Un sacco di dischi da paura festeggiano il proprio compleanno a luglio (e no, non parlo ovviamente di tormentoni estivi mordi e fuggi). Quindi preparatevi a una bella carrellata di disconi nati proprio in questo mese nel corso degli ultimi decenni, perché ho intenzione di celebrarli adesso, con voi, qui su Wheelz.

L’estate è il momento perfetto per le nuove uscite musicali, che poi diventano spesso le colonne sonore delle nostre vacanze: le prime pomiciate in spiaggia, quella musicassetta che nel ‘93 ci ha accompagnato in un lungo viaggio in macchina Milano-Barcellona o la canzone che abbiamo ballato allo sfinimento nell’estate 2003 (e che, ancora adesso, bastano tre note e ti metti a saltare…). E allora conviene munirci di penna e foglio – siamo analogici noi… – e iniziare a segnarci gli album imprescindibili per un’abbronzatura perfetta.

Iniziamo con il rock’n’roll. Anzi, con il Re del rock’n’roll: Elvis. Nel luglio del 1958 uscì con una raccolta che consolidò il suo status di icona. Si intitola Elvis’ Golden Records e ne suggerisco l’ascolto verso le 22, possibilmente a piedi nudi e con la voglia di ballare in corpo.

1965. Keith Richards dei Rolling Stones faceva sogni che poi si trasformavano in realtà. Vi spiego meglio: una notte Keith sta dormendo beato e inizia sognare. Sogna di suonare un riff di chitarra pazzesco, così potente che apre gli occhi nel cuore della notte, mette in rec il mangianastri e registra quello che riesce a ricordare del riff sentito in sogno.

La mattina seguente, riascoltando quel nastro, sentirà il primo vagito di (I Can’t Get no) Satisfaction (oltre a circa 20 minuti di un forte russare). Da lì a poco, proprio nel mese di Luglio, gli Stones pubblicheranno Out of Our Heads con quel sogno notturno divenuto realtà, che diventerà un vero e proprio inno generazionale.

Consiglio l’ascolto verso le 20, tardo aperitivo, con in mano un Nuclear Waste, il cocktail preferito da Keith (si fa così: due parti di vodka, una di soda all’arancia e tanto ghiaccio).

Nel Giugno del 1972 arriva un disco clamoroso che, però, inizia a impattare fortemente nel mese di Luglio.

L’album non ha bisogno di grandi presentazioni, è un lavoro alieno così come alieno è il suo protagonista: David Bowie. The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars è da ascoltare sotto lo sguardo di un cielo di stelle, aspettando che ne cada qualcuna. Per ore.

Siamo nel 1984 e un certo Prince vuole togliersi lo sfizio di girare un film.  Storia pazzesca: nessuno studio lo vuole aiutare nella realizzazione della pellicola e allora se lo produce da solo insieme al suo manager Rob Cavallo (che poi è stato il produttore dei Green Day e di Alanis Morissette) e al regista Albert Magnoli.

Lo gira in 40 giorni: il protagonista è The Kid, musicista dal difficile rapporto con il padre, che si fa strada nella musica sulla scena di Minneapolis con la sua band The Revolution, superando la rivalità con altri gruppi. Poi, trova l’amore di una cantante emergente che ha aiutato…

E insomma, è successo immediato: esce al cinema il 27 Luglio 1984, guadagna oltre 70 milioni di dollari e vince un Oscar come Miglior Colonna Sonora per la title track Purple Rain. Il disco vende 25 milioni di copie e lancia due singoli al numero uno in classifica in America. Tra l’altro, sappiate che – in occasione dei 40 anni – Purple Rain torna al cinema in versione 4k restaurata.

Gli Anni 90 ci regalano così tante perle born in July che non me la sento di sceglierne una sola. Quindi, festa a tre.

1990. Esce Apple, unico album in studio della band Mother Love Bone formata da due personaggi, Stone Gossard e Jeff Ament, che da lì a breve avrebbero dato vita a una nuova formazione con il nome Pearl Jam…. Dice nulla? Questo disco è considerato tra le pietre miliari del grunge e della scena di Seattle. Da conoscere e ascoltare a cuore e sensi spalancati. Anche di prima mattina.

1993. Luglio ci regala Siamese Dream degli Smashing Pumpkins. Serve aggiungere altro?

Ovviamente Luglio, 1996. Trainspotting: Music from the Motion Picture (colonna sonora imprescindibile di un film imprescindibile degli Anni 90…).

“Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cazzo, scegliete lavatrice, macchina, lettore cd e apriscatole elettrici…”. EPICO. PUNTO.

Ma entriamo nel nuovo millennio e partiamo decisamente con il botto.

2001. White Blood Cells dei The White Stripes, terzo lavoro della band di Jack White e Meg White. L’album è stato registrato in appena quattro giorni ed è un disco crudo e diretto, minimalista. C’è blues, punk e garage rock, da sempre una cifra stilistica del sound dei White Stripes.

Corro in avanti per arrivare ad oggi, passando dal 2015 con un disco che è stato nominato per il Grammy Award nella categoria Best Alternative Music Album. I Tame Impala escono con Currents il 17 Luglio e si spostano dal rock psichedelico dei precedenti album verso un mix di funk, pop e musica elettronica.

Il mastermind che si nasconde dietro il progetto è Kevin Parker, un tizio geniale che sa suonare tutti gli strumenti possibili e immaginabili e ha lavorato negli anni con numerosi artisti, da Mark Ronson a Lady Gaga, fino a Kanye West (giusto per citare tre nomini così…).

Siamo arrivati ad oggi. L’estate 2024 ha già sfornato dei bei dischi che meritano di essere ascoltati in mezzo a tanta brutta roba che ci riempie le orecchie. Possiamo mettere su il nuovo lavoro dei Bon Jovi, si intitola Forever e segna il ritorno del biondo Jon Bon Jovi dopo un periodo difficile: corde vocali rotte, operazione e ora pian piano la risalita. Vai Jon!

I Black Country Communion sono usciti con il disco V e fanno muovere a suon di hard rock e blues.

Se non conoscete questa super band, è l’occasione giusta: vi basti pensare che alla voce c’è Glenn Huges (ex Deep Purple), alla chitarra il magister Joe Bonamassa, alla batteria Jason Bonham (sì, proprio lui, il figlio di Bonzo – John Bonham, batterista dei Led Zeppelin) e, per non farsi mancare nulla, alle tastiere Derek Sherinian, direttamente dai Dream Theater. Insomma, taaanta roba.

Non posso non citare anche =1 il nuovo disco dei leggendari Deep Purple, pubblicato lo scorso 19 Luglio, se non altro perché ho incontrato e intervistato Ian Gillan qualche settimana fa per Virgin Radio e ne sono rimasta incantata, rapita dall’energia e l’aura di questo uomo. Rock’n’roll never dies, è proprio il caso di dirlo.

E allora amici, da questo caldo Luglio, buona estate a tutti. Che sia rock, dance o pop, l’importante è che risuoni sempre bella musica.

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