Immaginate di salire a bordo dell’Orient Express, il leggendario treno che attraversava l’Europa portando con sé eleganza e raffinatezza, dove ogni fermata era un incontro tra culture, un intreccio di storie e tradizioni diverse. Allo stesso modo, nel cuore di Milano, IYO è un filo di gusto che unisce le radici della cucina orientale alla ricercatezza milanese. Certo l’ultima fermata non è Istanbul come sull’Orient, ma giusto un pelo più in là, a Tokyo!
La sala stessa di IYO racconta una storia di fusione culturale. La location, progettata dall’interior designer Carlo Samarati, è caratterizzata da un arredo minimal, elegante e contemporaneo, composto da materiali di pregio come legno, marmo Patagonia e pietra naturale. Ogni dettaglio, dalla scelta della carta su cui stampare i menu, fino alla cura della qualità dell’aria – circolazione, temperatura, umidità – è studiato per offrire un’esperienza sensoriale davvero completa.
Il menù dello Chef Giampiero Brotzu è in continua evoluzione, con piatti che spaziano dai classici della cucina giapponese a creazioni innovative che utilizzano ingredienti italiani di qualità. Vi snocciolo qui i miei preferiti, che potete trovare nel menu Condivisione.

Wagyu Tartare, una pregiatissima carne della prefettura di Yamaguchi con olio di mandorla, mandorla croccante, zucchine marinate, katsuobushi di mela verde, il tutto incastonato in due chips di amaranto. Il Wagyu della prefettura di Yamaguchi è il Mukaku Washu, chiamato anche Japanese Polled. Si tratta di una razza che si distingue per la mancanza di corna e per il manto nero, risultato di un incrocio tra la Kuroge e l’Aberdeen Angus, rigorosamente allevata al pascolo.
Proseguiamo con crispy rice sake e maguro: cubi di riso croccanti da abbinare a salmone, tonno e salsa di soia, poi taco di pastella takoyaki con polpo, katzuobushi e salsa tinkatsu.
Ravioli? Li abbiamo! Sia di pesce bianco, shiso e ponzu piccante che di gamberi, crema di zucchine trombetta e yuzu koshō, con polvere di gamberi e maionese al polpo.
Deliziosa la bisque di gamberi, miso rosso, tofu, nocciola piemontese e salicornia.
Immancabile la selezione di sushi dello Chef, ma occhio, nulla avrà a che fare con sashimi e nigiri che siamo abituati a trangugiare negli all you can eat. Ultimo ma non ultimo, lo spiedino di manzo nobile giapponese A5 cotto ai carboni con funghi.
Dulcis in fundo, è proprio il caso di dirlo, il dessert Giardino Zen vi lascerà lì per un bel po’ a cercare di capire se sia più bello o buono… una vera opera d’arte!
Oltre alle proposte dei menu degustazione è possibile ordinare alla carta e le portate sono davvero infinite, c’è da perdersi, per questo vi consiglio – come sempre – di farvi guidare dalle sapienti mani dello Chef e scegliere una delle experience da lui proposte.
IYO non si limita a seguire le tradizioni culinarie giapponesi, ma le reinterpreta con ingredienti italiani e tecniche moderne: l’uso del carbone per scottare la carne, la marinatura con ingredienti come il mirin e il miso, e l’impiego di metodi di cottura classici, come la tempura e la robatayaki, ma in ambiti inesplorati.
La presentazione dei piatti è curata nei minimi dettagli, con un’attenzione che sposa l’estetica e l’equilibrio dei sapori.
La cantina del ristorante offre una selezione di oltre 800 etichette, tra cui vini italiani, sakè giapponesi e birre artigianali, ma vi consiglio vivamente di assaggiare uno dei loro cocktail, che accompagnano perfettamente i piatti in uscita dalla cucina, gigantesca e completamente a vista sulla sala, altro plus da non sottovalutare.
La storia di IYO è indissolubilmente legata alla famiglia Liu, un esempio di determinazione e visione imprenditoriale. Originari della Cina, i fratelli Claudio, Marco e Giulia sono nati a Reggio Emilia e si sono trasferiti a Milano nel 2003, seguendo il padre che aveva intenzione di aprire una pizzeria, ma una serie di eventi li ha portati verso l’inaugurazione di un ristorante giapponese, sfruttando sapientemente l’allora crescente popolarità della cucina nipponica in Italia.
Claudio Liu, classe 1982, apre nel 2007 il ristorante IYO in via Piero della Francesca a Milano. A soli 25 anni, con una forte passione per la cucina del Sol Levante e un rispetto profondo per le materie prime, ha creato un ambiente che fonde l’autenticità del Giappone con l’eleganza milanese. La sua visione è chiara: offrire un’esperienza culinaria unica, ben lontana dai cliché dei sushi bar meneghini.
E difatti il successo non tarda ad arrivare. Nel 2015 IYO riceve la stella Michelin, ed è tuttora l’unico jappo in Italia a poterla sfoggiare all’ingresso.
Parallelamente, Marco e Giulia hanno contribuito al successo della famiglia nel mondo della ristorazione. Marco ha fondato BA Asian Mood nel 2011, un ristorante che propone cucina cinese contemporanea, mentre Giulia collabora alla gestione e allo sviluppo del gruppo, portando nuove idee e prospettive.
Oggi la famiglia Liu è riconosciuta come una delle più influenti nel panorama della ristorazione milanese, con un gruppo che include anche IYO Omakase, un banco sushi in stile tradizionale, e Aalto Iyo Kaiseki, fine dining premiato con una stella Michelin nel 2021.
Insomma, una famiglia stellare, oltre che stellata!




























