaggio del loro uomo in una vettura da corsa. Un mondo di maschi votati alla morte riletto dal punto di vista femminile, con giusta licenza narrativa.

Nel 30° anniversario del tragico incidente di Imola, Ayrton Senna è stato celebrato da una raffica di biografie che ne rievocano la statura umana e di icona della Formula 1. “Tutto Senna” di Enrico Mapelli lo racconta in una serie di capitoli tematici, integrati dalla sezione che analizza gara per gara le sue 11 stagioni di corse.

Giulia Toninelli indaga sulla sensibilità e sulla dualità dell’uomo e del pilota in “Ayrton Senna – Occhi feroci, occhi bambini”, in un tono più introspettivo.

Tutto polemiche e speronamenti “Senna e Prost”  del veterano Umberto Zapelloni, che consegna alla storia “forse la rivalità sportiva più feroce del Circus”. La prosa asciutta e incalzante ricostruisce la sfida che infiammò la Formula 1 e divise gli appassionati a cavallo di due decenni.

Gli inguaribili romantici stregati dal fascino dell’età dell’oro dei Gran Premi, quella tra la fine degli anni 20 e la nascita della Formula 1, possono gonfiare le vele leggendo “Tre giorni di vento”, ancora di Luca Dal Monte. È la vicenda romanzata di Rudolf Caracciola, pilota tedesco con cognome napoletano, ambientata nell’elitario, aristocratico e cavalleresco mondo delle competizioni bagnate di Champagne.

A sua volta, il libro è ispirato al superclassico “Il numero uno”, uno dei più bei libri di corse in assoluto, scritto nel 1954 da un autentico pilota di quei tempi, Hans Ruesch. Velocità e morte, donne fedeli o fatali incorniciano il racconto di “un uomo che per essere se stesso accetta di pagare il prezzo più alto”.

Carissimo anche il prezzo finale sul cartellino del grande Alberto Ascari, di cui “Fondocorsa” scritto da Giorgio Terruzzi rievoca la vittoriosa Mille Miglia di quello stesso ’54. Una corsa che il pilota milanese non amava, con l’ostacolo imprevisto di un guasto banale e la minaccia – quella sì, sconvolgente – di un gatto nero.

Infine, un romanzo in cui l’auto va pianissimo ed è mezzo, più che fine: “Alla rivoluzione sulla Due Cavalli” di Marco Ferrari segue il viaggio di Victor e Vasco, che nel 1974 partono da Parigi in Citroën Due Cavalli per Lisbona, per vivere in prima persona la Rivoluzione dei Garofani. Vi torneranno mezzo secolo dopo, alla ricerca di un nuovo sogno. Insieme a loro, continuate a sognare anche voi. E come diceva il mio compianto professore di italiano: leggete, bestie.

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