Un incrocio di linee morbide e tese, decise, pennellate ad arte. Un disegno, un concetto, una danza che dà forma e sostanza alla paura e al desiderio. Più di un simbolo, più di una sfida.
Il kanji Sugomi.
Un ideogramma che significa spaventoso e parla di intensità, valore, potenza con un impatto emotivo e visivo che richiama la perfezione e racchiude la voglia di superare i propri limiti. In senso più estremo, Sugomi è un brivido che spinge, inquieto e cattivo. Ma ha anche un’accezione che parla di bellezza, meraviglia e ammirazione. Identifica qualcosa di così imponente ed energico, da creare timore e attrazione. Simultaneamente.

Il kanji giapponese Sugomi racchiude questi significati in una manciata di segni. E la nuova Z900 li incarna tutti.
Sono passati più di dieci anni dalla prima volta in cui abbiamo sentito parlare di Sugomi design. La Z1000, che ha dato il la a quelle che conosciamo come naked moderne e ne ha dettato lo stile, rappresentava alla perfezione questa filosofia, così come tutti i modelli a seguire nella famiglia delle nude di Akashi. Ma nessuna è come lei: la Kawasaki Z900 MY 2025.
Linee tese e slanciate che evocano dinamicità anche quando la bestia è ferma sul cavalletto. Faro anteriore accigliato, uno sguardo minaccioso che non lascia spazio a smancerie e mezze misure. Coda corta, minimal, che punta all’insù, a sfidare il cielo e gli avversari. Colori metallici, appendici in alluminio spazzolato e motorone in bella vista. Prepotente, forte, minacciosa e pronta alla sfida. Sempre.

Il punto forte? La sua dualità. Decisa e rigorosa tra i grattacieli, a spaccare il grigio dell’asfalto con quei bagliori al neon che sembrano disegnati dalle luci della notte. Rapida come uno sguardo sfuggente, agile e veloce da semaforo a semaforo. La regina della città che non ha bisogno di alzare la voce per farsi rispettare.
E poi arrivano le curve. Le sue, e quelle della strada, pronta a lasciarsi alle spalle limiti e caos. Impulsiva, dominante. Il suo quattro cilindri in linea da 124 cavalli a 9.500 giri è l’espressione meccanica dello spingersi oltre: scattante, pronto, cazzuto. Eppure, fluido. Preciso come una lama, intenso come un’emozione improvvisa di cui diventi padrone.
Chiave, start, gas. Sugomi! Che a noi piace tradurre con “quell’irrefrenabile voglia di divorare le curve con la precisione di un compasso”.
Può anche pensare a tutto lei, ma solo se sei tu a deciderlo. Dimenticati della prima 900 del 2017, totalmente priva di elettronica e assistenza alla guida: la piattaforma inerziale della Z900 porta con sé ABS Cornering e Traction Control Cornering, due chicche che consentono di scatenarsi in tutta sicurezza. Per i trasferimenti in autostrada c’è il Cruise Control: praticamente una GT nel corpo di una sportiva.
Sì, perché anche la posizione in sella, seppur caricata sull’anteriore e bella aggressiva, non stanca davvero mai. Ottima anche la decisione di alzare di qualche centimetro la seduta, per dominare davvero ogni metro d’asfalto.

Forza e agilità. Telaio e componentistica leggeri, forcella rovesciata da 41 millimetri e un mono posteriore Horizontal Back-Link che, rispetto al verticale Uni-Trak, è piazzato quasi in orizzontale e, dunque, più vicino al baricentro della moto per centralizzarne le masse.
A frenare l’esuberanza della Z pensa un impianto di tutto rispetto firmato Nissin, come da tradizione: due dischi a margherita semi-flottanti da 300 millimetri davanti con pinza a quattro pistoncini e un disco singolo a margherita da 250 millimetri dietro, con pinza a singolo pistoncino.
La strumentazione a colori TFT da 5 pollici, interamente digitale e decisamente high-tech, è più grande rispetto al modello precedente e il display glass-bonded con tecnologia LCD IPS offre la migliore visibilità il massimo controllo su ogni funzionalità.
Non serve alzare il tono per farsi ascoltare, l’abbiamo detto. E la voce di Z900 non ha bisogno di microfoni e autotune. Piena, emozionante, ruggente. Tanto sexy, quanto aggressiva. Il suo rombo cupo ed esaltante è frutto di un team di ingegneri del suono, che ad Akashi lavorano sul sistema di aspirazione e scarico per ottenere il Sound Tuning perfetto del quattro in linea.
Generare emozioni estreme da una manciata di linee, da un ideogramma. Intercettare un desiderio nella sua forma più pura, quando i limiti vanno stretti. Dare forma alla provocazione, spazio alla sorpresa e velocità all’azione. Vincere la sfida.
In Kawasaki, con la nuova Z900, ci sono riusciti.
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