Una storia ricca, radicata nella passione per l’innovazione e nella dedizione all’eccellenza nel motorsport. Sin dalla sua fondazione nel 1967 come parte del conglomerato petrolifero francese Établissements Français des Pétroles (EFP, oggi TotalEnergies), ELF Lubricants è sinonimo di tecnologia all’avanguardia, soprattutto nel campo dei lubrificanti ad alte prestazioni.

Nel corso dei decenni, il marchio ha consolidato la sua eredità spingendo i confini dell’ingegneria automobilistica e giocando un ruolo centrale nel mondo racing, dalla Formula 1 alle corse motociclistiche, oltre che a sviluppare partnership che impattano anche la vita dei guidatori di tutti i giorni.

Un chilo d’olio (ebbene sì, qui siamo dei nostalgici e l’olio motore lo misuriamo a peso). Una commodity direbbe qualcuno, una tecnicalità di cui sapere il minimo indispensabile perché tanto qualcuno ha già scritto nell’ultima pagina del libretto di uso e manutenzione cosa serve e quanto ne serve. Oggi addirittura non occorre neppure leggere, perché sono sempre di più quelli che all’accendersi di una spia o quando è ora di un bel tagliando mollano scooter, moto o auto dal meccanico e tornano soltanto per pagare il conto e ritirare.

Ma quel liquidino che il primo giorno è color del limoncello e scende fluido dalla lattina appena aperta e al momento della sostituzione è una melma color del cioccolato e densa come una zuppa è la spesso l’ultima barriera tra noi e il rimanere a piedi col motore tritato e meriterebbe un po’ più di attenzione, conoscenza e, in ultima istanza, rispetto. Soprattutto quando c’è dietro il lavoro di tante persone che, oltre a giocare al piccolo chimico, lavorano gomito a gomito con chi i veicoli li produce e sono molto più protagonisti delle novità che guidiamo di quanto possiamo immaginare.

È quello che succede ad esempio da decenni nei centri di ricerca di ELF, marchio francese glorioso nel panorama dei lubrificanti che tanto ha fatto per i nostri motori. Un viaggio iniziato con un focus sull’unione tra prestazioni e innovazione, riconoscendo nel motorsport il terreno ideale per migliorare un’idea dopo l’altra la qualità della tecnologia di lubrificazione. Buttandosi nella mischia delle competizioni e collaborando tecnicamente con i principali produttori e team. Protagonista nel mondo delle due e delle quattro ruote, già dai primi anni Settanta.

Sperimentazione, anche nel design. Gli sconfinamenti più eclatanti nelle altre branche dell’ingegneria sono stati quelli nel campo delle motociclette sperimentali, sviluppando progetti che hanno messo in mostra l’ingegnosità di tecnici che pensavano, finito l’orario di lavoro canonico, al futuro. Tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, ELF collaborò infatti con ingegneri di fama globale per creare – in maniera separata rispetto all’attività aziendale principale – prototipi che sfidavano le convenzioni dell’ingegneria motociclistica.

Come la ELF X, progettata sotto la guida di André de Cortanze (futuro asso della tecnica nelle gare di Formula 1 con la Renault), che fu una moto rivoluzionaria che abbandonava i layout tradizionali di sospensioni e telaio. Con un sistema di sterzo a mozzo centrale e l’uso del motore come componente strutturale il prototipo ridefinì le regole e dimostrò il potenziale di integrare tecnologie avanzate di lubrificazione in progetti telaisticamente innovativi.

Il lavoro dirompente con la X non ebbe seguito produttivo con nessuna casa, ma fece rumore. Tanto che la fase sperimentale continuò con una vera e propria serie di motociclette one-off, che furono impiegate con successo in alcune competizioni e di cui le più significative sono conservate oggi in Francia al Museo de Lohéac. Modelli che esplorarono principi di design radicali, tra cui forcelloni monobraccio e geometrie del telaio azzardate per l’epoca.

Ripensando la struttura di base delle motociclette, ELF puntava a ridurre l’attrito meccanico, migliorare la precisione di guida e massimizzare l’efficacia dei suoi lubrificanti in condizioni estreme. L’audacia di questi progetti non fu solo teorica: le moto parteciparono anche a diversi eventi e campionati di alto livello dove la loro ingegneria fuori dagli schemi fu messa alla prova con successo (ma senza successiva fortuna industriale).

Alcune di queste moto hanno recentemente fatto capolino in EICMA, dove la X ha fatto bella mostra di sé nella mostra per i 120 anni della kermesse Milanese. Oltre a lei la ELF R, con una carenatura integrale sviluppata in galleria del vento che permise di conquistare sei record mondiali di velocità a Nardò, la ELF 2 che debuttò al Gran Premio di Francia 1985 a Le Mans, e la ELF 3 vincente già nella prima gara della moto a Jarama nel 1986.

Gli anni d’oro in Formula 1. Sebbene il successo tecnico e sportivo delle moto abbia battuto le aspettative, le più evidenti contribuzioni di ELF al motorsport arrivarono ben prima, durante i suoi anni come sponsor del Circus per eccellenza, la Formula 1, in un periodo caratterizzato da alcune delle partnership più iconiche nella storia di questo sport. Collaborando con Matra Sports, i lubrificanti ELF alimentarono la Matra MS80 guidata da Jackie Stewart, che conquistò il campionato mondiale nel 1969.

Questa vittoria non solo mise in evidenza la potenza tecnologica del marchio, ma gettò anche le basi per una frequentazione del mondo delle competizioni assai lunga. Successivamente al successo iniziale con Matra, ELF rafforzò il suo impegno in F1 stringendo un’alleanza con Renault a metà degli anni Settanta.

Questa collaborazione si rivelò trasformativa, poiché Renault introdusse la prima auto di Formula 1 turbo, la RS01, nel 1977. I lubrificanti svolsero un ruolo cruciale nel gestire le pressioni e le temperature estreme tipiche dei motori turbo, contribuendo direttamente al successo pionieristico del costruttore.

Il rapporto Renault-ELF prosperò negli anni Ottanta, con il marchio ben visibile sulle vetture. Durante questo periodo, ELF si guadagnò una reputazione di eccellenza anche nella formulazione di carburanti, lavorando a stretto contatto con gli ingegneri del team per creare miscele che massimizzassero l’efficienza e la potenza.

La collaborazione raggiunse diversi traguardi, tra cui vittorie in gara e pole position, consolidando ulteriormente la reputazione come innovatore nei motorsport.

Oltre a Renault, ELF collaborò direttamente con il team Williams Racing negli anni Novanta, un periodo glorioso per la scuderia del compianto Frank che suggellò le stagioni più vincenti del team. Con piloti come Nigel Mansell, Alain Prost e Damon Hill, le Williams blu conquistarono diversi mondiali e quel logo di tre lettere ben visibile su vetture e tute rubava la scena in quasi ogni scatto e ogni inquadratura TV.

Oltre alla Formula 1, ELF ampliò la sua presenza in altre discipline motoristiche, come le gare di endurance e i rally. Nella 24 Ore di Le Mans ad esempio, dove ELF collaborò con produttori come Alpine e Matra ottenendo vittorie significative. Nel rally, ELF lavorò con produttori come Renault e Peugeot, fornendo supporto tecnico e soluzioni di lubrificazione che permisero a questi team di competere ai massimi livelli.

Una bella versatilità, che si trattasse dei terreni accidentati della Dakar o delle strade ghiacciate del Rally di Monte Carlo, in bella vista anche per guidatori di tristi utilitarie nel traffico cittadino, decisamente meno tecnici ma comunque innamorati delle corse e di tutto quello che vi ruota intorno.

Sempre in pista, anche oggi. Negli ultimi anni, il marchio ELF ha continuato a consolidare la sua presenza nel motorsport, anche in Italia. Il produttore è partner tecnico di diversi team, sfruttando la propria esperienza per supportare piloti professionisti ma, spesso, anche amatoriali. Ad esempio nella Superbike con il team Puccetti, che nel 2018 corse – per i cinquant’anni del marchio – con una livrea che rievocava la ELF 3 guidata da Ron Haslam negli anni Ottanta.

A livello globale, il brand mantiene anche una forte presenza ufficiale nel WEC, in Moto 2 e nel campionato Truck. Ovunque ci sia un motore da lubricare, e non necessariamente termico. Gli ingegneri del marchio transalpino sono, da sempre, nel futuro e già sviluppano anche i lubrificanti della Formula E. Sempre con lo stesso spirito, dai primi giorni come pioniere in Formula 1 alle collaborazioni attuali nella scena motoristica globale, ELF spinge i confini di ciò che è possibile nell’ingegneria al servizio delle due e delle quattro ruote.

Una storia che è testimonianza del potere dell’innovazione, della collaborazione e della ricerca incessante dell’eccellenza facendo, se serve, qualche sconfinamento nel lavoro degli altri. Che si tratti di motociclette sperimentali, vittorie iconiche in Formula 1 o partnership moderne nelle corse, per rimanere sempre lì davanti. Un po’ come gli equilibristi del circo, mai eclatanti come il domatore o il mangiafuoco, ma sempre tra quelli che ti stupiscono di più.

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