Ha un cane, Roscoe. Un bulldog vegano da più di un milione di followers su Instagram. +44, il suo brand che prende il nome dal numero di gara che da sempre lo accompagna, ospita collaborazioni eccezionali come quelle con Takashi Murakami, artista e scultore giapponese tra i più influenti dell’arte contemporanea.
Per Dior ha appena firmato una capsule collection dedicata agli sport invernali e qualche anno fa ha rappato nel pezzo Pipe di Christina Aguilera sotto lo pseudonimo XNDA. Sì, poi nel tempo libero sta – ehmmmm – “dando una mano” nientepopodimeno che a Brad Pitt, al regista Joseph Kosinski e al produttore di Top Gun: Maverick Jerry Bruckheimer per realizzare il film più verosimile di tutti i tempi. Argomento? La Formula 1, ovviamente.
Signore e signori, stiamo parlando di Lewis Hamilton, uomo poliedrico e dal multiforme ingegno, pilota del Circus più vincente di sempre e, last but not least, icona assoluta quando si parla di moda.

Il 7 volte Campione del Mondo, armato fino ai denti di un innato senso dello stile, negli anni e più o meno volutamente è stato in grado di stravolgere l’immagine classica della Formula 1, proponendo un mix perfettamente riuscito di talento cristallino, personalità e immagine, con buona pace di chi ancora nel paddock indossa jeans e maglia del team…
Finché ha un volante tra le mani, Hamilton è lo straordinario pilota che ha appena salutato Mercedes, con i cui motori ha corso per 18 stagioni in Formula 1, per approdare a Maranello. Ma appena fuori dall’abitacolo della monoposto, è colui che sceglie un total look Dior casualmente rosso Ferrari in occasione della firma con la nuova scuderia…
Lewis ha portato un certo tipo di moda dove non era ancora mai entrata. Già perché se da sempre gli spalti dei GP brillano di attori e modelle, griffes e bollicine, nettamente più rigorosa è invece l’atmosfera dei box e in pit-lane: sponsorship discrete e niente eccessi, please, qui si fa sul serio. Insomma, la mission di trasformare un ambiente così monoliticamente conservative, in una scintillante passerella di moda, poteva riuscire solo a lui, che in quanto a carattere, estro e carisma, tra i suoi colleghi ha ben pochi rivali.
Fuori dalla pista Lewis Hamilton si fa interprete di una moda non convenzionale, ma nemmeno forzosamente irriverente. I suoi look giocano con i volumi, reinterpretano classici dello streetstyle in chiave glam, esagerano armoniosamente con scollature e ampiezze. Il tutto, con un debole, che diventa una vera e propria cifra stilistica, per l’over-oversize.
Hamilton è in grado di indossare nell’everyday life un’intera collezione di Rick Owens, stilista provocatorio, graffiante e parecchio dark nonché firma di punta nella sua cabina armadio, con la nonchalance di una star al MET Gala. Lo ha fatto sfoggiando un outfit ispirato alla carrozzeria di un’auto, un onepiece tie&dye e persino una tuta ripresa da quelle da pilota, ma realizzata totalmente in paillettes (e, manco a dirlo, con fit over).
In quanto a pantaloni (e look) baggy, l’abbiamo visto puntare più e più volte nel corso dell’anno su Balmain e Bottega Veneta, di cui ha scelto spesso anche completi monocolor customizzati come al GP di Las Vegas.
È stato in grado anche di indossare panni da “cattivo dei fumetti” senza perdere un grammo di credibilità: tipo il look Prada sfoggiato all’ultimo GP di Imola o il Ferragamo total black del gala dinner Reimagining The Future 2024.
Ma riesce ad essere davvero stilish anche quando rompe gli schemi del classico e veste Burberry, Gucci o Vuitton dettando le proprie regole: pinces pants a tutto volume, con creepers e work boots d’ordinanza e pull sempre portato a pelle.
L’amore di Lewis Hamilton per la moda e la sua attitudine a farla propria sono stati uno dei booster della collection DIOR AND LEWIS HAMILTON, una winter capsule dedicata a chi ama gli sport invernali nella quale il pilota ha potuto mettere a frutto il suo know how al fianco di Kim Jones, direttore artistico Dior Uomo.
Il risultato è una collezione lifestyle che non ha niente a che fare con il Circus, che traduce invece un dialogo sulle origini e i valori comuni, tra silhouette – indovinate un po’? – oversize!, performance dei materiali, design e sostenibilità. Un mix di cultura dell’outdoor dell’Hamilton extra-Formula, del suo patrimonio genetico e della tradizione parigina della maison, il tutto in chiave super contemporanea, globale e nata per durare.
Un po’ come il mito del Campione, che tanto al volante quanto in fatto di stile, sembra proprio essere sempre un passo avanti a tutti.















































