Salite in soffitta armati di Swiffer e aprite i bauli impolverati. Sfidate le zaffate di naftalina e arrampicatevi fino ai ripiani più alti degli armadi. E tenetevi pronti alle ire di vostro fratello maggiore quando scoprirà che gli avete saccheggiato il guardaroba giovanile. Lo so, ci vuole un certo sprezzo del pericolo per compiere ognuna di queste azioni, ma fidatevi: vi garantiranno un anno di autonomia da qualsivoglia acquisto modaiolo, oltre a un elevatissimo tasso di (brit) glam.

Non mi unirò alla schiera di colleghi che da una settimana vi ricorda ogni 15 secondi che gli Oasis sono tornati. Sapete già tutto, probabilmente avete anche combattuto contro il potere oscuro della rete per tentare la roulette dei biglietti e vi state chiedendo per quale razza di motivo i nostri adorati Gallagher non si siano spinti fino agli italici lidi. Quindi basta così.

Qui, oggi, parleremo di stile, del loro stile. Perché se ci sono due che, più o meno consapevolmente, hanno lasciato una traccia a forma di parka & Gazelle nei nostri vibranti e scavezzati cuori di adolescenti, quelli sono proprio Liam e Noel. Tornando loro, va da sé che avremo di nuovo a che fare con tutto ciò che li riguarda.

Prima nota “di colore”: Stone Island, iconico brand della rosa dei venti nato nell’82 in quel di Ravarino, Modena, dalla visione di Massimo Osti (e dal 2020 proprietà di Moncler), non ha perso un secondo e ha già inserito Liam tra i protagonisti di “Community as a Form of Research”. Il progetto mira a raccontare il DNA unico (e ovviamente stilosissimo) che accomuna gli estimatori del brand.

Photo David Sims, courtesy of Stone Island

Uno degli scatti del fotografo David Sims per la campagna AI ’24-’25 lo ritrae con sguardo strafottente e sopracciglioni corrucciati in un pezzo d’archivio dell’inizio degli Anni 80, una “cerata” tinta avorio in tela di cotone e PVC opaco con cappuccio, semizip, tasconi e logo sulla manica. Uno di quei pezzi che noi tutti vorremmo nell’armadio e che, cercando molto ma molto a fondo, magari qualche fortunato ha ancora. Anyway, largo agli archivi: tutto ciò che fa rima con Stone Island e vintage, dai capispalla ai pull, quest’inverno è un must have.

 

Al netto dei brand, Adidas con le sopracitate Gazelle in primis, c’è una buona lista di capi unbranded (e di chiarissima estrazione nineties) che è il caso di rispolverare tipo ADESSO.

I parka

Valgono tutti, da qualunque mondo provengano: da quelli militari verde oliva di cui i mercatini traboccano, alle giacche camo (i negozi di caccia e pesca sono una piccola miniera d’oro poco battuta), passando dai pezzi rubati al mondo della nautica realizzati in tessuti sostenuti, spalmati e tecnici.

Le polo

Qui il tennis non c’entra. O, meglio, c’entra solo in parte. E ha a che fare con gli Anni 70, quando le tifoserie delle squadre britanniche di football hanno iniziato a frequentare Milano e Roma per motivi di fede calcistica, innamorandosi però di brand legati alla terra rossa come Sergio Tacchini, Kappa, Diadora e Fila. Insomma, da lì in poi, se volevi essere riconosciuto come tifoso di football senza indossare i colori del team, quella era la soluzione. Ecco, i fratelli Gallagher sono indiscutibilmente tifosi (del Manchester City, nello specifico).

Le camicie stampate

Righe larghe che più larghe non si può, stampe floreali, tartan dai toni neutri un po’ dimessi e affini. Vale tutto, purché la camicia sia, sostanzialmente, quella che mai avresti indossato fino a un mese fa. Ecco, ora puoi! Non me ne vogliano i puristi, ma probabilmente tornerà anche l’onda lunga della manica corta. Non insultatemi, è solo cronaca…

Le giacche di pelle e i montoni

Due le strade possibili, quando si parla di Liam e Noel: giacca di pelle regular fit con collo biker o a camicia oppure i montoni oversize provenienti dai peggiori flea markets di Manchester.

I giubbotti in denim

Non slim come nei Seventies e nemmeno oversize come nel decennio successivo. Il giubbotto di jeans per ricalcare le orme dei Gallagher è, anche in questo caso, regular fit, una trucker con concessione di colletto in shearling.

I pull

Negli Anni 90 li portavano “da bravi ragazzi” optando per girocollo basic e monocolor con qualche deriva sulla riga orizzontale. E sono certa che sapete già cosa fare e cosa archiviare per un po’…

Il bucket hat

Lo so che lo sapete, ma un ripasso non guasta mai. Il bucket hat è sostanzialmente il cappello dei pescatori e dei contadini irlandesi, quello a secchiello, con tesa bassa e verticale, che è passato prima dalla testa dei gentlemen britannici che zonzeggiavano nelle campagne inglesi e poi a quella di Liam e di un altro miliardo di persone per tutti gli Anni 90. Prendere e portare a casa.

Gli occhiali

Prima quelli tondi, accessorio amatissimo soprattutto da Liam. Poi, le montature “space” nere in acetato, spesso con lenti gialle. Ecco, con questi due modelli potete vivere sereni per un po’. Dagli Anni 2000 in poi, Noel ha puntato più su grandi classici, ma questa è un’altra storia.

Photo Getty Images 

 

 

 

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