Io lo sapevo che c’era, ci ho sempre creduto. Quando sono “diventato grande” avete provato a convincermi del fatto che non esisteva, che era una favola che veniva raccontata ai bambini. Che non c’erano renne a cui lasciare latte e biscotti vicino al camino. Ma io sapevo: c’era e c’è sempre stato. Solo che non è come me lo raccontavate voi.

Il mio Babbo Natale è diverso.

È un vecchio biker barbuto, grosso, incazzato e scontroso 364 giorni all’anno. Si diverte a commettere perfidi atti di nonnismo verso gli elfi (che, va detto, sono piccoli e bastardissimi come il giudice della famosa canzone di De Andrè) e nel poco tempo libero scorrazza libero con la sua moto da enduro su al Polo Nord.

Vive in una casa in c%%o ai lupi solo perché gli stanno tutti sulle palle. Gli esperti lo definirebbero “un soggetto vagamente sociopatico, con una certa predisposizione all’alcol, dedito a passatempi ed attività moralmente discutibili”.

E lo capisco. Sarei anch’io incazzato e scontroso se dovessi lavorare un anno a leggere letterine e ad accatastare regali, per poi smazzarmi tutto il mondo conosciuto in una notte gelida a distribuirli a destra e a manca, infilarmi nei camini rischiando di farmi sparare perché scambiato per un ladro o peggio per l’amante della moglie, saltare da un tetto ghiacciato all’altro sperando di non rompermi l’osso del collo.

E il tutto trovando come ricompensa latte e biscotti!?!?!? Per forza poi si rifugia nella bottiglia sto povero cristiano. Io infatti gli lasciavo sempre un buon bicchiere di grappa, che riscalda e aiuta il morale.

E poi dai, le renne? Il Nostro non sarà uno stinco di santo, ma sfruttare quei poveri animali per tirare una slitta carica di regali è crudeltà. Nooo. Il mio Babbo, da qualche anno, ha scelto di viaggiare comodo e veloce e lasciar in pace Rudolph & Co.

E che mezzo poteva guidare se non la regina dei fuoristrada? Trazione integrale permanente, tre differenziali bloccabili, otto ignorantissimi cilindri a far la voce grossa e ricordare chi comanda. E, ovviamente, gli interni sono quelli di un comodo salotto.

Certo la sobrietà qui non è di casa, ma considerato come si veste, cosa pretendete? Ah già, non vi ho ancora detto di che auto parliamo…

Lei è una splendida Mercedes Benz G500, ma non una versione normale: è un’edizione speciale (d’altronde Lui mica è normale) creata nel 2020 negli Atelier MB, chiamata #Uglysweater e wrappata in pieno Christmas Style, a ricordare i Christmas Jumpers, i terribili maglioni con le fantasie natalizie che puntualmente ci obbligavano a indossare a Natale. Ovviamente dotata di gancio traino per trainare il rimorchio dei regali…

E quindi il nostro ogni anno, puntualmente, il 24 dicembre punta la sveglia all’alba, accende il possente V8 e parte per la sua missione, che è rendere tutti felici. Perché alla fine sarà pure scontroso e incazzato, ma sotto sotto è uno buono.

Ma la strada è tanta e per stare svegli in auto serve anche la playlist di Natale giusta. E secondo voi poteva ascoltare i soliti sdolcinati Wham, Mariah Carey o Michael Bublè? Certo che no! Nelle casse del Burmester High End della classe G, infatti, risuonano i portentosi riff della splendida compilation “We wish you a metal Xmas and a headbanging New Year”, con i cavalli di battaglia Run Rudolph Run cantata da Lemmy Killmister, Billy Gibbons e Dave Grohl e da Santa Claws is coming to Town di Alice Cooper & Co, e poi l’immancabile Merry Christmas dei Ramones.

Il mio Babbo Natale è sicuramente un Wheelerz.

Bè, ora che sapete la vera storia preparate il bicchiere di grappa e provate ad ascoltare con attenzione: se siete stati bravi oggi sentirete il magico suono di un V8…

Merry Xmas Wheelerz!