La fine dell’anno. Ora davvero si può rallentare, dopo il frenetico susseguirsi degli eventi natalizi e archiviati i pensieri sul da farsi a Capodanno, è tempo di scalare marcia e veleggiare un po’, prima di riprendere a pieno ritmo il tran tran dell’anno nuovo.

È il momento di prendere fiato, coccolasi, lasciarsi ispirare. Di riguardare quel film che non vedi da tanto, finire quel libro dimenticato sul comodino da troppo tempo o perché no, iniziarne uno nuovo. Ma che sia leggero, stimolante, illuminante, come è stato per me Santo Palato, di Sarah Cicolini.

Di lei vi ho già parlato tra le pagine di Wheelz, non in questa sua nuova veste di scrittrice, ma nei panni in cui l’ho conosciuta: quelli di Chef nel suo ristorante romano, Santo Palato, appunto.

Ho molte cose in comune con Sarah, l’ho capito subito pur avendola vissuta davvero poco di persona, me l’ha confermato lo scorrere di questo suo scritto. In primis l’amore viscerale per il cibo, lei in cucina da creatrice, io in sala da fruitrice.

Poi ci accomunano le origini abruzzesi, lei di nascita io no, ma siamo entrambe legate in maniera indissolubile al nostro paesello adagiato su una collina lambita dalle pendici della Majella, un luogo dove il buon cibo è sacro e si fonde in un perfetto matrimonio tra il mare e la montagna.

Un’altra cosa che credo mi avvicini a Sarah è quell’immagine un po’ dura che lasciamo trasparire, a nascondere in realtà una dolcezza che neanche i maritozzi di Santo Palato…

Per questo sono rimasta stupita nel leggere, sulla quarta di copertina: “Sarah Cicolini è una giovane donna che non ha paura”.

Mh, non lo so se non ha avuto paura quando giovanissima ha mollato tutto – compresi gli studi di medicina – per aprire non uno, ma due locali nella Capitale. Non credo non abbia avuto paura quando si è ritrovata ad avere un successo inaspettato più grande di lei, non credo non abbia avuto paura quando ha intrapreso anche quest’ennesima avventura da narratrice. Essere coraggiosi non significa non avere paura.

E lo si evince nelle quasi 200 pagine che ne raccontano la storia: Sarah di paure ne ha avute eccome, ma è sempre stata più cazzuta di loro, dosando determinazione e un’insospettabile dolcezza, per quella che – passatemi la banalità – è stata una ricetta decisamente vincente.

Ora non sono qui con la presunzione di recensire un libro, ma solo di consigliarvelo, quindi non posso dirvi di più, se non che tra un racconto di vita e l’altro troverete alcune delle ricettine top della Cicolini, tutte da provare.

Io mi cimenterò con la sua iconica carbonara, preparata con la pasta rigorosamente “al chiodo”.

Vi farò sapere…

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