LINEE CLASSICHEGGIANTI CHE SI CONTRAPPONGONO ALLE PIÙ RECENTI SKILLS TECNOLOGICHE, TRA RIDING MODE, CONTROLLO DI TRAZIONE E, SOPRATTUTTO, CAMBIO DCT A 6 RAPPORTI. L’INEDITA 1100 ADOTTA LO STESSO MOTORE BICILINDRICO DELL’AFRICA TWIN, MODIFICATO PER ESALTARE MAGGIORMENTE I REGIMI PIÙ BASSI.

Tecnologia a parte, per altro ben celata dai connotati classici di questa nuova cruiserona, la Rebel 1100 mette sul piatto dettagli e finiture apprezzabili, come i parafanghi in acciaio e la luce posteriore ispirata al mondo custom. La componentistica è pensata per porre l’accento sulle voci ‘comfort’ e ‘piacere di guida’: telaio in tubi d’acciaio, sospensioni comode e al tempo stesso rigorose quando la guida si fa brillante (la forcella ha steli da 43 mm; al posteriore spiccano gli ammortizzatori posteriori piggy-back), il freno anteriore è a disco singolo da 330 mm, con pinza ad attacco radiale; con il pieno di carburante l’ago della bilancia si ferma a 233 kg. Non male davvero.

Arriverà in aprile, grosso modo, così ci hanno comunicato. La nuova Rebel, “sorellona” della 500 cc firmata Honda, attinge dal passato ma lo fa in chiave decisamente moderna: linee semplici e quel look essenziale ispirato al mondo ‘bobber’ si contrappongono a un equipaggiamento tutt’altro che datato. La nuova twin strizza l’occhio all’high tech e lo fa in termini di sicurezza e piacere di guida. Dici Rebel e parli di controllo di trazione regolabile, di wheelie control, di cruise control e di riding mode, che sono 4, di cui uno completamente personalizzabile.

E ancora, il comando del gas e ride by wire, o “throttle by wire” per dirla come Honda, e soprattutto la nuova Rebel sarà disponibile in Italia nella sola versione con cambio sequenziale a doppia frizione DCT a 6 rapporti. 

E a proposito di DCT, ci sembra doveroso ricordare che tale sistema rappresenta una delle maggiori innovazioni in campo motociclistico degli ultimi anni (tranquilli, lo sappiamo che per i “puristi” la leva sinistra è insostituibile). Non un cambio automatico vero e proprio ma una doppia frizione che ottimizza e velocizza le fasi di cambiata, siano esse gestite dal pilota o dalla centralina quando si seleziona la modalità automatica.

Tecnologia a parte, per altro ben celata dai connotati classici di questa nuova cruiserona, la Rebel 1100 mette sul piatto dettagli e finiture apprezzabili, come i parafanghi in acciaio e la luce posteriore ispirata al mondo custom. La componentistica è pensata per porre l’accento sulle voci ‘comfort’ e ‘piacere di guida’: telaio in tubi d’acciaio, sospensioni comode e al tempo stesso rigorose quando la guida si fa brillante (la forcella ha steli da 43 mm; al posteriore spiccano gli ammortizzatori posteriori piggy-back), il freno anteriore è a disco singolo da 330 mm, con pinza ad attacco radiale; con il pieno di carburante l’ago della bilancia si ferma a 233 kg. Non male davvero.

Come abbiamo anticipato, il cuore pulsante della Rebel 1100 è lo stesso bicilindrico da 1.084 cc già apprezzato sull’adventure Africa Twin, solo che sulla cruiser viene accreditato per 87 cv, con un picco di coppia massima di 98 Nm. Una configurazione che, a detta della Casa, dovrebbe enfatizzare ancora di più l’erogazione ai bassi e medi regimi, con un bel vantaggio in termini di pastosità. Una soluzione che certamente si sposa ai concetti che definiscono il mondo cruiser, così come una preannunciata “piacevolissima nota di scarico, bassa e cupa fino a metà regime ma più acuta e grintosa all’approssimarsi del limitatore… “. Beh, le premesse sono interessanti, staremo a vedere, toccheremo con mano…  Per il momento però non ci resta che l’attesa. Forza Rebel che ti stiamo aspettando!

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