Una Royal Enfield Bullet Trials e due moped . Da Milano, in moto; da Torino, con i motorini smarmittati (a riposo sul Ducato 2.3 fino al casello), per raggiungere Pontechianale, patria della settima edizione del raduno invernale più “alto” d’Italia.

1.600 metri, grosso modo, rappresentano la distanza che in verticale separa il mare dall’epicentro dell’Agnellotreffen, vale a dire uno degli appuntamenti invernali più attesi e frequentati della stagione, un puntello di culto se parliamo di eventi motociclistici su territorio nazionale, giunto ormai alla sua settima edizione. 

Il Treffen nazional-popolare si svolge come da tradizione a Pontechianale (Cn), ai piedi del Colle dell’Agnello appunto, uno scenario incantato tra Italia e Francia, in Val Varaita; poco oltre, il valico a 2.700 metri, grosso modo, e si sconfina in territorio francese. La strada è bellissima, tortuosa, un classico dalla primavera all’estate.

In inverno però è tutta un’altra storia, lo sanno i 1.500 motociclisti che dal 24 al 26 gennaio scorsi hanno raggiunto Pontechianale dall’Italia e dall’Europa per prendere parte a quella che è stata una “tre giorni” dai toni suggestivi e genuini.

Gente dalla pelle spessa, per non dire altro. All’Agnello c’erano le moto, di qualunque tipologia, dalle maxi adventure alle Vespa d’annata, dai sidecar ai moped; e c’erano le facce, i personaggi, le storie di chi dalla sella di una moto ha vissuto il mondo. lmmancabili poi la zona camping, con le tende adagiate sulla neve, i falò, i pentoloni fumanti e tonnellate di paglia per dormire all’asciutto o quasi.

Insomma, al Treffen non potevamo proprio mancare, ed è per questo che a modo nostro, abbiamo raggiunto Pontechianale per una veloce toccata e fuga: due giorni, una Royal Enfield Bullet Trials per chi scrive, un Garelli Gulp Matic e un Piaggio SI per Gilda Dota e per l’amica Alessandra Mojana di Netgate Adv, on the road dopo aver superato Torino e “comodi” fino al casello dell’autostrada, sistemati sul Ducato 2.3 firmato Fiat Professional, ossia il mezzo di supporto di Wheelz per l’occasione.

L’impresa (per loro) è stata ardua: tre ore e mezza a “velocità codice”, le soste, i rifornimenti al 2%, le pendenze. E a Casteldelfino, a pochi chilometri dall’arrivo, tutti a sbrigare le pratiche d’iscrizione al raduno perché altrimenti al Treffen non si accede. A quel punto il paesaggio era già imbiancato anche se, a detta di tutti, nel corso di questa settima edizione il freddo non ha “punto” tanto quanto nelle edizioni passate. Sarà pure così ma sta di fatto che, a pochi minuti dal nostro arrivo al Treffen… pentoloni fumanti.

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