Il Museo della Tecnica di Sinsheim (Germania) ospita una rassegna speciale con circa 40 prodotti emblematici della storia Alfa Romeo: auto da corsa leggendarie, veicoli di serie, prototipi unici e prodotti tecnici messi a disposizione da collezionisti privati e dal Museo Storico Alfa Romeo di Arese – La Macchina del Tempo.

La mostra raccoglie circa 40 prodotti emblematici del marchio italiano fondato nel 1910 e divenuto uno delle più celebri espressioni del Made in Italy nel mondo. Gli oggetti esposti provengono dal Museo Storico Alfa Romeo di Arese – La Macchina del Tempo e da collezioni private– nel corso dei 12 mesi di durata complessiva della mostra – alcuni di essi saranno ciclicamente sostituiti con altri cimeli di grande valore storico.

Tra le vetture esposte figurano pregiati modelli appartenenti alla collezione del dipartimento FCA Heritage e provenienti dal Museo Storico Alfa Romeo di Arese. In particolare, modelli da competizione come l’Alfa Romeo SE048SP e l’Alfa Romeo 1900 C2 “Disco Volante”, così come testimonianze di una tradizionale ricerca estetica nella definizione degli esemplari, tra cui la storica Alfa Romeo 6C 2500 Super Sport carrozzata da Touring. In evidenza anche un motore di Formula 1 o un esempio del sofisticato sistema di trazione integrale Q4 presente sull’Alfa Romeo 156 Crosswagon.

L’intero padiglione della mostra “racconta” la storia ed il design Alfa Romeo, inclusa l’evoluzione del logo nel corso dei primi 109 anni di vita del brand. Una rassegna che ha trovato la sua location ideale nel Museo della Tecnica di Sinsheim: situato in prossimità di Mannheim ed aperto nel 1981, il museo ospita una delle collezioni più grandi in Europa di automobili, aerei e veicoli di ogni tipo.

Alcuni degli esemplari presenti

Tra i modelli presenti, elencati per ordine cronologico, figura la storica Alfa Romeo 6C 2500 Super Sport del 1947, legata ad altre versioni che hanno preso forma già dal 1939 in un periodo condizionato dal secondo dopoguerra.
Sino al 1946 la versione Super Sport fu proposta solo in configurazione autotelaio, lasciando la scelta della carrozzeria al cliente, sebbene esistessero modelli “standard” di carrozzieri storicamente legati al Biscione. Il lavoro impostato da Touring, nonostante i rimandi alla produzione di fine anni ’30, presenta una costante evoluzione sino a quando, verso gli anni Cinquanta, si arrivò a un aspetto differente. Lavoro che corrispose anche ai contenuti. Il modello presenta un voluminoso motore sei cilindri di 2,5 litri in grado di erogare 105 cavalli (81 kW) di potenza massima con il sostegno di tre carburatori, come ricordato.

Al 1952, invece, risale l’ Alfa Romeo 1900 C2 “Disco Volante”, così chiamata per via della forma futuristica della vettura. In quell’anno, dopo l’abbandono della Formula 1, Alfa Romeo analizza diverse possibilità per il suo futuro impegno nello sport competitivo. Il responsabile dello sviluppo, Orazio Satta Puliga, e i tecnici della progettazione studiano il potenziale della Alfa Romeo 1900 per ricavarne una vettura da competizione da far concorrere in categoria Sport. Modificano il motore con un blocco in lega leggera e una cilindrata aumentata a due litri. La potenza sale così a 116 kW (158 CV) per una velocità massima di oltre 220 km/h. Come struttura portante viene utilizzato un telaio in tubi d’acciaio a traliccio mentre la carrozzeria viene realizzata dalla Carrozzeria Touring in alluminio con struttura Superleggera.

A cavallo tra gli anni ’80 e ’90, Alfa Romeo pensa al campionato del mondo sport-prototipi, il World Sportscar Championship. Due esempi testimoniano quel capitolo storico per la casa milanese: la SE048 SP del 1989 e il motore V1035 del 1990. Con la collaborazione di Abarth nasce un prototipo, seguendo il regolamento del Gruppo C. Presenta un telaio in fibra di carbonio, carrozzeria in materiale composito di fibra di carbonio e Kevlar e si testano diverse unità propulsive, tra cui un motore aspirato V10 da 3,5 litri con nome in codice V1035, sviluppato da Alfa Romeo già nel 1986 per il team Ligier di Formula 1. La denominazione del prototipo segue la nomenclatura Abarth. Spegnendosi l’interesse per questa sfida, però, non è mai stata impegnata in una gara.

Diversa invece la storia dell’Alfa Romeo 155 V6 TI del 1992, leggendaria protagonista nel DTM (il Campionato Turismo Tedesco). Nell’occasione è presente un esemplare in scala 1:4, preparato allora per i test in galleria del vento.
Il debutto avvenne nel 1993, inizio vincente assieme al trionfo nella classifica dei piloti del DTM di Nicola Larini. La spinta è fornita da un propulsore V6 aspirato a benzina da 2,5 litri, che nel 1993 sviluppava circa 420 cavalli (309 kW ) di potenza massima.
Presente anche un modello sezionato e attivo del sistema di trazione, abbinato all’Alfa Romeo 156 Crosswagon Q4 nel 2004. La sigla Q4 indica la presenza di una trazione integrale permanente, con distribuzione variabile della potenza attraverso differenziale centrale a tecnologia Torsen. Soluzione che, in regime normale, propone una maggiore distribuzione della potenza sull’asse posteriore e lavora in simbiosi con altri sistemi di sicurezza elettronici come l’anti-slittamento (ASR) e il controllo della stabilità VDC.