Lo scorso 20 settembre è andata in scena, a Firenze, la prima edizione della Circo Parade: un evento insolito, una parata pittoresca e goliardica organizzata dai ragazzi di Classic Special Firenze, con l’obiettivo di sensibilizzare e richiamare l’attenzione su un tema importante: l’autismo infantile.

LIFE IS A CIRCUS, ENJOY THE SHOW

“Il sole splende in cielo, gli uccellini stanno cinguettando e motociclette con a bordo ballerine, clown e donne barbute stanno rombando in strada. Decine di motociclisti, sfoggiando il loro miglior spirito goliardico, si trasformeranno per un giorno in clown, giocolieri, saltimbanchi, ballerine e mangiafuoco. In sella alle loro due ruote andranno a sfilare per le più belle strade e piazze della città allo scopo di divertirsi e far divertire ma anche di sensibilizzare le persone alla tutela del bene più grande che abbiamo, i nostri bambini”.

Si presenta così la prima edizione di Circo Parade, l’evento organizzato dall’associazione culturale Classic Special Firenze, capitanata da Manfredi Merciai, presidente giunto al secondo mandato da quando si è costituita l’associazione nel 2018. Così, lo scorso 20 settembre, ha sfilato per le strade e le piazze del capoluogo Toscano un circo umano fatto di motociclisti di ogni stile e genere, accomunati da un unico obiettivo: sensibilizzare alla conoscenza e al trattamento dell’autismo infantile, sindrome comportamentale causata da un disturbo dello sviluppo biologicamente determinato, con esordio nei primi tre anni di vita. Ospite dell’evento, La Valigia delle Idee, associazione operante nell’area fiorentina che si occupa di diversi tipi di disabilità e situazioni problematiche, tra cui supportare le famiglie con bambini autistici.

Dress code richiesto? Il più bizzarro di sempre! A tema circense, appunto, tutti i partecipanti erano invitati a vestire i panni dei personaggi che più hanno ammirato da bambini, dalla donna barbuta al trapezista, i lanciatori di coltelli, i trapezisti e, naturalmente, i clown.

L’idea della Circo Parade nasce una sera d’estate, seduti in una piazza di Firenze con una birra ghiacciata in mano, guardando un gruppo di bambini rapiti ad ammirare uno spettacolo di artisti di strada intenti a esibirsi di fronte alle nostre moto parcheggiate… Le moto, i bambini, gli artisti di strada…il Circo! Li è nata la scintilla, concretizzatasi poi nel pieno periodo del lockdown.

 Ci sono due modi di pensare un evento, lasciare che gli aspetti tecnici, oggettivi e freddi, tessano la tela della storia o cercare di trasformare l’insieme disordinato delle aspettative, delle emozioni e degli obiettivi, che l’idea dell’evento ha creato, in realtà. Immaginare decine di persone che, indipendentemente dalla loro provenienza, credo o linea di pensiero, in sella alle loro motociclette (qualsiasi esse siano, perché la moto deve sempre unire e mai dividere), rispolverando lo spirito più goliardico del circo classico, degli spettacoli viaggianti di inizio secolo, un trionfo dell’allegria sulla giungla urbana, possa padroneggiare le piazze più belle d’Italia, ed allo stesso tempo sensibilizzare le persone alla tutela del bene più prezioso che abbiamo, i nostri bambini, è stato il motivo che ci ha convinto a lanciarci in quest’avventura.

Anche se viviamo in un’epoca in cui anche l’argomento più delicato è mercificato, noi crediamo ancora che esistano dei confini moralmente invalicabili e, oggi, cercare di creare un evento, totalmente gratuito per tutti i partecipanti, al solo scopo di creare un messaggio aggregante e di felicità, soprattutto nel periodo storico che stiamo vivendo, è il traguardo che vogliamo raggiungere. Quest’anno il tema che abbiamo deciso di affrontare è l’autismo infantile, una sindrome comportamentale causata da un disturbo dello sviluppo biologicamente determinato, con esordio nei primi tre anni di vita. Ad oggi le cause dell’autismo sono ancora ignote. 

 

 Gli ingredienti sono pochi ma mischiarli non è semplice. 

Corre l’anno 2020, un anno che, ormai è certo, passerà alla storia. I sollevatori di pesi, i trapezisti, le donne barbute e i lanciatori di coltelli, in sella alle loro moto, che siano esse frutto della forza dell’adattamento, vecchie moto personalizzate, opere d’arte su ruote che sfiorano il secolo di vita o bolidi moderni provvisti di ogni optional e comodità, attraverseranno le strade cittadine come un serraglio itinerante del vecchio millennio, una carovana di giocolieri e saltimbanchi che annuncia alla città il loro importante messaggio“.

Ph: Francesca Nardoni

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