Il fascino dell’oscurità e l’irresistibile attrazione che genera, ma anche l’inquietudine e il senso di smarrimento che fa tremare l’anima. Si cerca nel buio qualcosa che va al di là della comprensione, dove poter spingere la mente fuori dai confini del certo. Spaventoso e magnetico, come il dark side che si cela in ciascuno di noi, il buio è quel luogo dove i sensi si acuiscono e la percezione si fa più viva ed intensa. Da lì se ne esce di sicuro ridimensionati, ma è proprio quel sentirsi “fragili” che ci fa percepire la nostra eccezionale vitalità e unicità.

Si notano alcune sfumature in comune con l’esperienza del viaggio? Beh, non è un caso… L’ignoto come concetto può indossare abiti differenti ma ciò che resta è sempre l’eterno conflitto tra la paura di ciò che non vediamo né conosciamo e l’imprescindibile desiderio di superarla.

E non è nemmeno un caso il fatto che il cosiddetto “turismo del buio” si stia sempre di più affermando, trainando a sé un sorprendente interesse e dando vita ad un numero crescente di iniziative e attività che è possibile sperimentare. Un binomio inedito, che va decisamente oltre quell’effimero “effetto wow” da viaggiatore di superficie, proiettando in una dimensione ben più introspettiva.

Già perché nel buio bisogna saperci stare. E allora, guidati dalla nostra personale spinta tra curiosità e conoscenza, ci spingiamo dalle viscere della terra a “riveder le stelle” attraverso alcune esperienze imperdibili da vivere in lungo e in largo nell’amata penisola italica.

Pronti per un autentico salto nel buio?

L’esperienza del buio assoluto in Valle Trompia

La Valle Trompia, nel cuore della provincia bresciana, è un luogo dove l’antica tradizione della lavorazione del ferro si perde nella notte dei tempi. A partire dagli inizi dell’Ottocento qui prese vita un importante polo estrattivo rimasto attivo fino agli anni Ottanta del secolo scorso.

Nel piccolo comune di Collio si trova l’ex miniera di Sant’Aloisio, riconvertita oggi a viva testimonianza della cultura mineraria della valle e della storia di coloro che qui ci hanno lavorato. Indossati i caschetti si viene guidati lungo il percorso sotterraneo di circa due chilometri e mezzo tra corridoi e passaggi angusti, sperimentando infine qualche secondo di “buio assoluto”. Spente le torce nelle profondità dei cunicoli, si prova un indescrivibile sensazione di disorientamento. Il corpo reagisce potenziando tutti gli altri sensi e restituendo una diversa consapevolezza di se stessi. Oltre alla visita standard si può prenotare anche un trekking fuori percorso o divertirsi nell’adiacente parco avventura, realizzato nelle strutture esterne della miniera.

Come arrivare

Si raggiunge Collio guidando meravigliosamente attraverso la valle e seguendo la strada sinuosa che corre parallela al fiume Mella.

Superata la miniera si è ad una manciata di chilometri dalla salita al passo del Maniva e dalla strada (parzialmente sterrata) che conduce al passo di Crocedomini.

Serve aggiungere altro?


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Notti magiche alle Grotte di Stiffe

Il Parco Naturale Sirente-Velino è uno dei tanti gioielli che è possibile trovare in quello scrigno che è la meravigliosa terra d’Abruzzo. Un’area naturale protetta, suggestiva e poco conosciuta, da vivere ed esplorare attraverso una moltitudine di itinerari culturali e naturalistici che coinvolgono gli oltre venti borghi sparsi nel suo territorio.

Al suo interno, nel piccolo comune di San Demetrio Nè Vestini, ospita il complesso delle grotte di Stiffe. Un luogo speciale, per bellezza e importanza geologica. All’interno della cavità infatti le acque del Rio Gamberale riemergono dopo aver viaggiato nelle profondità della terra, sgorgando infine all’esterno. Tra cascate, stalattiti e stalagmiti, lo spettacolo naturale assume contorni unici.

Qui, oltre alla tradizionale visita della durata di un’ora, è possibile vivere una “notte magica”, un viaggio serale misterioso e affascinante, dove armati di torce da fronte si esplorano le formazioni rocciose nel surreale contrasto tra luci e ombre. Circondati da un’atmosfera eterea e impalpabile, ci si lascia emozionare dal suono delle acque, a tratti lento e a tratti scrosciante, dove il tempo viene scandito dall’eco dei passi e l’aria fresca e umida rigenera i sensi.

come arrivare

Le grotte sono situate a circa una mezzoretta di strada da L’Aquila. Una volta terminata la visita si torna indietro una manciata di chilometri fino a Ocre, dove partire per la scoperta del parco.

Si incomincia subito con il convento di Sant’Angelo, arroccato su uno sperone roccioso in posizione panoramica. Da lì si imbocca la SS5 che regala cartoline in serie fino a Cerri. La deviazione verso Terranera permette di osservare l’altopiano delle Rocche da posizione privilegiata.

La vista si apre in sincrono con il cuore. Si passa Rocca di Mezzo, Rovere e Ovindoli per poi deviare sulla SP24 verso l’antica città romana di Alba Fucens. Si torna a Celano giusto per avventurarsi nell’omonime gole prima di chiudere il tour superando il valico di Forca Caruso.


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In barca sottoterra nella grotta di Pertosa-Auletta

Immersa nel suggestivo paesaggio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, la grotta di Pertosa-Auletta è una delle scoperte sotterranee più affascinanti d’Italia. Situata nell’omonimo comune di Pertosa, in provincia di Salerno, questa grotta carsica regala un viaggio nel buio tra formazioni calcaree e antichi segreti della terra.

L’unicità dell’esperienza la si ritrova nella visita guidata, che inizia con un’emozionante traversata in barca lungo il fiume Negro, l’unico corso d’acqua sotterraneo in Italia ad essere navigabile. In un silenzio magico, interrotto soltanto dal fragore della cascata, traghettiamo la nostra anima in una dimensione sospesa come dei moderni Caronte, dove la luce si spegne nelle tenebre.

Il percorso prosegue poi a piedi attraverso ampie sale e gallerie modellate dall’acqua nel corso dei millenni, fino a ritrovarsi tra i resti di un antico villaggio palafitticolo risalente al II millennio a.C.. Per i più avventurosi è previsto anche un tour speleologico di circa due ore, con appuntamenti calendarizzati, dove insieme a guide esperte si risalirà a piedi il fiume sotterraneo fino alla sorgente, addentrandosi nei meandri più oscuri della grotta.

come arrivare

Dal borgo di Pertosa si scende verso sud fino a San Pietro al Tanagro per poi imboccare la SS166, una strada sinuosa e spettacolare che offre viste grandiose sui Monti Alburni e il Vallo di Diano.

Arrivati a Roccadaspide si risale lungo la SR488 per raggiungere Castelcivita, dove ci si può concedere un’altra visita sotterranea nelle omonime grotte.

Si chiude il cerchio percorrendo la bella SP12c fino a Sant'Angelo a Fasanella che ospita un’antica cavità trasformata in epoca medievale in santuario rupestre dedicato a san Michele Arcangelo. Riconosciuta come patrimonio Unesco, custodisce antichi affreschi bizantini e altari scolpiti nella roccia, oltre ad offrire una vista memorabile sulla valle sottostante.


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Di notte sulla Pietra di Bismantova

Il fascino dell’oscurità porta dalle viscere della terra all’infinita volta celeste. All’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, si erge l’imponente Pietra di Bismantova, una spettacolare formazione rocciosa che domina il paesaggio con la sua caratteristica forma a tavolato. Un maestoso monolite di arenaria, identificato da Dante nella Divina Commedia come il monte del Purgatorio. Per certi versi la nostra porta d’accesso al paradiso dopo “l’inferno” nelle profondità della terra.

Chi vuol vivere intensamente il fascino e la spiritualità di questo luogo geologicamente unico, può partecipare ad un’escursione notturna previste per la tarda primavera. Il Gruppo di Guide Ambientali “La Via dei Monti”, in collaborazione con il Civico Planetario di Modena, conduce sulla sommità della Pietra raccontandone le peculiari origini.

Dalle luci del tramonto al buio della notte, l’escursione proseguirà con l’osservazione del cielo, approfondendo i metodi di orientamento degli antichi. Sul sito ufficiale (QUI) sono presenti anche gli altri appuntamenti primaverili ed estivi sotto le stelle, tutti nell’area dell’Appennino Modenese e Reggiano.

come arrivare

Dalla Pietra si prosegue in direzione sud lungo la SP108, attraversando lo scenario dei Gessi Triassici.

Scesi a Ligonchio, la strada si fa stretta e tortuosa mentre sale di gran carriera verso il passo della Pradarena, che segna l’ingresso in Toscana.

Da lì si aprono gli straordinari scenari dell’alta Garfagnana.


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Walking in the moonlight in Lessinia

Nel cuore del Veneto, a nord di Verona, si estende il fiabesco territorio dei Monti Lessini, un’area poco conosciuta, di grande fascino naturalistico e culturale. Qui le tradizioni dell’antico popolo dei cimbri sono radicate e vive nei piccoli borghi che punteggiano la regione. Dolci altopiani, pascoli verdeggianti e profonde valli compongono un contesto naturale di amabile isolamento.

Al calar delle tenebre, lo scenario si fa di una bellezza quasi ancestrale, tutto da vivere in una delle escursioni al chiaro di luna proposte da Moonlight Lessinia. Si cammina guidati dai sensi, trasformando l’inquietudine dell’oscurità in stupefacente meraviglia. Gli occhi si abituano al buio mostrando tutta l’umana adattabilità e i contorni si fanno più chiari, disegnati dalla luce riflessa della luna.

Un calendario eventi che mira ad unire il trekking con l’osservazione del cielo e… i sapori tipici lessini! Le iniziative, sincronizzate con i giorni di plenilunio, conducono negli scenari più belli del Parco Naturale tra boschi e pascoli, toccando rifugi, malghe, aziende agricole e persino birrifici. Nell’escursione è sempre compresa la cena con degustazione.

come arrivare

Ciascuna escursione parte da un luogo diverso. Il consiglio è di regalarsi comunque un itinerario attraverso questo territorio davvero splendido, non solo sotto il profilo paesaggistico.

Salendo dalla Valpolicella si tocca Sant’Anna d’Alfaedo per poi proseguire per Fosse e imboccare la SP12. La strada, inizialmente chiusa dai fitti boschi, si apre in uno spettacolo mozzafiato in prossimità del passo Fittanze della Sega.

Da lì si ridiscende fino alle porte di Erbezzo. Visitato il suo centro, si resta alti sulla SP13 per poi raggiungere Bosco Chiesanuova. Nel borgo da non perdere il Museo Etnografico recentemente rinnovato, per un “viaggio nel viaggio” attraverso la cultura e la storia dei cimbri. Un passaggio determinante per comprendere a fondo il territorio.


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L’universo visto da Saint-Barthélemy

Nel cuore della Valle d’Aosta, nel territorio di Saint-Barthélemy, il cielo si libera di ogni forma di inquinamento luminoso regalando una finestra impagabile sul cosmo. Il buio più profondo permette alla volta celeste di mostrarsi in tutta la sua meraviglia e questo è valso all’area il prestigioso riconoscimento di primo Stellar Park in Italia.

L’Osservatorio Astronomico, presente nella piccola località di Lignan, permette di partecipare a visite notturne spettacolari, dove si viene guidati alla scoperta di costellazioni, sia ad occhio nudo che tramite l’ausilio di telescopi.

Un’esperienza intensa, dove al romantico fascino della “stellata” si uniscono riflessioni su cosa significhi davvero essere parte di universo dalle dimensioni e distanze inimmaginabili, dove il buio rappresenta il teatro in cui si muovono infiniti corpi celesti, la frontiera che terrorizza, ma che spinge l’intelletto e l’ingegno ad andare oltre.

La prenotazione è obbligatoria e segue un calendario aggiornato mensilmente (QUI) che comprende anche eventi speciali di divulgazione e osservazione.

come arrivare

Per raggiungere l’osservatorio si segue la strada che da Nus si sviluppa subito con una bella sequenza di tornanti, facendo guadagnare rapidamente quota.

Mentre la vista si apre grandiosa ad abbracciare l’intero fondovalle, si supera il borgo di Blavy regalandosi chilometri in mezzo alla natura.

Proseguendo l’ambiente muta sempre più nel classico mondo fatto di alpeggi e baite incorniciate da splendide vette, fino a raggiungere la frazione di Lignan dove sorge l’Osservatorio Astronomico.


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