Quante declinazioni ha il termine funky? A partire da quella musicale, fino allo slang che lo traduce come “eccentrico, stravagante, bizzarro”. È una parola che mi suggerisce colore, positività, originalità. Prerogative che non dovrebbero mancare mai nella vita e che gradisco ritrovare anche a tavola.

Per questo ho stilato una top 3 dei locali in cui ultimamente mi sono sentita così: leggera, a mio agio, frizzante. E circondata da un tocco di stravaganza. C’erano una pizzeria, un ristorante e un cocktail bar… e no, non è l’inizio di una barzelletta, ma il mio podio di fun(ky) food, su e giù per l’Italia.

Via Sant'Anatalone 16, Milano

Beato te: la pizza supersocial

La parola d'ordine qui è esagerare. Beato te è una pizzeria/ristorante nella periferia di Milano, super social e amata dai VIP, ma non per questo se la tira: resta un locale con i piedi per terra e un menù unico nel suo genere, dove si spende il giusto per ingredienti di qualità e tanto, tanto, e sottolineo tanto amore per il cibo. Se volete la classica pizzetta sì, potete accomodarvi e andare a casa contenti, ma da Beato te ci si deve andare quando la fame ha la meglio su tutto, quando lo stomaco è vuoto e ben pronto a ricevere leccornie da urlo e possibilmente gli esami del sangue sono lontani.

Da dove partiamo? Dalla pizza che è il mio grande amore, ma tenetevi pronti anche per… altro. Da Beato te sono molto carini e rassicuranti nell'evidenziare che gli impasti (ce ne sono otto diversi tra cui scegliere) sono digeribili, volendo senza glutine, leggeri e idratati, ma poi propongono pizze gourmet con sopra liste di ingredienti golosissimi lunghe un chilometro. E il colesterolo s'impenna! Ad esempio, come dire di no a una “Piovono polpette” con ragù, polpette di carne, bufala, burrata e basilico? Oppure a una “Pazza idea”, con guanciale croccante, gamberetti scottati, stracciatella affumicata, zucchine fritte, burrata affumicata e pinoli? E vi avviso, sono alcune delle mie preferite, non certo le più impegnative della lista...

Non ti va la pizza? Bè, ci sono i taglieroni, gli hamburger sempre declinati in chiave gourmet no-light, e poi c'è lei: la cotoletta. Grande, abbondante, gigante. Lonza italiana con doppia panatura che più croccante non si può. E che fai, non ci metti sopra due polpette? O una stracciatella pugliese con l'intramontabile accoppiata mortadella e pistacchi?

Beato te è il regno dei golosi, un tripudio di trigliceridi liberi e felici, un luogo dove il buonumore e l'amore per la tavola esplodono ad ogni morso. Portatevi un Gaviscon e siate felici.

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Piazza Tarquinia 4A, Roma

SantoPalato: “this must be the trattoria”

Da dove comincio? Dalle considerazioni finali: se SantoPalato non fosse a Roma e io a Milano, sarei a cena lì tutte le sere. “This must be the trattoria” e che trattoria... Sì mi è proprio rimasta nel cuore. Nascosta tra le vie del quartiere San Giovanni, SantoPalato è una perla per pochi: la sala ha un respiro d'altri tempi, i coperti sono ridotti come piace a me e dalla cucina arrivano profumi di casa. Che noia questa cosa che al ristorante ci si debba sentire a casa, eppure, è una sensazione di cui abbiamo voglia e bisogno e che qui ci accoglie a braccia aperte, tra la semplicità degli arredi e i colori accesi dei dettagli alle pareti.

“Giallo carbonara”, recita un quadro che cita i campioni Pantone. La carbonara della Chef Sarah Cicolini è famosa in tutta Roma – e non solo – e adesso ho la risposta ai miei perché: ruffiana e cremosa come non mai, seduce al morso con la pasta al dente e il guanciale croccantissimo.

Ma la portata che mi ha più appagata, quella su cui piazzare il bollino “indimenticabile” è la coda alla vaccinara. Ma mica la solita coda alla vaccinara degli chef de Roma: quella di Sarah è racchiusa in una polpettona fragrante che lascia scoprire pian piano la scioglievolezza della carne all'interno. Praticamente un enorme Lindor per carnivori. 10 e lode, la mattina seguente me la sognavo per colazione. Altro piatto forte da segnalare, se siete amanti del genere, è il prosciutto di cuore.

E un locale romano, con una Patron dalle radici abruzzesi, potrebbe mai trascurare i vini? Il ristorante è una piccola bomboniera, eppure da qualche parte Sarah nasconde quasi mille etichette, da abbinare sapientemente a ogni suo piatto e ai gusti dei commensali. Se SantoPalato è decisamente funky, la Cicolini è senza dubbio rock. Non manca proprio nulla, qui. Dalle coccole ai sapori forti, un angolo di felicità che per un po' chiude fuori dalla porta una caotica e bellissima Roma.

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Piazza Vittorio Emanuele 15, Lecce

Alibi: eccentrico per peccatori...

“La purezza è l'alibi dei peccatori mancati”. SBAM! Mi ha conquistata così l'Alibi Creative Club di Lecce, con quella scritta a grandi lettere sul tendone aperto e proteggere i clienti dal cocente sole pugliese. E il tendone accanto recita: “Essere innocenti è pericoloso, perché non si hanno alibi”.

È veramente un posto singolare, un pugno in faccia in mezzo ai localini per bene del centro storico, una piazzetta in fermento, un alibi per fuggire dalla sobrietà. All'interno il locale è arredato in maniera piacevomente eccentrica, con centinaia di oggetti appesi ovunque che paiono non avere nessun fil rouge a legarli e che eppure, funzionano.

Ma è fuori nel dehor che si gode del vero spirito del Creative Club e dell'infinita e bollente stagione salentina. Qui l'aperitivo è una questione sacra, il mixology una religione e i piattini di accompagnamento gridano pugliesità a squarciagola, così come tutte le proposte della cucina.

E se vogliamo dirla tutta, un po' alla giovane maniera, l'Alibi è anche decisamente instagrammabile!

Perché sceglierlo tra le tante proposte della “Signora del Barocco”? Perché ha quel pizzico di irriverenza che ci piace, una non ricerca spasmodica della perfezione e, soprattutto, i tendoni con le scritte impertinenti!

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