L’autenticità slow, nella sua rarità, è diventata il vero glam. Quella ricchezza propria dell’esplorare a bassi regimi, che non necessita di un contesto esotico per esprimersi, ma solo del desiderio di approfondire, di fare quel “passo più in là” oltre la prossima curva per lasciar parlare i luoghi e goderne ogni sfumatura. Per vivere così il viaggio, c’è una meta ideale poco distante dagli italici confini, capace di splendere del blu del suo mare e inebriare con il profumo dei suoi fiori. Voilà, ecco la Costa Azzurra che non ti aspetti, destinazione perfetta per ribaltare i più banali luoghi comuni.

Perché qui, al mare luccicante rispondono montagne innevate e quella natura aspra che sembra provenire dall’altra parte dell’oceano. I bagliori delle promenade e degli status symbol illuminano di riflesso deliziose cittadine e piccoli borghi, ristorantini a conduzione familiare e preziose realtà artigiane. Andare oltre, andare in profondità.

Per farlo basta percorrere la Route du Mimosa, un nome che è una dichiarazione d’intenti e che manifesta tutta la raffinatezza della Costa Azzurra. La sua capacità di stupire anche lontana dai templi della mondanità, dimostra ancora una volta che, se c’è sostanza, si può brillare anche quando ci si sposta dalle luci dei riflettori. Un percorso che è anche il filo di Arianna capace di condurre fuori dal labirinto dei cliché, strappando le etichette e indicando la via attraverso un autentico mare profumato di fiori gialli.

La coda dell’inverno, che da queste parti abbraccia con la sua aria mite, accoglie il sibilo del motore elettrico al quale affidiamo questa traversata ricca e silenziosa, alla ricerca di un qualcosa che ci “vesta” di meraviglia e ci prepari al più elegante dei red carpet. Ma sia chiaro, qui non si parla di hotel lussuosi, ristoranti gourmet e panfili che aspettano pazienti giù in marina. Il vero lusso non sta nell’apparenza: dipende solo da quanto certi luoghi siano capaci di svelarsi (e svelare) nella loro essenza.

La Route du Mimosa è un itinerario di circa 130 chilometri che si srotola dalla città di Grasse, situata sulle ultime propaggini delle Prealpi Azzurre, lungo tutta la costa, fino alla fiorente Bormes-les-Mimosas. Un alternarsi di borghi e cittadine dal fascino innato, attraverso paesaggi eterogenei punteggiati, da gennaio a marzo, dall’impressionante fioritura della mimosa, pianta tutt’altro che autoctona (fu importata dall’Australia a metà Ottocento) che qui ha trovato un ambiente ideale per accasarsi e proliferare in differenti varietà. Chiamala stupida…

Ne percorreremo uno dei tratti più entusiasmanti, ma la voglia di sradicare i luoghi comuni ci fa partire un po’ più a nord. Già che siamo in Costa Azzurra perché non vedere anche un po’ di… montagna?!

Nota ovunque per il suo litorale, la Cote d’Azur nasconde spettacolari destinazioni d’alta quota, distribuite all’interno del Parco Nazionale del Mercantour, una meravigliosa oasi naturale nel cuore delle Alpi Marittime. In poco più di un’ora e mezza si può passare dalle piste da sci al mare e viceversa. E questo racconta già molto della versatilità di questa destinazione.

Valberg è una delle anime montane della regione, situata a 1700 metri di quota e inserita in uno splendido contesto naturale. Tra le sue vie si respira un clima accogliente e informale, tra bar vivaci e ristoranti tutti da provare. Ma sono le attività outdoor a rendere unica la location: c’è di tutto per ogni stagione e gusto. Lo sci in tutte le sue varianti, ovviamente. Le motoslitte, la bici e il trekking. Ma anche lo skate, la pesca, l’osservazione astronomica e persino un campo da golf ad alta quota.

Da qui l’itinerario scende naturalmente verso sud attraverso la valle scavata dal fiume Var.

“Scavata” è proprio la parola giusta perché qui il corso d’acqua ha compiuto un’opera d’arte andando a cesellare la roccia come il più abile degli scultori, dando vita al maestoso scenario delle Gorges du Daluis. Oscurate spesso dalle non troppo lontane Gorges du Verdon, questa meraviglia naturale poco conosciuta sembra proiettarci nel cuore del Colorado, tra canyon vertiginosi e pietra rossa che risplende al sole. Lungo il nastro d’asfalto impeccabile, valichiamo i diciassette tunnel scavati nella roccia, sostando solo nei pressi del Pont de la Mariée. Un’architettura che “penzola” ottanta metri sopra il vuoto, ammantata da sinistre leggende, ma di una bellezza da lasciare incantati.

Una breve incursione nel dipartimento delle Alpi dell’Alta Provenza regala il tempo per una ricarica nei pressi di Entrevaux. Una specie di viaggio nel tempo e nella letteratura fantasy. Mentre si attraversa il piccolo ponte d’accesso al centro storico sembra di sentire gli squilli delle trombe di benvenuto.

Un villaggio in pietra dalle labirintiche vie lastricate, sovrastato da una cittadella arroccata in posizione impossibile. Non a caso, stiamo parlando di uno dei villaggi più belli di Francia. Da qui si lascia il corso del fiume e l’ago della bussola punta deciso verso sud. Si aprono ampi spazi dove il paesaggio montano sfuma in quello mediterraneo, tra giardini rocciosi, brughiere aride e piane coltivate.

Gli olfatti più sensibili cominciano a percepire il profumo del mare… e non solo. La cittadina di Grasse, porta d’accesso alla Route du Mimosa, è infatti una delle capitali mondiali nell’arte della creazione dei profumi. Si cammina tra raffinate botteghe artigiane, scoprendo la delicatezza di questa maestria.

Due le tappe fondamentali: il Museo del Profumo e la Fabbrica dei Fiori, entrambe collegate alla profumeria Fragonard. Una realtà storica di Grasse, nata dalla visione di Eugène Fuchs, il quale inventò un nuovo concetto di fabbrica in netto anticipo con i tempi. Idee come la vendita diretta dei prodotti e l’apertura dei laboratori di produzione alle visite del pubblico furono elementi che si unirono all’eccellenza nell’arte della profumeria, divenendone un traino verso il successo.

L’azzurro del cielo qui comincia a mischiarsi con il giallo delle mimose, che nel giro di pochi chilometri invaderà pacificamente la visuale. Uno spettacolo che raggiunge il suo apice nel tratto curvilineo che unisce Pégomas a Tanneron. Nell’abitacolo sembra risuonare il jazz degli anni ruggenti mentre dal finestrino la fragranza inconfondibile si fa inebriante.

La discesa verso Mandelieu-la-Napoule apre definitivamente la vista anche sul mare e a quel punto il nostro vestito comincia davvero a prendere forma. Cannes è ad un passo, ma noi vogliamo andare “poco più in là”. Ogni curva svela un panorama mozzafiato, tanto da richiedere un’inevitabile sosta. La foresta di mimose si estende sulle alture alle spalle della cittadina e attende solo di essere scoperta. Chilometri di sentieri pedonali si diramano per trekking da godere in silenzio, con il suono rilassante della foresta in sottofondo. Sì, perché i tronchi e le fronde flessibili delle mimose suonano al vento una musica tutta loro. Ascoltare per credere…

Il Parc Emmanuelle de Marande, nella zona settentrionale della città, è invece uno spettacolare arboreto che ospita circa un centinaio di varietà diverse della pianta; una specie di “spazio espositivo” naturale all’aperto di eccezionale valore. Non di soli fiori si impreziosisce però l’essere umano. L’arte ad esempio – quella lontana dalle sirene del mainstream – contribuisce ad elevarci verso nuovi orizzonti di consapevolezza.

E se si parla di arte, a Mandelieu non si può che dirigersi verso le architetture del suo castello, affacciato splendidamente sul mare. La Fondazione d’Arte La Napoule, proprietaria oggi del maniero, preserva l’eredità artistica dei coniugi Henry e Marie Clews, che negli anni Venti acquisirono e restaurarono la struttura, e ne persegue gli intenti trasformando ogni anno le sue sale in uno straordinario spazio creativo messo a disposizione di decine di artisti che vengono selezionati e ospitati per lunghi periodi.

Il luccichio del mare è un richiamo irresistibile, da vivere passeggiando lungo il sentier littoral du Château, che prende vita proprio dalla spiaggia di fronte al castello. Si cammina verso sud lungo un percorso lastricato, accompagnati dal rumore confortante del mare. Superata la plage de la Raguette il sentiero si fa sterrato e si inerpica tra le rocce fino alla piccola plage de la Rague, alle cui spalle prende vita l’omonimo porto turistico.

La barca qui non è ostentazione, ma un mezzo di trasporto comune, che segna il legame viscerale tra i locals e il mare. E tante sono le experience che si possono assaporare a Mandelieu. Un’uscita nelle acque del piccolo golfo di fronte alla città può sembrare banale, ma mai sottovalutare le “piccole cose”.

A qualche centinaio di metri dalla costa il colpo d’occhio che si apre parte da lontano, da quelle vette innevate distanti meno di un paio d’ore da qua, passando per le colline dorate solcate dalla Route du Mimosa fino alla sagoma del castello. E poco più al largo, le Îles de Lérins, sede del maestoso Fort Royal, custode del mistero legato alla leggenda della “maschera di ferro”, sono un notevole richiamo per chi ha voglia di cambiare prospettiva.

Oltre alle escursioni, si può sperimentare anche qualcosa di diverso ed “elettrizzante”, ad esempio a bordo degli Overboat. Divertenti jet ski con propulsore elettrico e un sistema di foil che permettono di sfrecciare a un metro dalla superficie dell’acqua. Un’esperienza sicuramente unica, possibile praticamente in ogni stagione e aperta a tutti senza necessità di patente nautica.

L’abito ora è davvero pronto, sta d’incanto e non resta che un’ultima sfilata. Non servono molti chilometri, una ventina o poco più in direzione sud. Qui è tutto un veleggiare silenzioso tra le curve della Corniche d’Or, il red carpet che ci meritiamo, dominato dal Massiccio dell’Esterél, che caratterizza in maniera unica la natura di questo tratto costiero. Il colore rosso delle sue rocce si unisce e contrasta il giallo delle mimose e il blu di cielo e mare. Parcheggiare l’auto e perdersi lungo i sentieri escursionistici è un qualcosa che viene automatico e naturale. E una volta trovato il giusto punto panoramico non resta che respirare vento e sale.

Perché lungo le strade della Costa Azzurra continuiamo a sentirci meno Fitzgerald (che da queste parti terminò Il Grande Gatsby e scrisse Tenera è la notte) e più Lord Brougham. Chi fu costui? Un nobile inglese di metà Ottocento che in Costa Azzurra ci capitò quasi per caso, quando questi erano luoghi abitati per lo più da pescatori. Ma la sua sensibilità lo portò subito a comprenderne l’eccezionale valore, che andava ben al di là del lusso e delle ricchezze di cui era solito circondarsi.

Anche lui si è spinto oltre, anche lui è andato al di là dei luoghi comuni. La sua presenza qui iniziò ad attirare altri facoltosi uomini d’affari dell’epoca e da lì la Cote d’Azur iniziò il suo percorso verso la celebrità. Questa costa lo rese ricco come nessun oggetto avrebbe mai potuto e nelle parole che scrisse a un amico poco dopo il suo trasferimento qui, ne troviamo la perfetta sintesi ispiratrice:

…in questa atmosfera incantata, è una delizia per me che amo i sogni, dimenticare per qualche istante le bruttezze e le miserie della vita…”.

Sleep & Eat

Se state pianificando uno slow travel alla scoperta della Costa Azzurra che non ti aspetti, cosa che vi consigliamo caldamente appena avrete una settimana o un long weekend a disposizione, date un’occhiata a questi siti prima di partire. Trovate tutte le informazioni utili per non perdervi proprio nulla:

Gli itinerari proposti sono meravigliosi se percorsi in auto, ma diventano eccezionali anche su due ruote, anche considerando l’eccellente stato della rete stradale nell’entroterra e sulla costa. Se poi volete due dritte sicure su Mandelieu, perfetto punto di partenza per scoprire la zona, prendete nota degli indirizzi qui sotto: Wheelz approved!

Hotel Casarose

Ambienti chic color pastello e atmosfere decisamente chill per questo hotel quattro stelle situato a meno di due chilometri dal castello di Mandelieu e dalle spiagge principali. Relax a tutto tondo, con il giardino tropicale con piscina e il contesto naturale dell’estuario del fiume Siagne a fare da contorno. Le camere ampie sono un viaggio multicolor tra il moderno e la California degli anni Settanta. Il ristorante unisce sapori internazionali ad alcune tipicità di terra e mare della Costa Azzurra.

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Pépite Restaurant

Sul lungomare di Mandelieu, un locale frequentatissimo e vivace, dal fascino industrial, ma estremamente curato e cozy. Menù eterogeneo, perfetto sia per una cena easy a base di pizza o tapas, sia se si vuol fare sul serio con un'ottima scelta di primi e secondi di carne e pesce.

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