GIORNATA DI PRESENTAZIONE ESCLUSIVA, QUELLA ORGANIZZATA DA ALPA DISTRIBUTION, IL PUNTO DI RIFERIMENTO ITALIANO QUANDO SI PARLA DI MARCHI COME BELL, SCHUBERTH E DJI. UN’OCCASIONE ISTITUZIONALE PER CONOSCERE LE  NOVITÀ DEL CATALOGO DEL GRUPPO, CON UN CONTORNO IMPERDIBILE: LE MOTO DELLA DAKAR E UN CIRCUITO A DISPOSIZIONE…

… Quello di Troffarello. Siamo alle porte di Torino, è questa la struttura che ha ospitato quello che possiamo definire un “contorno esclusivo” alla giornata di presentazione organizzata da Alpa Distribution, “sorella” di Fowa e Nital, ossia i distributori per l’Italia dei marchi Bell, Schuberth, DJI e Nikon, giusto per citarne alcuni. Con un portfolio di brand e di prodotti sempre più strutturato, nel corso di questa giornata di presentazione Alpa ha puntato i riflettori sulle novità del gruppo, delle quali vi parleremo nel corso delle prossime settimane. Sì perché noi i riflettori li abbiamo puntati sulle dakariane presenti all’evento, un’occasione più unica che rara di mettere le mani su alcune delle moto che hanno partecipato alla Dakar. Per questo a Troffarello abbiamo mandato il nostro precision rider Rosco Felcher e questa giornata “esperienziale” ce la racconta lui stesso, anche attraverso una selezione di immagini esclusive.

“Moto della Dakar?! Beh, logicamente io mi sono immediatamente reso disponibile! Come farsi scappare un’occasione del genere?

L’appuntamento era fissato alla pista di Motocross di Troffarello, tracciato divertente e con caratteristiche tecniche interessanti. Ad attenderci, con me c’era “Cippo”, l’autore delle immagini, un cielo plumbeo e una temperatura tutt’altro che primaverile. Poco male, il tempo di un caffè, registrazione fatta ed ecco un bel sole che fa capolino tra le nubi. Ci sono le moto e abbiamo un’ora di tempo all’interno del fettucciato realizzato per l’occasione ma soprattutto nella pista vera e propria, quella da cross. Nella testa c’erano già loro 3, la Husqvarna 2020 di Franco Picco, la KTM 2015 con telaio perimetrale e una Beta super compatta.

Inutile dire che mi sono infilato nella pista da cross senza neanche fare un giro nel fettucciato, così da testare queste moto in situazioni di intenso stress sia per il mezzo meccanico che per me”.

“Salgo sul Kappa e cerco un attimo di capire su che cosa mi sono seduto: il serbatoio è enorme, e se non bastasse ce n’è uno anche posteriore. Il bilanciamento non è dei più semplici ma alla fine ci si adatta abbastanza in fretta; la strumentazione con il road map è decisamente ingombrante, non ti concede una visuale libera, non hai lo sguardo sui primi 5 metri davanti a te e devi alzare gli occhi per guardare un pò più avanti. 

Il peso si fa sentire ed ho un terzo di carico di benzina, ma dopo 3-4 giri comincio a prenderci la mano al punto che affrontare le salite ed i salti diventa naturale.

Sceso dal “mostro austriaco” salgo sulla Beta, mi aveva incuriosito perché le modifiche fatte sul telaio e sulle geometrie le reputo importanti. Chissà se l’italiana ha perso quella sua proverbiale agilità, mi domando”.

“E invece mi ritrovo ad affrontare le prime curve con semplicità e naturalezza, come se stessi testando la 450 di produzione; logicamente il serbatoio posteriore e la strumentazione si fanno un po’ sentire ma alla fine del terzo giro mi rendo conto che chiudo tranquillamente tutti i salti e ho una percorrenza di tutto rispetto.

Il tempo di fermarmi un minuto e fare due chiacchiere ed arriva il mio turno per provare la Husqy 450 di Franco Picco”.

“Salgo e mi sistemo per affrontare il turno di prova, ho un certa apprensione, il rispetto che ho per un pilota come Picco e l’onore di poter guidare la sua moto, si fanno sentire.

Ma una volta infilato il casco e messo la prima, il mondo scompare, e sei completamente immerso nel guidare la moto e a godere delle sensazioni che ti riesce a trasmettere.

Devo essere sincero… È stata una figata pazzesca!”

Credits

Testi: Rosco Felcher

Foto: Maurizio Cipolla