Fantasmi, adrenalina, vita e musica in un luogo assurdo

 

Le grida riecheggiano davanti alla canonica. Nel borgo contadino, con giochi improvvisati, i ragazzini fanno casino tra le cascine. Questo non cambia mai. Attorno, tutto è verde e carico d’ossigeno. In casa si respira profumo di torta della nonna. Fuori, i rumori e gli odori di bestiame e agricoltura tipici delle colline negli Anni 50.

“Bisogna lasciare le abitazioni, ma si va in un posto migliore”. Un sogno. Negli Anni 60 una visione imprenditoriale crea uno shock alla comunità e al territorio. Le ruspe, le case baracca, le imprese edili, il cementificio. Una collina abbattuta per capriccio e nuove strade.

La Las Vegas italiana prende forma con un mix di stili ispirati alle meraviglie del mondo. Salendo verso la collina si svela una struttura mastodontica, con un alto minareto. Si arriva alla piazza attorniata da pagode in stile imperiale che si fondono col panorama dell’Adda e del Resegone. Un lago artificiale, ponti e fontane ovunque, negozi, ristoranti, una sala gioco e la balera all’aperto più grande d’Italia. C’è pure un trenino su rotaie.

I sorrisi della gente. Le foto con i personaggi famosi. I balli sfrenati. Le grida riecheggiano nell’aria.

 

“A CONSONNO È SEMPRE FESTA”.

Ma la natura chiede il conto. La strada d’accesso frana. Rovi, sporcizia e abbandono introducono la Las Vegas Italiana negli Anni 70. Comunità hippy e curiosi si aggirano tra le strutture in disuso. Qualcuno vive ancora lì e si occupa della terra, come una volta.

Sulle strade agibili i ragazzi dei paesi limitrofi si danno appuntamento per sfidarsi in discesa sui carretti. Prototipi artigianali improvvisati. Legno, lamiere e ruote riciclate provenienti da qualche officina nei dintorni. Non ci sono freni.

Si corre veloci verso gli Anni 80-90, quando la natura prende il sopravvento. Un ospizio attivo tiene il territorio in bilico tra l’oblio e i fantasmi di un tempo. E poi arrivano gli anni 2000, che fanno sprofondare la Città Fantasma nel punto più basso. Personaggi bizzarri che spaccano e rubano ciò che è rimasto. Vetri rotti, arredi distrutti e macerie.

La musica techno riecheggia nell’aria, fregandosene di permessi e autorizzazioni. Lingue straniere, sostanze stupefacenti, balli sfrenati. Si fa after. Qualcuno si stacca dalla zona del rave per distruggere tutto quello che trova.

I contadini reclamano i propri campi. Nel 2010 il comune di Olginate ricostruisce la strada d’accesso al Borgo. Quel nastro annodato d’asfalto è chiuso da una sbarra. Tra gli skater la voce corre veloce. Con il passare dei weekend il gruppo cresce. Nasce una community, si crea un’associazione sportiva. Si sperimenta, si cade, ci si sbuccia. La velocità della discesa. L’adrenalina. Le grida riecheggiano nell’aria.

 

Nel 2017 Consonno DH diventa il primo spot ufficiale in Europa per la pratica dello skateboard downhill.

 

Si organizzano eventi di longboard e skateboard che attirano atleti, appassionati e curiosi da tutt’Italia e dal mondo. I gruppi punk sgomitano per suonare al centro del tornante più incazzato del Bel Paese. In piazza i contest di skateboard danno spettacolo finché non cala il buio e oltre. La musica si trascina fino a notte fonda. L’esigenza di prendersi cura del posto diventa un desiderio condiviso da tutti. Il comune di Olginate affida all’Associazione l’unico stabile rimasto integro presso la piazza.

Ad aprile Consonno apre le sbarre. Una collaborazione di persone e associazioni del territorio per riscrivere il futuro della Città Fantasma, con attività sportive e culturali presso il BAR DI CONSONNO. Nuovi sport outdoor e street, eventi tematici, musica, arte, visite guidate del borgo fantasma e tantissimo altro da scoprire. Tutto il calendario delle attività e degli eventi lo trovate sul sito di Sbanda Brianza (QUI) e su IG (QUI).

Pulire, fare giardinaggio, imbiancare, allestire, organizzare il bar e il servizio food. Il sabato si scende in tavola. Domenica si sperimenta con arte, musica e convivialità. Si fa festa. Skaters, punk rockers, artisti, amici e volontari convogliano energie positive, scacciando i fantasmi. Le grida riecheggiano ancora nell’aria.

Il cartello arrugginito sulla strada di accesso ricorda ancora che “A CONSONNO È SEMPRE FESTA”.

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