È la tipica domenica di fine feste, quella che chiude mestamente il periodo natalizio. Fuori piove e fa freddo. Non c’è in giro neanche il classico cane (sì questa l’ho rubata ad una celebre canzone, ma ci sta). E che si fa in una giornata così? Si sistema casa, no? E insomma, succede che riordinando (o, più precisamente, “provando a”) quel girone infernale della mia taverna, mi capita in mano una vecchia collezione di giornali di moto. Inizio a sfogliarne uno datato primi Anni 90 e ci trovo una comparativa di scooter 50. I giocattolini che volevamo noi boomer a 14 anni. E mi balena in testa un’idea malsana per passare il tempo: lo facciamo un giochino? Tipo quello della bottiglia, ma senza limoni.

Quali sono, secondo voi, gli scooter più desiderati e iconici degli Anni 90?

Ma soprattutto, oggi, quali tra i piccoli nuovi fulmini elettrici possono idealmente raccogliere il testimone di quei fantastici cinque per caratteristiche, appeal, personalità e dotazioni tecniche? Vi avviso, state per assistere a una sfida tra gli scooter più amati della generazione X e quelli potenzialmente più ambiti della Gen Z, astenersi cuori fragili…

Per noi boomer quei “motorini ronzanti” rappresentavano la prima piccola conquista di libertà, le prime uscite per andare a trovare la lei o il lui di turno, le prime avventure in disco o al mare… Oggi siamo nell’era degli smartphone, i ragazzi sono attenti all’ambiente, i mezzi sono elettrici, sono connessi, sono i protagonisti di video e reel caricati sui social. Ma lo spirito, in fondo, è lo stesso. E quella ricerca dell’indipendenza resta il primo passo verso l’età adulta, sebbene con modalità (e tempi) differenti.

Quindi da dove iniziamo? Facile. Ormai sapete che a me piace l’offroad, quindi partiamo subito da quelli con i tasselli.

Il primo che mi viene in mente, un outsider ai tempi, è il Piaggio NTT (aveva anche un fratello stradale, l’NRG. Ve lo ricordate?). Luce da terra importante, gommone semitassellate e motore potente raffreddato a liquido. È stato a listino solo per 3 anni dal 1995 al 1998, ma la sua robustezza e affidabilità erano talmente note che lo potete ancora vedere scorrazzare in mezzo al fango nelle gare di scootercross. Cosa mi ricorda quel mood oggi? La Cake Kalk.

Ammetto che ho un debole per lei, listini a parte. Mi ispira salti, derapate, impennate. È riduttivo ai limiti dell’inesattezza chiamarlo scooter, perché l’estetica aggressiva e le dotazioni ciclistiche di prim’ordine la fanno sembrare più un mezzo da enduro della porta accanto. Ma è elettrica, ha 86 km di autonomia e 280nm di coppia! Insomma, praticamente la ruota davanti non serve. Ok, non sarò della Gen Z, ma lo ammetto: la Kalk starebbe molto bene anche nel mio garage…

Restiamo fuori dall’asfalto. Qui il gioco delle coppie è facile perché il mezzo in questione è pressoché lo stesso. Parliamo del mitico Honda Cub.

Stiamo parlando di un essere mitologico, a metà tra lo scooter e la moto da off, oggetto del desiderio di qualsiasi collezionista degno di questo nome. Nato come EZ-9 e con un motore da 90cc, è stato successivamente portato a 49cc e omologato anche in Italia come Cub, appunto. Ecco, era il mezzo che ci faceva immaginare le peggio porcate sulla sabbia delle spiagge californiane.

E quale poteva essere il suo e-successore, se non il Felo FW-03?

Un Cub Elettrico, né più né meno. Felo ha infatti acquistato il progetto da Honda e ha installato un potente motore da 4 kw, per 95 km di autonomia e ben 80 km/h di velocità massima. Per il resto è tutto uguale a prima, ma d’altronde era talmente bello l’originale che non lo si poteva toccare, dai. Diciamo che adesso anche gli Z possono sognare la California.

A proposito di nomi iconici, chi non si ricorda dell’MBK Booster?

Probabilmente il più conosciuto e diffuso scooter degli Anni 90. Semplice, agile, potente il giusto (con un po’ di malizia ci facevi penne da 1 km), caratterizzato dal doppio faro e dalle gommone ipertrofiche. Ha fatto girare la testa anche ai puristi delle moto come il sottoscritto. MBK era lo stabilimento Yamaha francese dove veniva prodotto per l’Europa (all’estero si chiamava BW’s, infatti). E proprio la casa dei tre diapason ha riutilizzato il mitico nome Booster per un nuovo modello che ricalca, se non altro, la personalità del “vecchio”.

In realtà, in questo caso, parliamo di un ciclomotore elettrico (o S-pedelec) per i titolari di patente AM. Dotato di un leggero e agile telaio in alluminio, ricorda il predecessore soprattutto grazie alla dotazione di abbondanti ruote da 20”, che lo rendono il commuter ideale per zonzeggiare tra le vie del centro.

C’era anche un altro modello che stuzzicava la fantasia di noi adolescenti teste calde senza l’età per il 125 da enduro. A sfornare uno scooter dalla linea inconfondibilmente offroad per accaparrarsi la nostra fetta di pubblico, dunque, pensò Aprilia. Si chiamava Rally, manco a dirlo.

Aveva parafango anteriore alto, posteriore sfuggente, paramani e manubrio largo. E, ovviamente, gomme tassellate. Un certo McGrath (sì proprio quello del NacNac) all’epoca ci corse uno scootercross al Motorshow di Bologna. Insomma, questo è il classico caso in cui eguagliare le gesta dell’eroe può risultare complicato… Ma c’è un mezzo che ha buone possibilità. Si chiama Niu XQi3, sta arrivando fresca fresca in Italia e ha la classica faccia della perfetta partner in crime per scorribande all terrain.

Possiamo collocarla tra le endurine elettriche? Sì, possiamo. Ma possiamo anche pensare a lei come a una degna compagna di salti e tricks, considerando che il tasto “Ultra Boost” (mamma quanto ci piace…) può portare la sua potenza da 6 kW (8 CV) a 8 kW (11 CV). Perché piacerà alla Gen Z? Perché si guida già a 14 anni con patente AM (con il solito limite a 45 km/h), ma ci sarà una versione che raggiunge i 75 km/h (dai 16 anni con patente A1). E comunque è bella & cattivella.

E arriviamo, dulcis in fundo, allo Zip. Che, va detto, fa storia a sé.

Tre lettere targate Piaggio che dello stile ipercaratterizzato e della trasversalità hanno sempre fatto armi assolutamente vincenti. Lo Zip era minimal, compatto, elegante e sbarazzino allo stesso tempo. Ma anche veloce e agilissimo, come i primi amori da 14enni. Piaceva a tutti ed era adatto a tutti. Tra l’altro, debitamente pimpato, diventò il protagonista del famoso Trofeo Malossi, svelando come una ciliegina sulla torta la sua anima racing.

E insomma, se parliamo di stile, attitudine, versatilità e potenzialità, c’è un erede fresco di lancio che potrebbe aspirare allo stesso trono: il BMW CE 02. Per strada, per ora, l’hanno visto solo gli addetti ai lavori (noi ve ne abbiamo parlato QUI), ma nell’immaginario comune è già un oggetto del desiderio.

Curiosi? Allora ho una buona notizia: potete venire a vederlo live in anteprima italiana a Verona, dal 19 al 21 gennaio, nello stand di Wheelz-Mag (pad 5) al Motor Bike Expo 2024 (QUI trovate tutti i dettagli). Definire il CE 02 non è semplicissimo. Non è solo un ciclomotore elettrico, non è un e-moped e forse non è nemmeno un e-scooter in senso stretto. Inusuale, stiloso, iperconnesso e agile com’è, ha un design che si fa notare al primo colpo d’occhio come un murales d’artista. Insomma, secondo noi ha le carte in regola per diventare l’eParkourer più ambito dalla Gen Z (e non solo).

E quindi? Chi vince la sfida? X o Z? Bella domanda. Io la risposta non ve la so dare, non chiedetemi troppo. Ma un suggerimento posso lasciarvelo: nel dubbio, perché scegliere? In garage c’è ancora un sacco di posto!