Benelli irrompe nel segmento emergente delle carenate di media cilindrata evocando un nome storico per la Casa: Tornado. Non si tratta però di una supersportiva come la Tornado 3 dei primi anni duemila, ma di una sportiva di media cilindrata che si rivolge ai giovani, offrendo loro contenuti tecnici di buon livello, un’estetica curata e prestazioni – come vedremo a breve – più che soddisfacenti, ad un prezzo popolare.
Linee italiane
L’estetica è tutta italiana, frutto del lavoro del reparto R&D di Pesaro il cui obiettivo è stato quello di esaltare le forme e conferire alla moto un look unico e distintivo. All’avantreno il gruppo ottico vede due luci centrali alle quali sono affiancati due “baffi” luminosi con funzione di luci diurne, mentre al posteriore stop e luce di posizione sono incorporati negli indicatori di direzione, soluzione che permette di lasciare libero il codino. Plastiche e blocchetti risultano di discreta fattura, così come le grafiche. Il display è un’unità TFT a colori da 5” dotato di connessione allo smartphone, sistema di navigazione attraverso app dedicata ed è possibile visualizzare la pressione istantanea degli pneumatici.
La Tornado 550 nasce dall’evoluzione del motore bicilindrico parallelo che ha portato Benelli al successo negli ultimi anni, con oltre 70.000 unità vendute in Europa fra le bestseller TRK 502 e 502X, Leoncino 500 e 500 Trail, 502C. La nuova unità mantiene lo schema del twin in linea, ma cresce in cilindrata passando da 502 a 550 cc grazie a un incremento della corsa utile dei pistoni, mentre cambia anche l’angolo di manovellismo dell’albero: da 360° a 270°.
Ciò ha permesso a Benelli di raggiungere picchi di potenza e coppia maggiori: 56 CV a 8.250 giri/min., 54 Nm a 5.500 giri/min. Numeri che collocano la Tornado 550 in un limbo del mercato moto italiano ed europeo, a metà strada fra il segmento delle moto A2 native con 48 CV e quello delle “medie entry level”, le quali hanno potenze che si aggirano attorno ai 70-80 CV. Tuttavia, è disponibile la versione depotenziata a 48 CV, per essere quindi guidata con la patente A2 a 18 anni. Due le mappe motore disponibili, Normal e Sport.
Sospensioni regolabili, pinze Brembo
Il propulsore funge da elemento stressato, contribuendo quindi a dare rigidezza e sostegno all’interno di un telaio in tubi di acciaio, al quale è corredata una ciclistica di tutto rispetto: all’avantreno fa bella mostra di sé una forcella Marzocchi con steli rovesciati di 41 mm completamente regolabile, con cerchio da 17”, pneumatico 120/70 e una coppia di dischi di 320 mm lavorati da pinze Brembo ad attacco radiale.
Al retrotreno, il forcellone aziona un monoammortizzatore centrale che offre la possibilità di aggiustarne la risposta nel precarico della molla e nell’idraulica in estensione. Il cerchio posteriore è anch’esso da 17” con pneumatico 160/60 e disco singolo di 265 mm. Presenti l’ABS e il traction control, quest’ultimo disattivabile. Il tutto per un peso dichiarato in ordine di marcia di 198 kg.
Facile sì, ma anche divertente
La sella è collocata a 800 mm dal suolo per renderla alla portata di tutti, risulta sufficientemente spaziosa e permette di arretrare col bacino per “spalmarsi” sul serbatoio nei rettilinei. Le pedane, non particolarmente alte, limitano in parte la luce a terra, ma assieme ai semimanubri montati sopra la piastra di sterzo e abbastanza aperti donano alla Tornado una posizione di guida neutra, non estrema: comunque efficace fra i cordoli e, presumibilmente, sufficientemente confortevole per un utilizzo stradale.
Chi supera i 180 cm di statura si troverà con le gambe un pochino rannicchiate per via della poca distanza fra pedane e seduta, ma nel complesso l’abitabilità è più che discreta per essere una sportiva media entry level, con interasse di 1.420 mm.

Entrati in pista con un piccolo plus (pneumatici Pirelli Diablo Rosso IV in luogo dei Pirelli Angel GT montati di serie), le primissime sensazioni sono quelle di una moto facile da guidare, in grado di trasmettere confidenza anche a chi è al battesimo del fuoco fra i cordoli.
Il motore ha un’erogazione progressiva; è pacato ai bassi, dà il meglio ai medi mostrando una buona grinta e allunga fino a circa 8.700 giri dove l’intervento del limitatore taglia potenza un po’ troppo presto. Se si è un minimo smaliziati, si vorrebbe ancora un po’ di spinta in alto. Questo aspetto è emerso non tanto in rettilineo, quanto più nel guidato fra una curva e l’altra, dove una marcia risulta troppo corta, mentre la successiva troppo lunga. Dal canto suo il cambio è preciso, ha innesti fluidi e il comando della frizione è davvero molto morbido, seppur non eccelle per modulabilità.
Sul rettilineo si raggiungono i 170 km/h circa (non male dato che dall’ultima curva si esce piuttosto piano) e in “staccata” si apprezza la potenza dell’impianto frenante, al netto di un ABS tarato per un uso stradale e non pistaiolo, quindi piuttosto invasivo quando si va a pinzare con decisione. Dopo il primo turno, abbiamo optato per disinserirlo e abbiamo messo mano alle sospensioni, aumentando il precarico. Così facendo, la Tornado è risultata molto più stabile e meno sensibile ai trasferimenti di carico in frenata e accelerazione.
Inoltre, in ingresso curva è piuttosto rapida, precisa, divertente. Invoglia giro dopo giro ad alzare il ritmo, ritardando la frenata portandola in centro curva, con maggior velocità di percorrenza. Il limite però arriva dai piolini salvapedana che strisciano sull’asfalto, ad avvisare che si sta raggiungendo il limite.

Tiriamo le somme
A chi si rivolge la Tornado? Al giovane 18enne che, fresco di patente A2, cerca una moto facile, confidenziale e poco impegnativa che possa dire la sua anche fra i cordoli di un circuito “guidato” come quello dell’Autodromo di Modena, senza richiedere un treno nuovo di gomme ogni tre turni o una flebo reidratante a fine giornata. La “piccola” Tornado – che poi così piccola non è – ha un motore vivace, una posizione di guida in grado di mettere chiunque a proprio agio, un peso in ordine di marcia contenuto e un prezzo corretto se rapportato alle dotazioni tecniche.
Dimenticavo, ha inoltre la capacità di strappare un sorriso e far divertire anche chi è abituato a cilindrate e potenze maggiori. Non ci credete? Beh, provatela! Le moto arriveranno in concessionaria in questi giorni e sono disponibili tre colorazioni: Midnight Black, Tech Silver e Gres White.
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La leggenda si rinnova
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