Restando fedele alla Z Issue di questo mese, ammetto di non avere chiarissimo in mente il significato di Zoomers, termine che spopola questo mese tra le righe di Wheelz. E ok, lo ammetto, ho cercato su Google. Grazie a una coloratissima tabella, ho scoperto che per un pelo faccio parte della generazione dei Millennials, che fa molto figo a dirsi, ma ahimè sta a significare che, almeno sulla carta, potrei essere meno “brillante” degli Z in oggetto.

E allora cosa gli racconto io a questi giovinetti che non abbiano già scoperto tra le pagine virtuali del web o su qualche nuovo social di cui non conosco nemmeno l’esistenza? Bè, da brava ipotetica zia, innanzitutto posso consigliar loro di non perdersi tra smartphone e gaming, ma di uscire e godersi la vita, in primis il buon cibo.

Fortunatamente, pare che anche i più young si stiano avvicinando a questo antico piacere, sia a tavola che ai fornelli. Sono sempre più numerosi gli chef under 30 che fanno parlare di sé o i ristoratori più navigati che lavorano per far brillare giovani promesse della cucina.

Ecco, questa piccola selezione vuole spaziare in maniera trasversale tra pizze, cene gourmet e brunch con gatti in braccio per accontentare proprio loro, gli Z. Ora che so chi sono…

 

 

ALMATÒ (via Augusto Riboty 20/c, Roma)

Una storia di amicizia sottolineata dal nome stesso del ristorante: Alberto, Manfredi e Tommaso – AlMaTò – sono il cuore pulsante di una cucina che punta alla tradizione e al ricordo dei sapori dell’infanzia, nonostante la giovane età dei fondatori. Tre le proposte degustazione: cinque, sette o nove portate, senza togliere al cliente la possibilità di scegliere pietanze alla carta.

Ecco lo staff: Alberto Martelli, fondatore, classe 1993, erede dei proprietari della storica La Carbonara e dunque figlio d’arte, cresciuto tra sala e cucina. Manfredi Custureti, classe 1988, manager di Almatò e meno giovane dei tre. Si avvicina tardi al mondo della ristorazione (ha studiato economia), ma lo vive con passione e dedizione. Tommaso Venuti, classe 1992, è chef e socio. Innamorato della cucina sin da bambino, quando con le nonne aveva sempre le mani in pasta, vanta diverse esperienze stellate sia in Italia che all’estero e oggi guida la brigata di Almatò con Leonardo Marciano, trentenne chef di partita, innovativo, ma fedele alla tradizione, anche lui forte di svariate collaborazioni con locali stellati tra Italia e Francia. La cantina è affidata a Riccardo Robbio, Maître e sommelier di grande esperienza.

 

 

BOTTEGA 13 (via dei Falegnami 14, Roma)

Anche qui troviamo un trio di giovani amici: Francesco Brandini, Roberto Bonifazi e Daniele Gizzi. Sono loro a guidare Bottega 13, nel cuore del quartiere ebraico della Capitale. Tutto si gioca sul fatto in casa, dalla pasta ai pianificati, e sulla selezione delle materie prime come frutta e verdura, che arrivano ogni mattina dallo storico mercato di Piazza delle Coppelle.

Anche pesce e carne sono attentamente selezionati da produttori di fiducia sotto l’occhio attento degli chef Brandini e Bonifazi, entrambi da poco trentenni e dunque giovanissimi al momento dell’apertura, nel 2018.

Il nome, Bottega, sta a sottolineare l’artigianalità della cucina, ma le proposte – alla carta o con percorso di degustazione a scelta – sono decisamente gourmet. Un fine dining aperto tutti i giorni, sia a pranzo che a cena.

 

 

CRAZY CAT CAFE (via Napo Torriani 5, Milano)

Cambiamo città e, decisamente, anche genere. Qualche anno fa, a Milano, una giovanissima Alba Galtieri apre, di ritorno da un viaggio a Osaka, in Giappone, il primo neko cafe italiano.

Il Crazy Cat Cafe propone colazioni, brunch, pranzi, tapas, il tutto immersi tra le coccole di tanti gatti e gattini trovatelli che vivono nel bistrot e non disdegnano compagnia e sessioni di gioco con gli avventori.

Dopo un inizio burrascoso e non poche critiche, Alba è riuscita a portare avanti il suo neko cafe con un’attenzione unica per i suoi pet e, giustamente, con una serie di regole per non infastidire o stressare i piccoli lavoranti pelosi. Non vanno disturbati se stanno dormendo, naturalmente, o forzati al gioco e alle coccole se non desiderate. E niente cibo da umano, per loro! Godersi la loro compagnia sì, ma con rispetto. La cucina è ovviamente interdetta ai dolci felini e propone piatti golosi d’ispirazione internazionale.

 

 

OLMO (Piazza della Chiesa 7, Cornaredo – MI)

Ok, forse Davide Oldani non si può annoverare tra i giovani cuochi d’Italia, ma il suo nuovo ristorante, Olmo, è decisamente giovanissimo. Aperto da poche settimane proprio di fronte allo storico D’O, Olmo si presenta come un’alternativa smart, così raccontata dal pluristellato creatore della cucina Pop: “OLMO… Perché è l’albero della piazzetta che tanto abbiamo a cuore e che ospita il D’O… Perché è un albero molto longevo e ha radici robuste, ben piantate a terra e si sviluppa verso l’alto. Tutto coincide con uno dei nostri pensieri più forti… Terra su cui mettere i piedi e non solo cielo dove mettere i sogni! Terra, radici e via verso l’alto. Era un mio sogno condiviso e ora esiste. È un nuovo luogo dove saranno gli ospiti a decidere come definirlo”.

Pochi coperti, atmosfera semplice e un occhio ai giovani. Eh sì, perché a Cornaredo ha sede anche la scuola alberghiera Olmo, di cui Oldani è mentore e da cui certamente andrà ad attingere per scovare e formare nuove promesse della cucina.

 

 

PIZZAUT (via Don Verderio 1, Cassina de’ Pecchi – MI e via Philips 12, Monza)

Una bella storia. Anche Nico Acampora non è un giovane ristoratore, ma merita un posto d’onore nella nostra guida perché con i giovani ci lavora e regala loro una vera opportunità di crescita, di esperienza, di vita.

Si definisce un sognatore, Nico. Papà di un bambino autistico, capisce che lo spirito di questi ragazzi va nutrito e non represso. Non vanno tenuti sotto una campana di vetro, ma guidati, anche attraverso il lavoro e le responsabilità, verso una vita piena e soddisfacente.

Questo l’intento di PizzAut: nutrire l’inclusione. Nei locali di Nico i ragazzi e le ragazze lavorano sia in cucina che in sala, con un successo di pubblico e affezionati che non accenna a diminuire. E la pizza? Top! Bravi e buoni!