C’è un filo invisibile che lega un uomo alla sua terra, una connessione indissolubile che non conosce anni, esperienze e chilometri. Chi torna a casa dopo aver percorso strade lontane, sa che quel richiamo è più forte di ogni altra cosa. Non importa quanto il mondo abbia cercato di cambiare la sua vita, o quanto tempo sia passato: le radici non sono catene, ma un richiamo profondo, ancestrale.

C’è un piccolo borgo in Abruzzo, adagiato su uno sperone di roccia, vedetta sulle Gole del Sagittario. Castrovalva è un luogo sospeso, un frammento di eternità incastonato tra i pendii più selvaggi, dove la natura si mostra ancora nella sua forma più autentica e potente.
Le case, antiche come il tempo, si stringono tra loro come a voler proteggere segreti e memorie, mentre sentieri di pietra si arrampicano tra ulivi, faggi e fiordalisi.
Qui, ogni alba è un risveglio carico di promesse, ogni tramonto una dolce malinconia.
È il respiro dell’Abruzzo più nascosto, un invito a perdersi nel silenzio, a lasciarsi cullare dal ritmo lento della terra. È un luogo dove il tempo sembra rallentare, dove la bellezza non ha bisogno di parole, e dove ogni sguardo ha un storia da raccontare.

E c’è un ragazzo, qui, che porta negli occhi tutto questo. Gli anni lontano da casa, nei ristoranti più rinomati al mondo, non l’hanno cambiato. Perché ha sempre vissuto con una voce nel cuore, quella del nonno che gli ricordava: “l’America è a casa tua”.

Chef Davide Nanni incarna perfettamente quel che si dice dell’Abruzzo: è forte e gentile. Non ha paura di allontanarsi dalle sempre più esigenti e rigorose regole della cucina, di vivere e cucinare “a sentimento”, non ha paura di mostrarsi, di commuoversi.

E così, il ritorno alle radici è stato la sua più grande fortuna. Lo conoscete di certo per i video dove cucina tra i boschi delle sue montagne, proponendo ricette della tradizione che evocano focolai accesi, profumo di pane caldo fatto in casa, ingredienti autentici, il tutto raccontato con un sorriso che non si spegne mai. Il successo è arrivato in fretta, ma non l’ha portato via dalla sua terra, non gli ha impedito di prendere le redini del ristorante di famiglia, la Locanda Nido d’aquila, dove cucina tutti i giorni da aprile a settembre, e di continuare le sue mansioni tra greggi, formaggi e ulivi durante il resto dell’anno.

Una vita semplice e scandita dai ritmi delle stagioni, tra le forti fondamenta di Castrovalva (13 abitanti!) dove l’abbiamo raggiunto con la Jeep Avenger 4xe per farci accompagnare, tra sterrati e boschi impervi, proprio dove tutto ha avuto inizio. I luoghi dove giocava da bambino sono ora il set “wild” da cui Davide condivide idee, ricordi di famiglia, sapori. Ma com’è nata l’idea di un format così particolare? Fa sorridere sentirglielo raccontare. Un litigio con la mamma cambia il suo destino: si allontana da casa e, pur di non tornare per pranzo, cucina nel bosco. Il suo mitico papà Marione posta un video sui social e oggi, da quel gesto spontaneo e giocoso, sono quasi mezzo milione le persone che si siedono virtualmente con lui in quei boschi per rubargli qualche idea da mettere in tavola.

Passare una giornata con Chef Nanni significa immergersi totalmente nel senso di famiglia, nei profumi che dalla piccola cucina inondano le sale della locanda, nelle aspre montagne abruzzesi che tanto sanno offrire, se le sai ascoltare.

Di certo, e da “mezza abruzzese” lo dico con una certa cognizione di causa, le strade e le vette di qui non sempre sono accoglienti e ospitali come chi le vive: è una regione wild davvero e per questo occorre partire pronti a qualsiasi evenienza!

Abbiamo scelto la nuova Jeep Avenger 4xe perché è un’auto poliedrica, agile in città per le dimensioni compatte e l’ibrido performante, comoda in autostrada (Milano – Castrovalva con meno di un pieno!) e… provare per credere, assolutamente a suo agio anche in fuoristrada dove accetta qualsiasi sfida, forte della trazione intelligente 4xe che si adatta alle condizioni del terreno ottimizzando aderenza e performance. Un’altra bella mano arriva dai Driving Mode disponibili: Auto, Snow, Sport e quello più utilizzato durante la nostra gita fuoriporta: Sand & Mud. Insomma, la Avenger fa sul serio, e la versione 4xe ha più luce a terra (210 millimetri, con una capacità di guado di 400) e angoli migliorati per affrontare in scioltezza dossi, salite, canali profondi del terreno, il tutto in poco più di 4 metri di lunghezza. Il sistema hybrid conta su un motore a benzina da 136 cavalli e due motori elettrici da 28, per una potenza massima complessiva di 145 cavalli e una coppia di 230 Nm.

E poi, vogliamo parlare di quanto è azzeccata e wild la livrea bicolore, sottolineata da dettagli da vera off-roader come il paraurti antigraffio, le barre sul tetto e il gancio traino posteriore?
Gli interni sono ovviamente in tessuto lavabile, e non mancano gli easter egg, come da tradizione Jeep. Noi abbiamo scovato il bambino col telescopio sul parabrezza, la coccinella sul tetto, la bussola con le coordinate di Torino, il profilo di una catena montuosa, ma altrettanti ce ne sono nascosti qua e là. La prima apparizione di queste divertenti sorprese risale al 2011, sulla Grand Cherokee progettata da Michael Santoro che inserì la silhouette di una Jeep Willys nel bordo del parabrezza. Era un piccolo omaggio alla storia del marchio, fatto in modo informale, una sorta di firma nascosta. L’idea è molto piaciuta sia al pubblico che al marketing del brand, che ha deciso di trasformarla in una tradizione irrinunciabile, a confermare quanto a volte da un semplice gesto quasi inconsapevole possa nascere un’idea geniale…

Da questa piccola perla che è Castrovalva è tutto, così affascinante che persino Maurits Cornelis Escher, nel 1930, le dedicò un’opera, attualmente esposta al MUDEC di Milano fino all’8 febbraio per la Mostra “Tra arte e scienza”.

Se volete sapere di più su Davide Nanni e le sue ricette, trovate tutto nel libro “A sentimento. La mia cucina libera, sincera, selvaggia”. Se volete assaggiare le sue prelibatezze, tenete d’occhio l’apertura delle prenotazioni per la prossima stagione della Locanda Nido d’aquila.

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