Oh, finalmente ho per le mani quella bellona della Moto Guzzi V100 Mandello, tra l’altro in versione S! In questa neverending summer novembrina pensavo di portarvi sui passi alpini non ancora blindati dalle bufere, a caccia di rifugi dove mettere in pista impegnative degustazioni di polenta e brasato. E invece no. All’improvviso di summer c’è solo la sadness e la neve ha preso a cadere copiosa anche a bassa quota.

Dunque l’all you can eat polenta è rimandato a primavera, promesso. Peccato, perché mi stavo godendo questa scampagnata rinfrescante, ma con la sella e le manopole a tenermi al caldo. Per fortuna, però, la Guzzona è perfettamente a suo agio anche in ambito cittadino, soprattutto se c’è da sfoggiare il vestito buono…

Dietro-front e puntiamo il muso tondeggiante verso Rho, alle porte di Milano, direzione La Cucina, non il solito ristorante. Cos’ha in comune con la V100? Il merito di essere, a suo modo, una piccola rivoluzione, esattamente come la Mandello quando venne presentata, un paio d’anni fa. C’è voluto un po’ per capirla, ma ora è una moto che incuriosisce e avvicina diversi generi di biker, e che fa decisamente girare la testa.

La ricetta per entrambi? Orgoglio italiano che traspare in ogni dettaglio, tanto coraggio nell’andare ad abbattere muri concettuali e un pubblico di nicchia, per palati fini. E, ultimo ma non ultimo, il merito di andare, ognuno a modo suo, a colmare una lacuna. Non c’era una roadster dall’anima turistica in gamma Guzzi, non c’era un locale fine dining in una cittadina come Rho. Ora che le carenze sono state colmate, non ci resta che poggiare sul cavalletto la nostra avvenente V100 e sederci a tavola.

La Cucina è un luogo accogliente come pochi: un numero limitato di coperti, 26 che passeranno nel 2024 (spoiler!) a solo 18. Perché? Perché un numero limitato di clienti ci permette di dedicar loro le giuste attenzioni, mantenendo l’ambiente intimo, silenzioso e, perché no, molto romantico. Abbiamo scelto appositamente una location piccola, pensata per pochi tavoli e crediamo che questa opzione abbia solo pro e nessun contro, se non quello di dover a volte rifiutare delle prenotazioni se effettuate all’ultimo momento o per gruppi numerosi”, ci racconta Gaetano Marinaccio, il giovanissimo titolare che divide la sala e la passione per l’accoglienza con la splendida compagna Nadia.

Il ristorante offre diverse degustazioni; è altresì possibile scegliere dalla carta, ma seguire un percorso pensato e realizzato dallo Chef è, a mio avviso, sempre l’idea migliore per portarsi a casa l’experience – come dicono quelli bravi – oltre che la cena. Dal più contenuto Conosciamoci al più completo Materia, da tre a nove portate, si può scegliere il menu che più aggrada e la mia scelta è ricaduta sul Degusterò. A voi la curiosità di provarli tutti.

Sarà un caso, ma questi tre nomi mi riportano subito all’esperienza di guida con la V100: Conosciamoci, perché la prima volta in sella bisogna prendere confidenza con le proporzioni e il peso. Una volta archiviate queste pratiche però il feeling di guida è immediato.

Materia: quando realizzi che sì, puoi osare ancora un po’ e lasciarti trasportare dal motore bicilindrico da 1042 cc. È corposo ed elastico e il caratterino salta fuori prepotente già ai bassi regimi, per tenere botta con un allungo lineare e godurioso. Ok, la cavalleria non è esagerata, siamo a 115 hp, ma la coppia di 105 Nm a 6.750 giri ci mette del suo per farci divertire un bel po’.

Degusterò: quando ormai ci hai preso gusto e pennelli le curve con disinvoltura. L’erogazione è fluida, costante e permette di aprire con sicurezza. Ma torniamo a tavola…

Si parte con i benvenuti della cucina, una meraviglia per gli occhi tanto quanto per le papille. E subito dopo arriva lui: il vassoio dei panificati, rigorosamente fatti in casa con lievito madre e altrettanto rigorosamente accompagnati da una degustazione di olio evo. Si susseguono, poi, sette portate della carta tra cui due dessert, per arrivare belli felici e soddisfatti alle coccole finali di piccola pasticceria.

“Seguiamo ovviamente la stagionalità delle materie prime, dunque cambiamo menu circa 5 volte nell’arco dell’anno. In questo periodo, ad esempio, abbiamo inserito i funghi, la zucca, i carciofi… Il mio ingrediente del cuore? Adoro il limone, è il profumo della mia terra!”.

Queste le parole dell’Executive Chef Alfonso Daviducci, campano D.O.C., classe 1989 e già forte di diverse esperienze stellate. Grande l’attenzione per la carta dei vini, che conta ad oggi circa 250 etichette selezionate. E anche per i distillati: dai gin ai rum, Gaetano saprà guidarvi su scelte più o meno (alcune molto meno!) classiche.

Ma perché abbiamo parlato di coraggio? Perché pur essendo alle porte di Milano, Rho vive una realtà da paesone e non tutti comprendono questo modo di proporre la ristorazione. Gaetano e Nadia sono stati coraggiosi. E nonostante abbiano avviato l’attività appena prima del Covid e in giovanissima età, hanno avuto successo.

Siamo stati lungimiranti nel capire che Rho è una località strategica”, spiega Gaetano. “Lavoriamo moltissimo durante le fiere perché la clientela professionale e internazionale cerca questo tipo di target, che effettivamente mancava. Ovviamente abbiamo anche clienti affezionati della zona, che tornano a trovarci molto spesso. Il nostro scopo è far uscire il cliente con il sorriso!”.

Anche in Guzzi sono arrivate, ovviamente, tutte le diavolerie elettroniche del caso: dal ride by wire ai riding mode non manca davvero nulla, per non parlare della nostra versione S che sfoggia sospensioni semiattive da star dei cordoli: le Ohlins Smart EC – settabili su Comfort o Dynamic – che già equipaggiano Tuono e RSV4, qui naturalmente tarate per esigenze più turistiche. E vogliamo parlare delle alette dinamiche sul serbatoio? Utili? Forse. Sexy? Da morire.

Del resto… “è una moto bellissima e versatile”. Parola di Ewan McGregor.