C’erano Dolly, Gaga, Bruno e Pharrell tutti intenti ad aggiustarsi l’abito buono, chi a sistemarsi lo Stetson sulla cotonatura, chi a lustrarsi i camperos della festa. Poi c’erano lustrini e frange e camicie ricamate ovunque. La sala da ballo, tutta decorata a stelle e strisce, era immersa in quell’atmosfera a cavallo tra un prom a Nashville, un Casinò in Arizona e un film di Tarantino, uno qualunque. Ah, e poi arrivava Beyoncé.
Detta così, sembra tanto l’inizio del classico sogno di mezza estate indotto da un eccesso di mirto o di Amaro del Capo dopo una grigliata, quando fa così caldo che il dubbio di essere finiti noi sulla piastra al posto delle costine è più che lecito.
E invece, gente di poca fede e tanto stile, questo qui sopra è lo scenario che verosimilmente ritroverete in città dopo la vostra soddisfacente e goduta pausa vacanziera.
È successo tutto mentre eravate concentrati a raccogliere conchiglie e ad ottenere un’abbronzatura intensa e omogenea. Un’onda che potremmo definire glam-country (???) è arrivata fin qui, bagnandoci la punta degli stivali e contaminando piacevolmente armadio e playlist.
In realtà, è iniziato tutto qualche mese orsono, quando in casa Vuitton s’è pensato – ed è stata una genialata – di far succede al compianto Virgil Abloh un direttore creativo decisamente inusuale, il produttore musicale e cantautore Pharrell Williams. Scelta che, nell’immediato, ha scatenato panico e gossip galoppante tra gli addetti ai lavori. Quello che succede dopo invece è che Pharrell ingrana la quarta più o meno in tempo zero e al terzo giro di collezioni sforna quella che diventerà probabilmente uno spartiacque tra Louis Vuitton Uomo di prima e Louis Vuitton Uomo di dopo.

Perché vi sto parlando di sfilate? Perché quando succede che una passerella sia così riuscita da risultare assolutamente coerente e incisiva persino quando, come in questo caso, ammicca al cosplay, vuol dire che la tendenza si propagherà come le onde di uno stagno quando ci lanci un sassolino, contagiando prima le celeb, poi i trendsetter e infine noi comuni mortali. A maggior ragione quando propone in un contesto inedito pezzi già ben presenti nell’immaginario collettivo.
Insomma, il tributo di Pharrell allo stile western ci ha riproposto un’estetica tradizionale della cultura americana (gli Stetson, gli stivali, i chaps e le cravatte bolo…), ma rielaborata per trovare una collocazione sensata anche nella quotidianità della Pianura Padana (o di qualunque altra pianura italiana e persino sui colli, al mare o in montagna). Magari a piccoli pezzi, magari a piccole dosi, ma tant’è.
“This ain’t Texas (woo), ain’t no hold ’em (hey)
So lay your cards down, down, down, down
So park your Lexus (woo) and throw your keys up (hey)
Stick around, ’round, ’round, ’round, ’round (stick around)
And I’ll be damned if I can’t slow dance with you…”
Quanto sopra, succede più o meno in contemporanea con l’uscita di Texas Hold ‘Em, singolo di lancio dell’ottavo album di Beyoncé, Cowboy Carter. Critici entusiasti, fan in delirio. Il pezzo rivendica la connessione tra la cultura afroamericana e il country, schizza in cima alla classifica Hot Country Songs di Billboard e consacra Beyoncé come la prima donna afroamericana al numero uno nella storia con una canzone country e la prima artista a raggiungere la prima posizione in sette classifiche Billboard.
Per l’occasione, la nostra Bee saccheggia il guardaroba di Dolly Parton, aggiunge una cospicua dose di gioielli, borchie, cristalli e lustrini, e si gode il meritatissimo effetto del successo, inspirando istantaneamente gli outfit estivi delle novelle glam-cowgirl metropolitane. Game, set, match.
Poi in un giorno d’agosto arriva la bomba. Lady Gaga e Bruno Mars per la prima volta insieme con una nuova canzone, una ballad romantica e malinconica prodotta dai due insieme a D’Mile & watt. Un’uscita a sorpresa per anticipare l’album della popstar di A star is born. Il pezzo si intitola Die with a smile.
“I, I just woke up from a dream
Where you and I had to say goodbye
And I don’t know what it all means
But since I survived, I realized
Wherever you go, that’s where I’ll follow
Nobody’s promised tomorrow
So I’ma love you every night like it’s the last night
Like it’s the last night”

Nel video Gaga e Mars sono un trionfo dello stile country Anni 70: cotonatura che omaggia ancora una volta Dolly Parton e sigaretta in bocca per lei, abiti coordinati, ricami su stoffa azzurra, il rosso ad accendere gli outfit e un cappello bianco da cowboy per lui. L’effetto è pazzescamente glam. Eppure, avevamo già visto tutto…
Insomma, tre indizi fanno una tendenza. Quindi, che siate già rientrati ad occuparvi della vita vera o che stiate preparando ora le valigie, sfoderate i pezzi d’archivio o fatevi un giro in qualche vintage shop a caccia di camicie western ricamate, stivali da cowboy e giacche vaquero. Legatevi una bandana rossa al collo, cercate di rientrare nei vostri jeans a zampa e aggiungete sempre una cintura con fibbia da rodeo.
E lucidate la sella, che stanotte (e per tutto il prossimo autunno) si cavalca!














