Dai la cera. E poi togli la cera. Il casco non deve avere neanche un graffio. Gli effetti glitter si mischiano ai disegni fiammeggianti che abbracciano ed esaltano lo shape aerodinamico. In griglia di partenza si è subito riconoscibili. Si vuole incutere terrore o, più probabilmente, richiamare l’attenzione delle ragazze più maliziose sugli spalti. Valgono entrambe le versioni. La visiera fotocromatica rivela lo sguardo, concentrato e attento.

Le cromie della scocca sono state scelte per essere abbinate agli slogan colorati sulla tuta di pelle. Il nome della crew è stampato in grande. Si deve vedere. Ad altezza coccige e sui fianchi le abrasioni delle cadute ricordano che non bisogna sbagliare quando si entra in curva. Un battito di puck e si parte veloci, lasciando una scia luccicante. Da lì in poi è tutto aria e fuoco.

Le tavole sono assetate d’asfalto e assettate stile raduno tuning. Rialzi, alettoni, minigonne, ruote oversize. Qualcuno cerca sempre di fare il furbo aggiungendo peso per andare più veloce. Si posizionano viti e chiodi per avere più grip. Siamo al limite del regolamento.

I guanti ricordano un po’ quegli degli automobilisti d’antan. Sono consigliabili gli inserti in kevlar sulle dita e i paranocche in fibra di carbonio, per chi se li può permettere. I più eccentrici usano dei puck con inserti in metallo per fare scintille ad ogni frenata. Passare inosservati non è una priorità…

I quattro riderz Sbanda Brianza, convocati nel team della Nazionale Italiana di Skateboard Downhill agli ultimi Downhill Skateboarding and Street Luge World Championship, lo scorso 22-25 Febbraio si sono fatti sentire, piazzandosi tutti alla fase finale nella gara del mondiale World Skate sui 2.300 metri del tracciato di Tagaytay, nelle Filippine.

Il primo titolo mondiale di Stefano Barbizzi segna anche la prima vittoria di disciplina dell’Italia. Un importante risultato di crescita per lo skateboard downhill nostrano, che si afferma definitivamente a livello mondiale.

La gara è finita. Uno solo vince veramente. Cala il tramonto. I più ossessionati rimangono sul tracciato. Si provano ancora le traiettorie e le frenate. Una danza di glitter e scintille per una notte fiammeggiante.

making of

Glammin' di un casco da downhill

I caschi da skate downhill sono oggetti affascinanti. Mutuati dal mondo degli sport veloci (chilometro lanciato e parapendio, tanto per citare i più emblematici) sono un ibrido esteticamente esaltante che unisce protezione e prestazione aerodinamica. Vietato passare inosservati. La personalizzazione passa da artisti dell’aerografo come William Chiappa di Carrozzeria Limbiatese, che in occasione dei mondiali ha realizzato l’artwork qui sotto (tutte le info QUI).