Lungi da me l’idea di rievocarvi i banchi di scuola, soprattutto in questo afosissimo periodo di notti prima degli esami… Il gancio geometrico mi serve solo per portarvi dove voglio: al cerchio.
In geometria, il cerchio è considerato la forma perfetta. Armonico, in equilibrio assoluto tra il proprio centro e i punti equidistanti che ne compongono il disegno. Senza inizio, né fine. Lo utilizzarono Platone per spiegare il moto dell’anima e Leonardo, con la rappresentazione dell’Uomo di Vitruvio, per suggerire la proporzione perfetta. È simbolo olimpico. Trasmette sicurezza, protezione e continuità. Ma, soprattutto, è privo di lati, spigoli o angoli.
E allora, veniamo finalmente al nostro dunque: il cerchio, infatti, è la forma perfetta anche quando si tratta di caschi e sicurezza in moto. Lo sa molto bene Arai, che delle calotte dalla forma spiccatamente tondeggiante ha fatto un marchio di fabbrica, un segno distintivo e una missione.
Il perché è presto detto: meno sporgenze = meno interferenze aerodinamiche e possibili punti di attrito in caso di impatto. Il che si traduce in un livello di protezione superiore, ma anche in un maggior comfort in marcia soprattutto alle alte velocità: meno turbolenze, più stabilità e un lavoro costante sui pesi per ridurre l’affaticamento di collo e spalle.
Una rivoluzione? Non esattamente. In Arai non si procede per trovate di marketing e claim catturalike. Dietro ad ogni scelta, che si tratti di materiali, di flussi d’aria o di design, ci sono anni di ricerca tra la galleria del vento e la pista.
Prendete l’Arai Quantic che abbiamo testato questo mese: è un prodotto Sport Touring, pensato per quel “turismo ritmato” che più o meno tutti, ogni tanto, ci concediamo. A modo suo, è un casco very pop, destinato a chiunque in moto cerchi tanto il comfort in viaggio, quanto la sicurezza tra le curve. Eppure, il suo è un DNA corsaiolo: è figlio dell’esperienza tra i cordoli, tanto da unire, oggi, performance, comodità e peso piuma.

Concedetemi un paio di note “tecniche”, prima di raccontarvi com’è averlo in testa.
I suoi primi segni particolari sono la struttura e la forma della calotta, una combinazione studiata nei minimi dettagli per deviare al massimo l’energia di un eventuale impatto e distribuirla su una superficie più ampia possibile. Lo strato più esterno è realizzato con la tecnica del Peripherally Belted e-Complex Laminate Construction (PB e-cLc) e offre un eccellente compromesso tra rigidità, resistenza e peso.
Quello più interno, lo sottolineo perché Arai è l’unica azienda al mondo a farlo, è realizzato con 5 densità di EPS in un unico pezzo per aumentare la capacità del casco di assorbire l’energia residua.
La forma della calotta così tondeggiante e liscia, è pensata per scivolare opponendo il minimo della resistenza, contribuendo a limitare decelerazioni o torsioni inutili. Ecco perché, ad esempio, gli elementi sporgenti come le piccole prese d’aria superiori e lo spoiler posteriore sono studiati per staccarsi facilmente in caso di contatto con l’asfalto e grande attenzione è stata posta nell’integrare nella calotta anche l’attacco della visiera.
A proposito di visiera, vi farà piacere sapere che quella del Quantic è dotata di sgancio rapido, dettaglio estremamente apprezzabile anche nel traffico delle tangenziali oltre che in pista, e che la Pinlock MAX Vision è inclusa nella confezione del casco.
Cos’è, vi state chiedendo? È una lente che si inserisce direttamente nello “scasso” della visiera riempiendolo completamente, proteggendo così dall’appannamento l’intero campo visivo e non solo l’area centrale. Un’altra bell’idea da chi i caschi li testa per chilometraggi importanti e in ogni condizione, insomma.
Veniamo alla ventilazione, altro aspetto che, visti i chiari di luna e le impennate del termometro, non è più solo un dettaglio per chi si muove su due ruote. Rispettando la regola del “liscio è bello”, la presa d’aria frontale è stata integrata nel logo Arai realizzato in 3D e ospita due canali da 10mm ciascuno.
Nuova anche la configurazione della presa d’aria della mentoniera, ispirata a quelle dei caschi da Formula 1: può operare in tre modalità (aperta, chiusa o a metà) e contiene un filtro per le impurità che si può facilmente sostituire all’occorrenza.
In totale, il Quantic ha 7 prese d’aria in immissione e 6 in emissione: in questo modo è possibile beneficiare di un flusso consistente e costante anche sotto i 50 km/h, una delle condizioni più frequenti in viaggio tra i borghi o per chi si muove anche in ambiente cittadino.
Citavo sopra lo spoiler posteriore, che oltre naturalmente a ottimizzare l’aerodinamica, “nasconde” tre degli estrattori d’aria calda, pensati per l’utilizzo turistico, certo, ma anche testati a Suzuka ad oltre 300km/h. Insomma, lo spoiler è parte integrante del sistema di ventilazione, ma soprattutto regolarizza il flusso d’aria che circonda il casco, riducendo le turbolenze nei sorpassi ad alta velocità, con i più sentiti ringraziamenti di collo e spalle.
Volete sapere come si sta lì dentro? Bè, considerando che l’ho indossato in una giornata con temperature oscillanti tra i 34 e i 38 gradi e un tasso di umidità palustre, direi che si sta al meglio delle possibilità che un casco integrale possa offrire.
La calzata è facilitata dal fatto che l’apertura inferiore è stata ampliata di 5 millimetri per parte. Gli interni sono piacevoli sulla pelle, removibili, lavabili e personalizzabili a seconda delle esigenze e della forma del viso. Tra l’altro, è già prevista una tasca per l’intercom, il che permette di installarlo facilmente e senza dover smontare mezzo casco. Arai offre una misura di calotta diversa ogni due taglie e questo fa sì che, esteticamente, risulti estremamente proporzionato.
Insomma, mettici la calotta realizzata interamente a mano, una cura maniacale per i dettagli, la scelta di non riservare alcune caratteristiche tecniche solo ai prodotti racing, sta di fatto che la sensazione finale è quella di indossare un casco tailor made che fa tutto ciò che è il suo potere per farti dimenticare di averlo in testa anche dopo un’intera giornata in sella.






























