Wikipedia dice che Edward Louis Severson III è uno degli esponenti più rappresentativi del movimento grunge. Movimento al quale peraltro, come ben sapete, io sono molto affezionato. E noi siamo d’accordo con Wikipedia, ma il protagonista di oggi è e rappresenta molto più di questo.
Niente biografia stavolta, quella ve la cercate voi, mica posso fare tutto io…
Piuttosto voglio parlarvi dell’uomo dietro al microfono, capace di coinvolgere le folle come pochi: poliedrico, carismatico, magnetico.

Il nostro Edward, Eddie, trascende dal grunge. È stato capace negli anni di uscire dal clichè della rockstar maledetta tutta eccessi e sofferenza. È riuscito a evolversi e a costruirsi un’incredibile carriera fatta di concerti memorabili, dischi grandiosi, collaborazioni praticamente mitologiche e perfino apparizioni cinematografiche.
Vogliamo parlare anche del suo attivismo politico e sociale? Ambientalismo, diritti umani, guerre note e dimenticate, temi sensibili. Ma anche le battaglie per l’ambiente, la creazione di eventi a scopo benefico, i festival e le iniziative a favore dei più deboli.
Come la recente partecipazione alla Teenage Cancer Trust organizzata da Roger Daltrey degli Who, ma anche l’iniziativa benefica con l’artista Keegan Hall, che nel 2021 raccolse 100.000 dollari in un’ora grazie alla vendita di 200 stampe in edizione limitata firmate e numerate sia da lui che da Eddie. Incasso interamente devoluto alla ricerca sulle malattie genetiche infantili.
L’impegno sociale, tra l’altro, è una costante della sua vita. La partecipazione al Tibetan Freedom Concert di New York è datata 1997. Negli anni è solo cresciuta la potenza di fuoco, fino alla creazione nel 2016 dell’Ohana Festival, dedicato a una delle sue passioni più grandi: il surf. L’impegno continuo assieme alla splendida moglie Jill Kristin McCormick e alla loro Fondazione EB Research Partnership è sempre stato messo al servizio di nobili cause.

Paraculo? Certo. Piacione? Anche. Però sapete una cosa? A me fottesega: ha sfruttato la sua immensa popolarità e il suo innato carisma per portare sotto i riflettori temi scottanti e si è sempre schierato dalla parte di chi non ha voce. Poteva starsene tranquillamente seduto sul divano a godersi la bella vita, invece ci ha sempre messo faccia e cuore, facendosi un culo tanto.
Quindi chapeau.

E poi la sua voce. Quella cazzo di voce che sembra uscire da una caverna quando prende le note basse, e quando si alza di qualche ottava fa vibrare anche le corde dell’anima.
Quella voce che gli ha permesso di cantare e suonare con artisti del calibro di Ben Harper, Bruce Springsteen, Tom Morello, Neil Young, Coldplay, R.E.M., Rolling Stones, Beyoncé, QOTSA, Kings of Lion. Ha suonato perfino con Johnny Depp!
Ha fatto parte della SUPERBAND Temple of the Dog assieme all’immenso Chris Cornell e si è esibito pure con i Doors. Scava scava, verrà fuori che ha fatto anche una jam con i Casadei! Che comunque non sarebbe così improbabile, vista la sua passione per il Bel Paese.
Visto che voi Wheelerz siete anche degli esperti cinefili, prendetevi due ore e riguardatevi Singles, film manifesto del grunge.
La pellicola, ambientata ovviamente in quel di Seattle, forse non è un capolavoro, ma scorre veloce. La colonna sonora è spaventosamente bella e il cast, tra protagonisti, camei ed apparizioni, è a dir poco incredibile.
Nella pellicola ci sono scene prese direttamente da esibizioni live dei primi Soundgarden con un giovanissimo Chris Cornell alla voce, Layne Staley e gli Alice in Chains ancora poco famosi. E poi, nella parte di un componente del gruppo rock di uno dei protagonisti (Matt Dillon), ecco spuntare il faccione imberbe del nostro Eddie (fedelmente supportato da Jeff Ament e Stone Gossard, naturalmente).
Stavolta, miei cari Wheelerz, vi lascio quindi non uno, ma ben due consigli. Tranquilli, restiamo nel chill oggi, che siamo quasi a Natale, fuori fa un freddo becco e la serata concilia… Apritevi una buona birra, preparate i pop-corn e spalmatevi sul divano a gustarvi Singles: sarà un po’ come tornare adolescenti per una notte.
Oppure, stravaccatevi sulla vostra poltrona preferita, versatevi due dita di single malt, infilatevi le cuffie e ascoltate questa playlist che ho scelto per voi.














