SIAMO STATI ALLA PRIMA EDIZIONE DELLA MARATHON E NE ABBIAMO VISTE DI TUTTI I COLORI: PIOGGIA, FANGO, VENTO, MA LE LANCETTE HANNO CONTINUATO A TICCHETTARE. PER I PIÙ TEMERARI, LA BANDIERA A SCACCHI E LA GLORIA DELL’IMPRESA. ECCO LE IMMAGINI ESCLUSIVE CHE RACCONTANO LE PRIME ORE DI GARA, FIRMATE FABIO POZZI.

Accadeva a Gambara (Bs), a cavallo tra il 28 e il 29 agosto, una data “epica” che per molti resterà fissata nella memoria a lungo termine. A dir poco memorabile questa prima 24 Ore Moped di “Le Hans”…

Hans proprio come il patron della Monferraglia, ossia il “cilindro” dal quale è sbucata fuori questa endurance interamente dedicata al mondo moped. Incredibile l’adesione di quelli che ormai sono stati ribattezzati i “tuentiforriders” che al puntello di Gambara, sede di un bel tracciato enduro e teatro di questa 24 Ore, si sono puntualmente presentati in 350, suddivisi per team (o “Tim” nel gergo della Monferraglia) che alla conta sono risultati essere ben 70. Piloti più o meno esperti, ad alternarsi in sella, e mezzi più o meno preparati; ad ognuno la sua Classe, con una classifica generale da scalare nel corso delle 24 ore e con un regolamento serrato da seguire: sì perché alla 24 Ore di “Le Hans” non si scherzava mica troppo, tra verifiche tecniche, penalità è modalità di gara da seguire alla lettera.

Bello, anzi bellissimo, il paddock allestito per l’occasione, con officine mobili improvvisate, gazebi allestiti di tutto punto e mezzi più o meno pronti alla “battaglia”; frizzante l’atmosfera perché anche alla 24 Ore vigeva lo spirito amichevole e inclusivo tipico degli appuntamenti targati Monferraglia, una vocazione che fa tanto “corse vecchia scuola” grazie alla quale, curiosando nel paddock, ci si poteva imbattere in situazioni degne di nota, tra riparazioni meccaniche ardite e soluzioni tecniche dell’ultimo minuto.

E poi la partenza, alle 15.00 spaccate, sotto una pioggia battente che in pochi minuti trasformava il tracciato in una sorta di grande piscina fangosa; le prime soste, la fatica a completare anche solo un giro; il vento che scombina il paddock, come se non bastasse lo scrosciare di pioggia ad allagare il tutto; i più smaliziati ci danno dentro per agguantare più giri possibile per poi attendere, trascorrendo la notte a sistemare il moped e a conservare le forze.

Strategie differenti, a ognuno la sua, con quelli della Classe Monfa, gente abituata a tribolare, che con stoicità arrancavano, giro dopo giro, in barba a madre natura. Mentre per gli affezionati del Campionato Nazionale Moped, è stato il sole della domenica mattina a suggerire di entrare in pista a collezionare giri veloci, con un tracciato in costante miglioramento che nelle ultime 6 ore di gara ha permesso a molti team di realizzare più giri di quanti non ne avessero compiuti dalla partenza delle 15.00 del giorno precedente.

Roba tosta, dicevamo, tanto che per più di qualche team l’avventura di questa marathon si è conclusa anzitempo: ritiri, sì, e anche qualche critica che si è mossa per dire “troppa acqua e troppo fango”.

Ma le lancette di questa prima 24 Ore di Le Hans hanno continuato a ticchettare, non fosse altro per tutti quelli che fino all’ultimo hanno continuato a crederci, a battagliare; per tutti quelli che hanno macinato chilometri in furgone per raggiungere Gambara; per tutti quelli che “le ferie e i permessi me li spendo così”. E per tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di questo evento epico, ci auguriamo il primo di una lunga serie. In attesa della prossima 24 Ore (o di qualunque altra formula altrettanto ardita) gustatevi le immagini esclusive realizzate da Fabio Pozzi che ritraggono le prime ore di gara.

Ti piace Wheelz?

Supportaci con un caffè!Supportaci con un caffè!