I volti dei pedoni sono sbigottiti. C’è chi rimane fermo impalato, immobile per minuti a osservare. Chi filma con uno smartphone. Chi applaude. Chi invece si lamenta, non apprezzando il gesto. Nel centro città i marciapiedi sono affollati, ma è qui che si trovano i migliori spot da skateare. Gli androni dei palazzi, i corrimano, i gap di qualche panchina dalla forma strana… Per chi sa vederlo, per chi sa come prenderlo, è un parco giochi sempre a disposizione.

La sciura del primo piano è tra quelli che si lamentano. Si nota l’incertezza nei volti dei vigilantes e delle forze dell’ordine. Non sanno bene se sia il caso di intervenire o lasciar andare. Qualcuno filma tutta la scena e sui social divampa la polemica. Skateboarding is not a crime. Giusto?

A proposito. Ne sapete qualcosa del motto Skateboarding is not a crime? Si vede in Public Domain, video di Powell-Peralta targato 1988. Lo si legge sulle tavole, sugli stickers, sulle magliette sudate e sui muri. Negli Anni 90 diventa una sorta di movimento globale contro la repressione dello skateboarding che, in quel periodo, si traduceva in divieti imposti e metodi di dissuasione fisici: skatestopper sui corrimano, divisori verticali sulle panchine, ma anche punte sui davanzali, blocchi di varia natura, catene e ghiaia sparsa ad hoc. Fino al ’97, quando Santa Cruz registra il manifesto come marchio.

Comunque, va sempre a finire che ci si sposta. Si scova un altro spot nei paraggi. Un nuovo parchetto, un anfratto nascosto tra i palazzi. Si provano le linee. Sicuramente qualcuno si lamenterà anche qui. E ci si muoverà ancora per le strade della città, da una parte all’altra. Ovunque ci si giri, le architetture assumono un’altra funzione. È la rivisitazione della strada, la stessa strada di sempre vista con occhi diversi. Un’ispirazione artistica e di coraggio, nelle situazioni più estreme.

Si continua a girare. Si incrociano gli amici. Qualche birra, impartendo lezioni di stile sulla tavola. Qualcuno sbraita sbagliando un trick. Qualcuno è isolato nel suo mondo musicale con le cuffiette che pompano nelle orecchie. Le suole delle scarpe stridono sull’asfalto. Il rumore dell’ollie scandisce il tempo. Il grind metallico dei truck lo spezza, il tempo. Tutti sbattono a terra le tavole urlando, qualcuno ha chiuso un trick epico. I volti dei pedoni sono sbigottiti.

E mentre loro restano lì fermi a guardare, voi potete prendere la tavola subito, adesso, ora. Cacciatevi in macchina o su un treno in direzione via Casarini 19 a Bologna. Arrivate per le 11 e godetevi la mostra collettiva Urban Art Meets Skateboarding in occasione di Art City Bologna 2025. Combina cultura, movimento e innovazione in un’esperienza immersiva e senza precedenti. Ci saranno tavole trasformate in tele su cui vari artisti, illustratori e writer hanno realizzato opere che, attraverso la realtà aumentata, prendono vita. E alle 12:00 Marco Miccoli, fondatore di Bonobolabo, racconterà il progetto.

 

 

Ci si muove, sempre. Skateboarding is not a crime.

Related Posts

Privacy Preference Center