Una storia che si intreccia con quella di molti Paesi nel mondo: Land Rover Registro Storico Italiano sarà presente al salone internazionale Automotoretrò, in programma al Lingotto Fiere di Torino dal 30 gennaio al 2 febbraio.

Il Registro Storico Land Rover presenta a Torino all’Automotoretrò una mostra esclusiva di vetture Land Rover che hanno compiuto viaggi incredibili e irripetibili. Ogni vettura racconta una storia emozionante, un viaggio alla scoperta di mondi e culture distanti e differenti tra loro.

In primo piano un’esposizione assolutamente unica e irripetibile per raccontare la storia di un Brand sinonimo di qualità, durata e affidabilità leggendarie.
Saranno esposti tre modelli unici:

  • Land Rover 86” del 1954, Oxford and Cambridge Trans-Africa Expedition, PAC 519;
  • Land Rover 88” IIA del 1962, Aziza I;
  • Land Rover 109” IIA del 1967 Aziza III.

Tutte insieme daranno vita a “Land Rover, icona mondiale dell’avventura non solo British”, una mostra rievocativa dei grandi viaggi avventura dove Land Rover è stata protagonista.

Il pubblico potrà, oltre che ammirare le rare vetture esposte, richiedere ai commissari tecnici presenti nello stand, tutte le informazioni su regole e procedure, che caratterizzano il mondo del collezionismo di ogni tipo di veicolo e in particolare di marca Land Rover.

PAC 519 Land Rover 86” del 1954, Oxford and Cambridge Trans-Africa Expedition

La Trans-Africa Expedition di Oxford e Cambridge fu una gara intrapresa nel 1954 tra gli studenti universitari di Oxford e Cambridge, che attraversarono l’Africa da nord a sud – Città del Capo – e ritorno. Il viaggio di 25.000 miglia doveva essere intrapreso durante le vacanze estive universitarie da giugno a ottobre, con le squadre che partirono dal Regno Unito nel giugno del 1954, ma la spedizione ritornò nel Regno Unito nel dicembre 1954. I veicoli utilizzati furono due:

Land Rover Series One 86”, uno per ogni squadra universitaria e fu vinta da Oxford. La spedizione viaggiò attraverso la Tunisia, il Sahara, l’ Egitto e attraversò l’Etiopia.

La leggenda narra che la genesi della gara fu una scommessa in un bar di Hong Kong tra David Waters e Adrian Cowell.

I team ottennero la sponsorizzazione e parte dello scopo della spedizione era di testare le attrezzature per una cinquantina di aziende britanniche e di raccogliere informazioni sulle rotte per i club di esploratori delle due università. La spedizione ebbe un tale successo che ispirò Adrian Cowell a studiare e prendere parte alla famosa spedizione Far Eastern di Oxford e Cambridge del 1955-6, da Londra a Singapore sempre con due Land Rover.

LAND ROVER AZIZA 1 88” (1962).

Aziza, in arabo, significa carina ed è il nome con cui l’architetto e fotografo Nino Cirani battezzò sin dal 1962 i 6 veicoli usati nelle sue spedizioni in giro per il mondo. Aziza 1 è una Land Rover 88” seconda Serie motorizzata a benzina. La prima avventura che vede protagonista Nino Cirani nel 1962 è la traversata da Milano a Ceylon (138 giorni, 31.000 Km) su una Land Rover 88 battezzata “Aziza 1”.

L’idea originale era quella di spingersi fino a Singapore dopo aver attraversato la Birmania, ma una serie di problemi politici che impedirono l’ingresso nell’odierna Myanmar e le proibitive condizioni della Stilwell Road (la famosa strada costruita durante il secondo conflitto mondiale che percorreva tutta la penisola indocinese fino a Bangkok) convinse Cirani a ripiegare su Ceylon.

LAND ROVER AZIZA 3 109 (1967).

Aziza 3 è una Land Rover 109” seconda Serie motorizzata a benzina. Dal luglio del 1968 al marzo del 1969 questa vettura fu protagonista della traversata del continente americano da nord a sud: un incredibile tour attraverso 18 Paesi – dall’Alaska alla Terra del Fuoco – durato 326 giorni (102.000 km percorsi). Nel corso di questo viaggio, che rappresentava il più lungo raid automobilistico fino ad allora effettuato, venne stabilito anche il record per l’altitudine massima mai raggiunta da un veicolo a motore, quando l’Aziza 3 toccò, nelle Ande boliviane, la vetta del Cerro Rico a quota 5.007 metri.

Per allestire il mezzo furono necessarie 1.500 ore di lavoro. Tra gli accessori all’esterno, una tenda sul tetto (Air Camping), diverse taniche di carburante, doppia ruota di scorta, proiettori supplementari. All’interno invece, oltre agli indumenti, ai pezzi di ricambio e ai ferri, hanno trovato posto tutte le apparecchiature fotografiche, un frigorifero, un fornello da cucina e uno speciale circuito dell’acqua potabile con doppio serbatoio e rubinetteria interna.