
Dai, non serve che ce la raccontiamo. Se avete una due ruote in garage e sentite il profumo della bella stagione nell’aria, l’iter è sempre lo stesso: tutta la settimana a controllare le previsioni per il weekend e la corsa verso la finestra la domenica mattina, ogni santa domenica, sperando di trovare il sole per andare a piantare una bella bandierina su un passo di montagna o una strada iconica. Lo sappiamo, marzo è così. Un’incognita continua, capace di oscurare le nostre speranze e i nostri programmi in un millisecondo. Ma noi non ci arrendiamo, e se questi weekend non potremo passarli in moto, ci prepareremo per quelli che verranno.
A Milano non siamo molto fortunati, prima di trovare una curva degna di questo nome dobbiamo macinarne di noiosi drittoni, ma il resto d’Italia ragazzi, appena fuori dalle arterie principali è tutto un serpeggiare d’asfalto e panorami troppo grandi per la visiera di un casco. Per questo dovremmo goderci la strada, ognuno coi propri ritmi e stili di guida, ma dovremmo anche imparare a fermarci e lasciar decantare quella frenesia che per tutta la settimana ci ha fatto smaniare come dei matti la nostra motocicletta. Quindi belle rotte sì, ma che siano in un bel mare.
Soprattutto, assicuratevi di aver scelto le giuste alleate per accompagnarvi in questa nuova stagione. Sì, parlo degli pneumatici 😉 componente fondamentale per far sì che i nostri piani motoristici del weekend siano soddisfacenti, divertenti ma soprattutto… sicuri! Quali abbiamo scelto noi? Ve li raccontiamo in fondo a questo articolo.
Ora ci siamo. In sella, come ogni santa domenica, ognuno con la sua strada preferita negli occhi, il treno gomme da inaugurare e la manopola del gas in mano. Da soli, in coppia o in gruppo.
Non so voi, ma io sono un po’ gelosa dei miei itinerari del cuore, quindi ora che ve ne snocciolo qualcuno, fatene buon uso e soprattutto, ricambiate con altrettante chicche del vostro palmares! Partiamo dalla metà nord del Bel Paese, e scenderemo fino alle Isole nella prossima puntata.
Pronti? Si va! Tre strade imperdibili del Centro Nord.

Il Passo Agueglio, a picco sul lago
Chiudi gli occhi e immagina: 17 chilometri, 34 tornanti, 6% di pendenza media, quasi 1000 metri di dislivello a salire. Quanto ci piace dare questi numeri!
Il Passo Agueglio parte dai 200 metri sul livello del mare di Varenna e arriva ai 1140 circa della cima, passando per Perledo e Esino Lario in un continuo cambio di pendenze, panorami e disegni delle curve. Gli occhi sulla guida, in quella che è una salita in alcuni punti mediamente impegnativa, vi impediranno di godere a pieno della vista sul Lago di Como, un divenire che si apre man mano, dal promontorio di Bellagio fino alle cime delle Grigne.
Don’t worry: seppur stretto e a tratti insidioso, di norma il tragitto non è molto trafficato e non mancano punti dedicati dove fermarsi, spegnere la moto godersi il silenzioso scenario lariano.
Una volta in cima sconsiglio di scendere dal lato Valtellinese del Passo, perché l’asfalto non è mai in buone condizioni, conviene girare la moto, tornare indietro e optare per una delle tante opzioni più appetibili tutt’intorno, che noi motociclisti milanesi conosciamo bene, utili a portarci a casa la nostra valanga di chilometri: dal classico giro del Lago fin su al Ghisallo, e poi la Valbrona, la Colma di Sormano, Pian del Tivano con la discesa a Nesso. Tra un ramo e l’altro del Lago di Como si snodano una serie di strade ad alto tasso di godimento. E se da Civenna scendete a Bellagio, potete caricare la moto sul battello fino a Varenna. Da lì poi… lo sapete già!
La SP9 della Valvestino
Ci spostiamo da un lago all’altro, anzi altri tre, perché la Valvestino, che passa accanto all’ononimo lago, porta dal Garda al D’Idro, o viceversa, in un parco giochi di curve che si chiama SP9. Poco più di 20 chilometri, da Gargnano fino al Vestino, per poi proseguire sulla SP58, passando dal Passo San Rocco e giù fino al Lago D’Idro, un altro paradiso del motociclista.
Il nostro focus però resta il Lago di Valvestino: tutta la strada costeggia questa piccola perla incastonata nel verde e, come già detto sopra, ok guidare, ma le soste sono altrettanto parte del viaggio. Il Vestino èun bacino artificiale regolato dalla Diga di Ponte Cola, che non è carrabile ma è comunque raggiungibile per guardare giù… se non soffrite di vertigini!

L’acqua è azzurro cielo in estate, blu notte in inverno e si fa spazio tra le tante insenature che rendono unico il paesaggio.
Ma questo lago fiabesco nasconde un antico segreto: quando le acque si abbassano, riaffiora la Dogana di Lignago, sommersa dopo essere stata uno snodo cruciale per il passaggio di uomini, merci e carbone durante la dominazione dell’Impero Austro-Ungarico e fino alla Prima Guerra Mondiale.
Consiglio pratico: tenete d’occhio le informazioni sui siti dedicati, perché a causa di alcune frane nell’autunno del 2024, la viabilità è spesso modificata o regolata da semafori con transito a senso alternato per via dei lavori in corso. Possiamo sperare che per il via della stagione motociclistica 2025 la SP9 sarà ancora più bella?

Il Passo della Sambuca, nella natura più selvaggia
Siamo nel cuore del Mugello, un’altra zona cara a noi bikers che unisce la Toscana all’Emilia-Romagna, lungo l’Appenino e più precisamente con le ruote tra le curve della salita al Passo della Sambuca.
Un decina di chilometri, salendo da Palazzuolo sul Senio, che avrete voglia di fare su e giù all’infinito. Tante curve, qualche tornante, una pendenza media del 6% che diventa del 12 nel punto più ripido, anche perché in pochi chilometri si sale di oltre 600 metri, per arrivare ai 1061 della vetta.
Da lì, proseguendo sulla SP477, si arriva al Passo della Colla, dove si imbocca la SP302 fino a Borgo San Lorenzo.
Ora, siamo a pochi chilometri da Firenze e per arrivarci c’è la golosa SS65 della Futa. Che fai, non ci vai? Niente da fare, una bella strada tira l’altra!
Il punto forte della Sambuca e delle strade che lo circondano è senza dubbio il paesaggio: si è totalmente immersi nel verde, in una natura che lascia davvero poco spazio ad altro e che in autunno si colora di un foliage che non ha nulla da invidiare a quello dei nostri vicini di casa francesi.
Metzeler Roadtec 02: il compagno di strada perfetto
Ne consumiamo di battistrada, ogni santa domenica, eh? Per questo la scelta della gomma giusta è fondamentale. Ci piace pennellare le curve gustandoci il panorama che ci circonda, ma ogni tanto chiudiamo la visiera e non ce n’è per nessuno. Bisogna che i nostri pneumatici siano abbastanza poliedrici da tenere il passo in qualsiasi condizione, di guida o climatica.
La soluzione sta in un’unica definizione: Super-Sport-Touring.

Il Roadtec 02 di Metzeler riesce a declinare le sue performance in tutte le condizioni, turistiche o sportive che siano, senza mai peccare in sicurezza e prestazioni. Come? Il battistrada adattivo asseconda lo stile di guida: i lunghi intagli sull’impronta centrale lasciano defluire l’acqua in caso di pioggia e favoriscono la guida più dolce con comfort e grip. Le spalle, con intagli più piccoli, lasciano scoperta la mescola che ci tiene ben saldi all’asfalto in caso di pieghe e traiettorie più spinte. Il posteriore bi-mescola, con l’80% di mescola morbida sulle spalle, è un altro plus a favore della stabilità sul dritto e della sicurezza in curva.
Su tutta la gomma gli intagli sono comunque pochi, e questo è sinonimo di silenziosità e zero vibrazioni.
E dato che stiamo parlando di turismo nella natura, non possiamo non sottolineare che il Roadtec 02 ha un cuore green, perché realizzato con oltre il 43% di materiali biologici e riciclati.
Any Given Sunday, ogni santa domenica!
Infinite strade, infinite domeniche da passare in sella.
Ci rileggiamo nella prossima puntata!



















