L’ultima creazione di Jeremy Tagand per Deus Ex Machina è questa Moto Guzzi 850 T3 del 1975 customizzata con pezzi provenienti da tutto il mondo e da moto che hanno fatto la storia.

L’impronta caratteristica di Deus Ex Machina è evidente in questa build: elementi ricercati, dettagli impensabili, stile unico, tanto carattere e guidabilità… è il magico tocco, che potremmo definire “divino”, del brand australiano che fa luccicare ogni special che porta il suo nome.

Questa è una Moto Guzzi 850 T3 del 1975, trasformata in tutto e per tutto, e ribattezzata “The W.T.S. Guzzi” dove W.T.S. sta per Westlake Tagand Special: Westlake come il sobborgo australiano sopra la Gold Coast, Tagand come Jeremy Tagand, la mente dietro alla realizzazione, appunto, di questa Special.

E come ogni special che si rispetti anche la Guzzi W.T.S. cela una storia. Il lavoro è stato commissionato da Roger, un affezionato del mondo Deus e della #DeusFamily che nel corso degli anni ha posseduto più di 20 moto, e tutte hanno subito il “trattamento Deus”. Questa Guzzi del ’75 però è senza dubbio la moto più importante della collezione di Roger, l’ultima arrivata ma la prima per emozioni trasmesse.

Nella sua lunga vita di oltre quarant’anni questa Guzzi T3 è stata acquistata da Roger da un appassionato australiano del marchio di Mandello del Lario. La moto non era messa male ma non era nemmeno nelle migliori condizioni. Per questo Roger si è subito affidato all’esperienza e alla creatività di Jeremy Tagand, il capo del reparto customizzazione Deus Australia.

Roger ha portato il suo gioiello su ruote al Tempio dell’Entusiasmo di Sydney, a.k.a. The House of Simple Pleasure, dove ha spiegato nei minimi dettagli a Jeremy quello che aveva in mente. 

Il francese, ormai “naturalizzato” australiano, si è messo subito all’opera spogliando interamente la moto. 

Il motore è stato completamente restaurato per garantire la massima prestazione, la frizione è stata sostituita. Per migliorare l’esperienza di guida i carburatori originali sono stati sostituiti con un paio di Dell’Orto da 30mm. Nel frattempo Roger non è stato con le mani in mano ma si è messo alla ricerca di parti di ricambio per rendere la sua moto unica: non cercava necessariamente pezzi Moto Guzzi, bastava che si potessero adattare alla W.T.S. e che potessero conferire maggior carattere al risultato finale.

 

 

Jeremy ha affidato i cerchioni originali a Spoked Wheels per farli rimettere completamente a nuovo: al posteriore è stato montato un canale maggiorato per poter utilizzare una gomma di dimensioni maggiori. I cerchioni esterni e i mozzi sono stati verniciati a polvere in nero, mentre i raggi sono stati sostituiti con un set nuovo di zecca di acciaio inossidabili e lasciati nel loro lucido colore naturale. Infine sono stati montati un paio di pneumatici Metzeler Lasertec.

Contemporaneamente Jeremy si è occupato del reparto sospensioni: al posteriore ha montato un paio di ammortizzatori Matris forniti da Shock Treatment; all’anteriore Jeremy ha optato per un restauro sostituendo le componenti interne, lucidando gli steli e le piastre di sterzo e completando il lavoro con degli stabilizzatori Made in Italy Tarozzi.

Dall’azienda Tarozzi arrivano anche le pedane sportive che si sposano perfettamente con i nuovi semi-manubri Ace e che assieme garantiscono la migliore triangolazione sella-pedane-manubrio per affrontare con sicurezza qualsiasi tipo di curva.

A questo punto bisognava concentrarsi sull’estetica e sul mettere assieme le parti trovate in giro per il mondo da Roger. Jeremy si è trovato davanti a una grande sfida perché Roger aveva recuperato parti di tante moto e metterle insieme, farle combaciare l’un l’altra senza compromettere la funzionalità della moto, non era così semplice.

Un rompicapo.

È stato un vero puzzle per Jeremy: il primo pezzo da posizionare è stato il nuovo scintillante serbatoio in lega Stein-Dinse proveniente dalla Germania. A seguire Jeremy ha modificato, per poterla montare sulla Guzzi, la base sella con codino di una Dresda Triton che Roger aveva tenuto in garage per trent’anni. Le tabelle porta-numero erano originariamente progettate per una Triumph Thruxton. E, finalmente, il pezzo forte della W.T.S., lo stupendo faro anteriore con cupolino bikini direttamente da una Norton Manx, che dona all’insieme un tratto davvero speciale.

L’impianto di scarico 2 in 2 è stato derivato da un set di marmitte appartenente a una BSA Rocket Goldstar grazie al lavoro di Hi-Tec Mufflers che ha adattato i terminali a dei collettori in acciaio realizzati su misura. E dopo un brillante lavoro sull’elettronica per rendere questa Guzzi del ’75 un po’ più moderna con accensione elettrica, strumentazione Acewell e degli indicatori di direzione Atto DF, mancava solo un elemento per completare il progetto: la sella. E per andare d’accordo con il carattere di questa special non bastava una sella qualunque, per questo Jeremy si è rivolto a Badarse Trim Co. per far realizzare un pezzo unico in vera pelle di coccodrillo.

È stato un vero puzzle per Jeremy: il primo pezzo da posizionare è stato il nuovo scintillante serbatoio in lega Stein-Dinse proveniente dalla Germania. A seguire Jeremy ha modificato, per poterla montare sulla Guzzi, la base sella con codino di una Dresda Triton che Roger aveva tenuto in garage per trent’anni. Le tabelle porta-numero erano originariamente progettate per una Triumph Thruxton. E, finalmente, il pezzo forte della W.T.S., lo stupendo faro anteriore con cupolino bikini direttamente da una Norton Manx, che dona all’insieme un tratto davvero speciale.

La moto era completa, ogni singolo pezzo era funzionante e al suo posto ma mancava ancora qualcosa… del colore. Dopo aver smontato (per l’ultima volta) la Guzzi T3, Jeremy si è rivolto a Dutchy’s Motorcycle Spray Painting per far verniciare motore e carrozzeria. Dutchy è il migliore e questa non è la prima volta che collabora con Deus Ex Machina, e come di consueto ha realizzato la sua magia: il motore è stato verniciato di nero mentre i copri valvole sono stati lasciati lucidati per bene, per la carrozzeria Roger ha voluto anche qui lasciare spazio alla sua immaginazione e trovare un colore speciale… per questo ha scelto un colore dal catalogo Porsche 911, il “Miami Blue”, un colore acceso e sofisticato. Gli ultimi tocchi sono stati il logo W.T.S. che riprende lo stile dello storico logo A.J.S. e la firma “Deus” sul carter.

La Westlake Tagand Special era finalmente finita, completa di tutto e pronta per mordere l’asfalto australiano. Una moto che in inglese potrebbe perfettamente incarnare il termine “bitsa” che noi possiamo tradurre con “un po’ di tutto”… una moto che raccoglie in sé elementi provenienti da più epoche, da tutto il mondo e da tante moto che hanno fatto la storia del motociclismo. Un’opera d’arte? Può darsi!