1968.

Il Vietnam.

Gli scontri in piazza.

Le rivolte giovanili.

La psichedelia.

Il rock al suo massimo splendore.

Si respira qualcosa di nuovo, c’è aria di cambiamento.

E si sentono gli improperi di una giovane copywriter parigina che non trova uno straccio di mezzo pubblico per andare al lavoro. E allora che fa? Se ne sbatte delle convenzioni sociali e si prende una moto, una piccola Honda 50 per la precisione. Fanculo il ‘68, lo sciopero dei mezzi pubblici e il traffico caotico di Parigi.

 

Adesso, non dipende più da niente e da nessuno.

 

È iniziata più o meno così la vita da motociclista della protagonista di oggi. Lei è una delle donne più coraggiose, indipendenti, folli (e belle) di cui io abbia mai letto. Lei è Anne-France Dautheville e oggi voglio raccontarvi la sua incredibile storia.

Succede che la ragazza si appassiona, che la moto le regala quel senso di libertà finora sconosciuto e che dalle scorribande per gli arrondissement di Parigi in un attimo si trova catapultata, in sella ad una pesantissima Guzzi 750, a partecipare al Raid Orion, una spedizione in moto in Medio Oriente che parte da Parigi e arriva in Iran. Tutto molto bello oggi che siamo nel 2025, dove siamo abituati ad appoggiare i nostri nobili culi su moto che ormai guidano da sole, abbiamo navigatori, gps, smartphone, telefoni satellitari, protezioni, giacche in Goretex, e chi più ne ha più ne metta.

Ma lei il Raid Orion l’ha fatto nel 1972. Alla guida di un pachiderma su due ruote, con mappe e carte stradali anteguerra, unica donna in mezzo a 110 maschi in un paese in cui la donna storicamente è vista come un oggetto, quando va bene, e viene arrestata anche solo per aver alzato lo sguardo. Capito, la signorina?

Altro che i moderni moto-influencer che viaggiano per postare storie e post acchiappa-like su Instagram, con tanto di assistenza al seguito e hotel a 5 stelle.

Bene, Anne-France il Raid Orion l’ha portato a termine. Ma tornata a Parigi c’è qualcosa che le rode il fegato, qualcosa che la tormenta. Non è stato dato il giusto risalto alla sua impresa. Anzi, è stata quasi sminuita dalla stampa francese, palesemente conservatrice e maschilista, che ha addirittura messo in dubbio che lei, donna, avesse guidato realmente la moto lungo tutta quella strada.

Ha 29 anni Anne-France, è luminosa come il sole, ha un buon lavoro come scrittrice e copywriter, vive in una delle più belle città del mondo, ha compiuto una vera e propria impresa degna del più duro dei biker, con buona pace degli hater. Un’altra al posto suo si sarebbe sistemata, magari sposata, avrebbe messo su famiglia. Sì, insomma, una vita tranquilla di quelle lì…

Ma non lei.

‘Sta storia che dubitino ancora di quello che ha fatto al Raid Orion, proprio non le va giù. E così nel 1973 si prende una nuova moto, stavolta più agile e leggera, una fiammante Kawasaki 125. La carica come un mulo delle salmerie alpine e parte con un bel dito medio rivolto ai giornalisti maschilisti (ok questa era una licenza poetica).

 

Destinazione? Il Mondo.

 

Sì, perché la nostra non si accontenta di qualche migliaio di chilometri, stavolta. No, lei vuole fare proprio il giro del mondo. E lo farà, passando per il misterioso Giappone, le foreste dell’India, i deserti dell’Afghanistan, il Pakistan, i boschi dell’Alaska… Si orienta con vecchie mappe, con il cielo e con le stelle, con i consigli degli “indigeni”. Si sintonizza sulle vibrazioni della natura del paese che la ospita in quel momento, diventandone parte.

Imparerà che in qualsiasi angolo di mondo ti trovi, sotto le differenze di cultura, religioni, usi e costumi, c’è sempre la stessa umanità, la stessa voglia di vivere, la stessa voglia di aiutare e aiutarsi.

E ogni stato, ogni paese, ogni strada, ogni incontro, lasceranno dentro di lei qualcosa, che lei, da buona scrittrice, trasformerà in parole, mettendo nero su bianco quello che, ad oggi, è ancora uno dei più bei reportage di viaggio mai pubblicati.

Lo spirito di avventura, la capacità di adattamento, l’ironia di chi non si prende troppo sul serio e vive la vita con gioia, l’umiltà di non aver paura di chiedere aiuto, la sensibilità e l’apertura mentale di chi assorbe ogni goccia di cultura quando arriva in un paese nuovo, il fascino della scoperta che la guida verso nuove mete.

Questo è tutto quello che potete trovare nel suo primo libro La ragazza con la moto, scritto, come dice lei, con le mani piene di morchia. È la storia di una ragazza e del suo sogno, di un mondo unito, senza confini. Di esperienze di vita, di incontri, di gentilezza e rispetto reciproco.

Ce l’ha fatta, ovviamente. Ha completato il giro del mondo in solitaria, su una moto. Ed è stata la prima donna a farlo. 20.000 km di gioie, sofferenze, fatica, di cadute, di mistero, di conoscenza di se stessa e di mondi nuovi, di esperienze terrificanti e divertentissime. Come quella volta che la volevano buttare fuori strada perché era una donna in moto… O quell’altra a Londra, quando è stata presa a ombrellate da una signora che gridava allo scandalo per lo stesso motivo. O tutte le volte in cui è caduta e si è trovata in difficoltà, ma ha sempre trovato qualcuno disposto a darle una mano.

E insomma, a questo punto Anne-France che fa? Si ferma sul più bello? Ovviamente no. Torna a Parigi giusto per capire che ormai la sua vita, la sua dimensione, è il viaggio, soprattutto in sella a una moto. Scrivendo di tutto quello che vede, che sente, che conosce. Non si fermerà praticamente più. Visiterà ogni paese dove ci possano essere strade che si possano definire tali. L’Australia, il Sudamerica, il Nord Europa, il Medio Oriente e pure l’Estremo Oriente. Caldo, freddo, deserti, praterie sconfinate. Niente ha fermato questa donna incredibile.

Negli anni, le sue imprese si sono un po’ perse di vista, anche perché siamo nei Seventies, ricordiamolo. Non c’erano le ospitate in TV o i social a fare da cassa di risonanza. Poi però nel 2017 la stilista Claire Waight Keller scopre la sua storia mentre si documenta sullo stile biker per la sua collezione ispirata ai “motociclisti romantici”. Perché Anne-France, oltre ad avere degli attributi notevoli, è pure una figa spaziale, ed è sempre stilosissima (guardatela sulla BMW R90-6 di fronte alla Tour Eiffel, sembra la campagna di una maison di moda).

Comunque sia, la sua avventura torna finalmente a galla e nel 2017 esce un altro libro imperdibile intitolato E ho seguito il vento, uno stupendo reportage sugli Anni 70, sui suoi viaggi e le sue esperienze in giro per il mondo sulle due ruote, pieno di aneddoti divertenti e curiosi, scritto con il suo stile quasi fumettistico e condito della sua proverbiale ironia. Libro che non può assolutamente mancare nella vostra collezione, ça va sans dire.

Oggi Anne-France è una bellissima donna di 81 anni. Non va più in moto, si occupa di promuovere i suoi libri e condividere la sua visione di un mondo unito, libero e senza confini. Ma il sorriso ammaliante e lo sguardo curioso sono gli stessi di quella ragazza parigina un po’ folle, che nel 1973 è partita alla conquista del mondo su una moto. Da sola.

Ha conquistato anche voi vero? Bene, ora non resta che tirare fuori mappe e cartine, riempire le borse della moto e organizzare un bel viaggio, magari con gli occhi e la mente aperti come i suoi.

Buona strada, Wheelerz…

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