Ci siamo: dopo un anno di lavoro, responsabilità e buoni propositi mantenuti (vero?), è giunto il momento di mollare gli ormeggi, lasciarsi cullare dal mare della nullafacenza – per quanto possibile – e godersi quello che, senza ombra di dubbio, è il momento più chillone dell’anno.
Perché il Natale può garbarvi o meno, cari i miei Grinch, ma il piacere di condividere tempo, calore e luci con chi si ama (leggasi: con chi vi pare), è un inconfutabile piacere.
E allora eccomi come di consueto a consigliarvi qualche posticino. L’anno scorso abbiamo fatto un giro d’Italia alla ricerca dei locali più festaioli, oggi restiamo nei paraggi della nostra tana-base, Milano, alla scoperta di location dove l’atmosfera natalizia non è esasperata, ma la coccola è assicurata, soprattutto per il palato.
Ristorante Koinè by Alberto Buratti, Legnano
Koinè è un termine greco che identifica il linguaggio condiviso, che si sovrappone a quello comune senza soffocarlo, ma andando anzi a creare unione costruttiva.
È da questa ispirazione che si lascia guidare lo Chef Alberto Buratti, forte di anni d’esperienza in blasonate cucine del mondo e mosso da una forte idea di condivisione, che racchiude con sofisticata semplicità nei suoi piatti, in un menu che parla la lingua della cucina lombarda, arricchita da contaminazioni universali.
In una cornice minimal estremamente raffinata, con pochi coperti e una grande attenzione all’accoglienza, Alberto propone di tanto in tanto degli eventi degustazione per me ormai imperdibili: dal brunch della domenica all’afternoon tea, spesso in collaborazione con la pasticceria Croma, sempre a Legnano, nata dalla mente brillante e dalle magiche manine della giovanissima Martina Gaibotti.
Un connubio ad alto tasso glicemico, attenzione: può creare dipendenza.
Shake Club Cocktail & Wine Bar, Rovellasca
Io ve lo dico: dei drink così non li avete mai visti e soprattutto bevuti. In tanti ci hanno provato, sull’onda della moda dei cocktail molecolari, in pochi ci riescono, solo qui resterete a bocca aperta.
Andiamo con ordine. Lo Shake è un posticino tranquillo con poche decine di coperti, luci soffuse e tanto legno scuro a scaldare le vostre serate natalizie. E non sarà solo l’atmosfera a scaldarvi, ma questo lo vedremo poi.
Tutt’intorno ai piccoli tavoli ci sono oggettini e soprammobili di ogni sorta che richiamano le mani, a sottolineare l’importanza della manualità quando si parla della sacra filosofia del mixology, perché qui i cocktail non sono solo – estremamente – belli, ma anche preparati con sapere e cura maniacali, scegliendo solo ingredienti premium.
Sapete da dove nasce la parola cocktail? Pare che nel 1400 i contadini britannici amassero riscaldarsi durante i lunghi inverni in campagna preparando e condividendo bevande molto alcoliche e molto colorate, che ricordavano loro le variopinte code di gallo: cock-tail.
Da Shake il colore è un punto forte nella lista che è infinita, e io non sono davvero in grado di spiegarvi a parole quel che ci troverete: alcolici che simulano cioccolate calde per i più golosi, giochi, gadget da portarvi a casa, set cinematografici, spiagge caraibiche, la vostra foto in un bicchiere, secret box. Non ci state capendo nulla, lo so. Andateci, possibilmente in taxi o con un astemio (lo faranno entrare?) che vi riporti a casa, perché non vi basterà provarne uno solo…
Lafa, Milano
Il Certosa District è un quartiere della periferia milanese oggetto di una forte riqualificazione urbana. Lungo Via Varesina stanno nascendo tante piccole deliziose realtà che profumano di paese e, a tratti, anche di mondo. Come Lafa: ristorante arabo nato proprio quest’anno per portare un soffio di Medio Oriente nella grigia Milano.
E attenzione, io per la cucina araba ho un amore viscerale ormai ventennale, che mi fa guardare con sospetto a qualsiasi attività che vada a stravolgerla o emularla.
Da Lafa però è tutta un’altra storia. Le grandi vetrate della sala lasciano entrare la fredda luce della città, quelle che danno sulla cucina fanno passare tutto il calore e i profumi di questa tradizione culinaria unica, fatta di spezie, frutta secca, carne e verdure. E poi ovviamente la lafa: un pane povero da accompagnare alle pietanze o da farcire e… condividere, parola chiave del nostro giretto gastronomico natalizio. (Per chi se lo stesse chiedendo, perché so che ve lo state chiedendo: sì, c’è anche l’hummus!).
Buon Natale Wheelerz, che sia pieno di gioia e cose buone!

























