Scusate, ma non era estate ieri? Sono appena tornato da una ride in moto sulle mie montagne e tra fango, neve e freddo mi sono letteralmente ghiacciato i gioielli di famiglia… Ma esattamente, quando cazzo è arrivato l’inverno? Sembra dicembre… E invece siamo a ottobre, ma guarda caso oggi vi parlo proprio di ghiaccio. O meglio, di un uomo di ghiaccio. Oggi vi racconto la storia di ICEMAN. No, non quello di Top Gun, l’altro, quello altrettanto veloce, ma più incazzato.

Ok, stappatevi una birra e mettetevi comodi, che il nostro protagonista apprezzerebbe sicuramente.

Da dove iniziamo? Dunque, avete presente i piloti di Formula 1? Quelli belli come modelli, con la faccia pulita, sempre eleganti, raffinati, ottimi comunicatori… Quelli che li vedi perfettamente a loro agio e sempre sorridenti davanti alle telecamere o a qualche evento mondano con smoking, coppa di champagne e top model sottobraccio… Ecco, dimenticatevene completamente.

Il nostro eroe potrebbe tranquillamente vivere in una baita isolata in Lapponia e passare le giornate a prendere a calci in culo gli orsi o pescando salmoni a schiaffi. La sua storia inizia 44 anni fa a Espoo, in Finlandia, dove se non diventi un elfo di Babbo Natale puoi solo fare il pilota.

Lui il fisico dell’elfo non ce l’aveva, ma andava maledettamente forte in macchina.

Glaciale e velocissimo in pista, è stato capace di vincere con i motori V10, V8 e anche V6. È stato competitivo nel mondiale Rally e pure in Nascar. Ha corso persino una gara di powerboat, con lo pseudonimo di James Hunt e vestito da gorilla!

Capace di rimonte furiose e sorpassi al limite dell’impossibile, è stato addirittura premiato dalla Fia per aver guadagnato ben 10 posizioni (10!) in un unico fottuto giro. Ha esordito in F1 con un 6° posto al volante della Sauber senza essere mai passato per le categorie propedeutiche. Talmente freddo che è riuscito pure ad addormentarsi nell’abitacolo nei momenti precedenti la partenza.

Lui non ha mai avuto una famiglia che lo spingesse, né sponsor che lo aiutassero. Solo un gran manico e una velocità innata fuori dal comune.

Ha vinto con McLaren, ma è con Ferrari che è diventato Campione del Mondo. Un sondaggio dice che sia il pilota della Rossa di Maranello più amato dopo Michael Schumacher.

E tutto questo senza MAI scendere a compromessi, senza voler sidimostrare simpatico, senza vendersi sui social, sfanculando allegramente i media e regalandoci alcune perle che rimarranno per sempre nella storia del Motorsport. È stato tanto amato dai tifosi quanto odiato e temuto dai giornalisti, che non sapevano mai cosa aspettarsi in una sua intervista. Sempre che la concedesse, l’intervista…

Kimi Raikkonen è Iceman, ed è l’ultimo fottuta rockstar della Formula 1.

Lo so, vi sta già simpatico, ma aspettate di leggere qualche altra curiosità e capirete perché è il mio pilota F1 preferito di sempre. Vediamo, da dove inizio? Dalla più famosa dai.

Gran Premio di Montecarlo 2006. Kimi è al volante della McLaren e sta lottando per la vittoria contro Alonso. Purtroppo, il motore della sua MP4-21 cede e Kimi “parcheggia” l’auto lungo il muretto che delimita la pista. È in quel momento che Iceman diventa leggenda. Scende dall’auto e invece di dirigersi ai box, inspiegabilmente prende la strada contraria verso il porto, salta le protezioni e sale tranquillamente sul suo yacht ormeggiato proprio di fronte alla chicane. Senza nemmeno togliersi il casco. Finita qui? No, ovviamente… Kimi riappare dopo qualche minuto in costume e, come niente fosse, si siede a prua dell’imbarcazione con una birra in mano a godersi il resto del GP.

Alle domande dei giornalisti risponderà così: “La barca era a due passi e poi la mia gara era finita, che c’è di strano?”. Ma infatti, che c’è di strano?

Stile da atleta? Come no… Ha dichiarato che bere e fumare ha migliorato il suo modo di vivere. Giustamente se ad uno piace leggere, legge. Se uno si sente bene a bere e fumare, beh, beve e fuma…

Un po’ come quando ha dichiarato che tra il GP del Bahrain e quello di Spagna nel 2013 ha passato 16 giorni a sbronzarsi perché doveva staccare la spina. Giustificando tutto con “Deve essere divertente. Se qualcuno ti dice sempre di fare cose che non ti divertono, alla lunga non andrai bene”. Come dargli torto.

E le sue celebri interviste?

Giornalista: “Kimi ci puoi dire qualche parola in italiano?”, e Kimi “No, ma puoi dirla tu se vuoi…”.

O quella volta che in Brasile il commentatore ed ex pilota Martin Brundle gli chiese perché non fosse andato a salutare O’Rey Pelè, e lui rispose candidamente “Eh, stavo c…..o”.

E ancora, “Kimi perché hai scelto la Formula 1?”, risposta: “Perché posso alzarmi tardi”.

Giornalista “Kimi qual è il momento più emozionante della gara?”, Kimi “La partenza”. Il giornalista lo incalza “E il più noioso?”, Iceman “Adesso”.

Sipario.

Kimi potrebbe essere tranquillamente uno dei personaggi di un film di Guy Ritchie o di Quentin Tarantino. Me lo immagino serafico a fare il killer che parla poco e si esprime solo con freddure.

E per voi Wheelerz integralisti delle due ruote, ho altre due chicche. Kimi è un grande appassionato di motocross e dal 2022 è nientemeno che Team Principal del Team Ufficiale Kawasaki in MXGP (esatto, è il boss di Romain Febvre e Ben Watson).

E visto che è un figo, ha in garage ben due moto prodotte personalmente per lui da quei geniacci di Walz Hardcore Cycles, la Iceman e la Iceman II. Ora avete capito perché lo adoro?

Ah già dimenticavo, buon compleanno Iceman!

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