PIÙ MOTORE, MINOR PESO, MA C’È TANTO ALTRO: A CAMBIARE SONO INFATTI ANCHE IL TELAIO, LE SOSPENSIONI, LE GEOMETRIE E LA POSIZIONE DI GUIDA, PER MIGLIORARE FEELING E CAPACITÀ “TUTTO TERRENO”. E CON LA RALLY SI POSSONO PERCORRERE PIÙ DI 400 KM CON UN PIENO DI CARBURANTE.

Facili e poliedriche lo sono sempre state, dal 2012 quando la 250L faceva la sua comparsa sul mercato Europeo, affiancata nel 2017 dalla Rally, versione dalla spiccata vocazione adventure, ispirata al mondo della Dakar. Le piccole dual purpose firmate Honda si rinnovano ma non si tratta certo di un semplice restyling. A cambiare è praticamente tutto, o quasi, ad eccezione della destinazione d’uso per la quale sono state concepite: “tutto terreno da tutti i giorni” verrebbe da dire, quasi uno scioglilingua per riassumere le doti di queste due endurine che con questo cambio di passo promettono una vocazione all’offroad ancora più marcata.

Calano i chili e crescono i cavalli; e allo stesso tempo a cambiare sono l’ergonomia in sella, le sospensioni e le caratteristiche del nuovo telaio in acciaio (con geometrie di sterzo modificate). Tutte operazioni che per dirla come Honda “migliorano l’agilità e le capacità da tutto terreno”. Il monocilindrico raggiunge 286 cc e grazie ad una serie di interventi che interessano la distribuzione, l’aspirazione e lo scarico, esprime 27,3 cv a 8.500 giri (contro i 24,8 cv delle versioni 250 cc), mentre la coppia massima passa da 22,6 Nm a 26,6 Nm. Salgono le performance e si accorciano i rapporti, dalla 1^ alla 5^, con una 6^ più distesa, “di riposo”, per favorire comfort e consumi sulle lunghe distanze.

A proposito di distanze: il serbatoio della versione Rally guadagna 2,7 litri di capacità (per un totale di 12,8 litri), un aumento che le permette di percorrere più di 400 km con un pieno di carburante. Minor peso, dicevamo, con l’ago della bilancia che segna 4 kg in meno, un risultato ottenuto anche grazie al nuovo forcellone e alla piastra inferiore di sterzo, entrambi in alluminio. Il telaio a semi-doppia culla è invece in acciaio, riprogettato e bilanciato in modo differente, “con più flessibilità laterale”, dice la Casa che sottolinea inoltre le modifiche apportate alle sospensioni: la CRF300L guadagna 1 mm di escursione all’anteriore e 2 mm al posteriore; 1mm sulla forcella e lo stesso valore sul monoammortizzatore posteriore per la Rally che dal canto suo ottiene anche un piano seduta posto leggermente più in basso che in precedenza (885 mm).

Ora la sella è montata su supporti in gomma, e con i contrappesi interni al manubrio e le pedane rivestite le vibrazioni vengono contrastate ulteriormente. Ad appannaggio della guida in fuoristrada, sulle nuove 300 cresce la luce a terra mentre sulla Rally gli indicatori di direzione a led sono adesso montati su supporti flessibili. Le nuove CRF300L e Rally condividono inoltre una strumentazione tutta nuova, composta da un display lcd di più facile lettura e arricchito di informazioni. Le nuove dual purpose saranno disponibili dal prossimo aprile e per il momento i prezzi di listino non sono ancora stati comunicati. 

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